Escursione al Monte Toraggio – 1973 m – e anello del Sentiero degli Alpini – Alpi Liguri

Dislivello di 900 metri circa. Sviluppo totale dell’anello: 16,10 km.

Il Monte Toraggio è situato sul confine tra la Valle Roya (all’altezza di Saorge) e la Valle Nervia (all’altezza di Triora). Il Sentiero degli Alpini, che si percorre per raggiungerlo, è un tracciato altamente spettacolare e caratteristico per essere stato ricavato buona parte nella roccia. Costruito negli anni ’30 a difesa da un eventuale attacco francese, è dotato in alcuni punti di funi in acciaio e deve essere affrontato con la dovuta cautela per la presenza di numerosi strapiombi e roccette friabili.


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Noi cuneesi non siamo abituati a spostarci troppo per fare un’escursione in montagna. Basta aprire l’uscio di casa e dietro la porta troviamo un’ampia scelta di itinerari per tutti i gusti e per ogni tipo di difficoltà.

Il sentiero degli Alpini e il Monte Toraggio, vera accoppiata vincente per l’escursionista, sono davvero lontani da casa nostra, non tanto per la distanza chilometrica, quanto piuttosto per il tipo di strada da percorrere. Proprio per questi ed altri motivi questa escursione era, ed è rimasta, nella scatola dei nostri desideri per lungo tempo.

C’è voluto Fulvio a sbloccare la situazione. Una combinazione di cose ha poi fatto sì che svanissero alcune nostre resistenze. Sembrerà strano, ma un valido motivo che ci ha convinti è il compleanno, che ricorre proprio oggi, del nostro amico Armando di Ventimiglia. Non potevamo esimerci dall’andare a festeggiarlo per una volta in “casa sua”, lui che è un grandissimo appassionato delle nostre montagne cuneesi. Tra le altre cose Armando è uno di quelli che ha contribuito, con il CAI di Ventimiglia, alla risistemazione del sentiero.

Per l’occasione Fulvio, che ha predisposto bene le cose, ha coinvolto un secondo gruppo di amici (Osvaldo, Anna Maria e Luciano) facendoci trascorrere una giornata indimenticabile.

Partenza ore 6:00 di mercoledì 11 gennaio 2012.
La Valle Roya è sempre un pò un’incognita. Tra semafori, tratti di strada a senso alternato, la sfortuna di trovare un camion davanti e il tempo di percorrenza si allunga di molto. Da Ventimiglia occorre portarsi a Camporosso, poi Dolceacqua e seguire una lunghissima strada per arrivare prima alla Colla Longan (1127 m) quindi alla partenza situata a Colla Melosa (1540 m).

Sono passate le 9:00 quando muoviamo i primi passi dal parcheggio antistante il rifugio Allavena. Seguiamo un lungo tratto di strada sterrata che ci porta, nel gomito di un tornante, al vero inizio del sentiero degli Alpini (vasca con fontana e tacche bianco/rosse).

Si inizia subito con un traverso su roccette che va a tagliare una parte scoscesa. Alternando tratti di lieve salita e discesa, dopo qualche centinaio di metri siamo ad un bivio. Seguiamo la stradina di sinistra (Gola dell’Incisa) che ci porta ad aggirare alcuni costoni impervi.

Nel tratto iniziale del sentiero

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Archiviato sotto Altri luoghi, Inverno

Escursione ad anello della Costa dell’Arp – quota max. 1885 m – Valle Gesso – inverno

Dislivello di 1070 metri circa. Sviluppo totale del percorso: 14 km.

Tempo complessivo: 4 ore e 30 minuti (escludendo le soste).

La Costa dell’Arp è una lunga dorsale divisoria tra le Valli Gesso e Stura che prende origine dal Monte La Piastra (1835 m). La cresta prosegue in direzione ovest con una serie di dossi e cuneette che portano, verso il termine, alla Cima Cialancia (1885 m) punto di maggiore elevazione della Costa. Proseguendo in discesa verso il Colle dell’Arpione (1735 m), va alfine a fondersi tra il Monte Merqua (2148 m) e il Bourel (2468 m).


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Ci troviamo oggi 30 dicembre 2011 a Desertetto per questo bell’anello proposto dall’amico Fulvio. Sono qui con lui e Riccardo per compiere da San Bernardo (Desertetto) tutta la traversata della cresta, dalla Cima Piastra al Colle dell’Arpione.

A nostro avviso, il senso di marcia più logico per compiere l’anello è quello che sale dal Colle dell’Arpione, ma oggi lo vogliamo percorrere al contrario perchè Fulvio, volendone verificare la segnaletica, è curioso di vedere come è stata tracciata la parte che da San Bernardo sale alla Cima della Piastra.

L’itinerario di questo nostro anello ha inizio dal pilone antistante il piazzale dove si parcheggia l’auto. Un cartello ne segna il punto di partenza. La stradina sterrata (tacche bianco-rosse) ci conduce nel primo tratto del vallone denominato “La Biula”.

Dopo un pò di cammino ci troviamo già in difficoltà. In mancanza di ulteriori segnali, dobbiamo scegliere se continuare la salita lungo il costone o prendere una stradina che degrada nel vallone. Fatti pochi passi in discesa, scorgiamo dietro una curva un paletto seminascosto che indica il percorso (per la verità, dopo quest’ultimo non troveremo più altre segnalazioni per un bel tratto).

A naso, quindi, proseguiamo la salita (non così comoda) sul versante di sinistra, fin tanto che non scorgiamo più in alto un sentiero che, verso destra, va a tagliare il vallone della Biula e si dirige sul lato opposto dove si intravede un corto boschetto di faggi.

Il sentiero, poco battuto ma che si rivelerà giusto, ci porta su uno spallone; proseguendo in salita verso sinistra, ecco comparire, finalmente, un picchetto segnavia (che probabilmente è più utile per segnalare la direzione a chi scende) e qualche altra tacca sulle pietre. A zig-zag seguiamo verso l’alto tutto il ripido e lunghissimo costone erboso, dirigendoci verso alcune rocce visibili in cresta.

In salita sullo spallone dopo il boschetto di faggi

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Escursione invernale al Bric Costa Rossa, 2404 m – Val Colla

Dislivello di 1400 metri circa. Sviluppo totale del percorso: 13,5 km circa.

La Bisalta (o Besimauda) è la montagna per eccellenza di tutti i cuneesi. Visibile da ogni parte della pianura, attrae su di sè lo sguardo per la posizione e la sua caratteristica forma a tenda canadese. Il Bric Costa Rossa, ultima punta verso destra, ne è la cima principale.


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Che distanza c’è tra il Büscaiè e la Croce? (Così, noi Bovesani, chiamiamo il Bric Costa Rossa, per via dell’imponente croce in ferro eretta sulla cima nel 1945. Alla Croce sono salito alcune decine di volte: all’inizio dell’estate, quando le giornate sono lunghe, ma soprattutto in autunno per scongiurare il pericolo dei temporali.)

Qualcuno, tra cui anch’ io, è convinto che non ci siano più di quattro chilometri, qualcun altro dice sei, altri sette. La mia convinzione nasce dal fatto che quando sei al Büscaiè (dove termina la strada oltre San Giacomo di Boves), la croce spicca contro il cielo lassù, dritta davanti a te. Da questa domanda, che ci ha fatto discutere per un pò di giorni, è nata una scommessa tra amici. Abbiamo allora organizzato l’escursione, con un buon GPS, per toglierci il dubbio.

Mi trovo con gli amici Riccardo e Gelu al Büscaiè alle 8:00 di giovedì 22 dicembre 2011. Dalla barra che chiude l’accesso alle auto si percorrono ancora all’incirca 400 metri di strada prima di trovare l’indicazione (verso destra) che conduce al Passo di Ceresole.

L’inizio della salita è fin da subito impegnativo e non dà tregua. D’inverno, con i faggi privi di foglie, notiamo che il paesaggio è molto diverso da come lo abbiamo sempre visto in altre stagioni. Intorno tutto è più chiaro e ti rendi maggiormente conto del percorso che devi fare. Perfino il sentiero appare più ripido del solito e finalmente riesco a curiosare meglio tra i vari valloncelli incassati che scendono dalle pendici della Bisalta.

Il sentiero, interamente in faggeta, raggiunge dopo una distanza di 2600 metri ed un dislivello di oltre cinquecento il nuovo rifugio Ceresole (8 posti letto – costo 5,00 € adulti, 2,50 € bambini – chiavi presso negozio alimentari di Castellar), situato in una conca pascoliva a breve distanza dall’omonimo Passo. Nella conca c’è anche la vecchia roulotte del margaro che, nei mesi da giugno a settembre, porta quassù le mucche al pascolo.

Arrivo al Rifugio Ceresole

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Escursione “Boves/Passo di Ceresole/Boves” – 1620 m – Valle Colla

Dislivello di 1080 metri circa. Sviluppo totale del percorso: 23,3 km.

Tempo impiegato per la salita: 3 ore circa.

Il Passo di Ceresole, posizionato sul confine tra le Valli Colla e Vermenagna, si trova a circa metà strada del percorso che porta al Bric Costa Rossa. Il Passo è un ottimo punto panoramico e fotografico verso tutta la dorsale della Bisalta e le cime che vanno dalla Rocca dell’Abisso all’Argentera. A pochi passi dal colle, in discesa sul versante Bovesano, si trova il nuovo rifugio Ceresole.

Il tragitto di questa escursione si svolge completamente in mezzo ai boschi, al di fuori delle strade battute dal traffico; per lunghezza e dislivello può essere considerato un ottimo allenamento per chi ha in vista cose più impegnative.


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Già da qualche tempo mi frullava per la mente l’idea di andare al Passo di Ceresole partendo da Boves. Per un motivo o per un altro, non avevo ancora potuto attuare il mio desiderio . Mi si ripresenta finalmente l’occasione il 15 dicembre 2011.

Per questa escursione, che non presenta alcuna difficoltà, sono partito da Via Monviso cioè la prima deviazione che si incontra sulla destra di Via Roncaia (la strada che porta alla Madonna dei Boschi di Boves). Il percorso risale inizialmente tutta la collina boschiva fino al Prato del Soglio, poi prosegue rimanengo per un lungo tratto sul versante Bovesano. Oltre i tralicci dell’alta tensione si mantiene appena al di sotto della cresta divisoria, sconfinando un paio di volte in Valle Vermenagna, fino al raggiungimento del passo.

Mi trovo all’inizio di Via Monviso nel momento in cui al campanile dei Cerati rintoccano le ore 8:00. Inforco la carreggiata denominata “via dei Gigutin Soprani” (palina segnaletica). Passando accanto ad alcune villette di nuova costruzione proseguo nei boschi di castagni costeggiando alcune prese d’acqua. Dopo la terza, ad un bivio, tengo la sinistra (palina). La salita si impenna entrando all’interno di un avvallamento naturale. Dopo qualche curva ed un piccolo rettilineo, nei pressi di un muretto di pietre trascuro la via pianeggiante a sinistra che conduce alla borgata dei Gigutin Sottani (738 m, palina segnaletica) per proseguire su quella di destra con maggiore decisione.

La strada, poco oltre, si affaccia sulla radura dei Gigutin sottani e dopo un lungo tratto nel bosco raggiunge, al fondo, un curvone verso destra e più avanti un tornante a sinistra. Altre curve mi portano poi a sbordare nella valletta successiva dove si intravedono, tra gli alberi, le vecchie case diroccate dei Gigutin Soprani (905 m – palina segnaletica).

La stradina prosegue nel vallone, alta rispetto alle case sottostanti, costeggiando boschi di castagno ormai in disuso quindi, dopo quattrocento metri circa, vira a sinistra con pendenza più sostenuta. Più avanti, superato un varco, piega nuovamente verso destra proseguendo per lungo tratto in leggera salita. Superato un secondo varco si perviene ad una radura ombrosa, dal cui fianco scoperto si intravede parte della pianura bovesana. Si sale ancora un’ultima corta rampa che porta ad affacciarsi sulla Costa Rosbella.

La strada proseguirebbe in leggera discesa, costeggiando un vecchio rottame di skilift, per poi incrociare quella che da Rosbella sale al Prato del Soglio. Scegliendo invece la scorciatoia in leggera salita sulla destra, raggiungo poco dopo un casotto che è situato sul margine inferiore del Prato del Soglio. Il prato, che offre una magnifica visuale sulla Bisalta, ospita nella parte più alta una bella baita con tetto in paglia, adagiata sul crinale che si affaccia su Robilante. Da questo punto si possono avere ottimi scorci panoramici sul Monte Bussaia e la Rocca d’Orel oltre che sul lontano Monviso. Dietro alla baita sale la strada che arriva dal Malandrè.

La strada che arriva dal Malandrè

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Escursione con racchette da neve al Monte Bram – 2357 m – Valle Stura

Dislivello di 1045 metri circa. Sviluppo totale del percorso: 14 km circa

Tempo di salita: 2 ore e 50 minuti.

Salendo dal Vallone dell’Arma in quello laterale di San Giacomo di Demonte, al termine del primo tratto di strada ci si trova la visuale sbarrata da numerose cime. Il Monte Bram, che oggi abbiamo intenzione di salire, è una di queste ed è situata un pò più verso destra, sullo spartiacque col vallone di Frise (Val Grana).


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L’appuntamento con Gelu e Riccardo per martedì 29 novembre 2011 è nel piccolo parcheggio di San Giacomo di Demonte (1312 m). Siamo in un autunno un pò diverso dai due precedenti: non fa freddo e la neve caduta un mese fa si è assestata attorno ai 2000 metri. Considerato tutto questo e non conoscendo la quantità e la qualità della neve presente, ognuno di noi sceglierà oggi liberamente l’attrezzatura di salita. Gelu carica nello zaino i ramponi, io le ciastre e Riccardo pensa di poter fare a meno di entrambi.

L’itinerario segue la strada sterrata che sale lungo il gelido vallone di San Giacomo e va a raggiungere la presa d’acqua dell’ENEL posta all’inizio del magnifico anfiteatro dove sono ben allineati, a ventaglio, il monte Gorfi, la Pera Puntua, la cima di Peracontard, la Punta dell’Omo, il Bram ed il Grum. Al termine di questo iniziale tragitto abbiamo percorso 2 km e 200 metri di cammino salendo circa 200 metri di dislivello.

Per non continuare sulla lunghissima sterrata che da questo punto prosegue pigramente verso il Gias della Sella, prima meta del nostro itinerario, appena passato il ponte svoltiamo a destra. Ritroviamo poco sopra una derivazione della sterrata precedente che seguiamo fino al suo termine. Non conoscendo un itinerario diverso, poichè qui siamo venuti sempre con la neve, affrontiamo a naso i ripidi pendii erbosi sulla destra idrografica (sinistra) della Gorgia dei Morti nell’intento di guadagnare la strada che compare molto più in alto. Dall’alto verremo a scoprire che, al termine della corta deviazione, avremmo dovuto portarci sulla sinistra idrografica del valloncello (destra) ritrovando lì il sentiero che saliva al Gias.

In ogni caso, dopo numerosi zig-zag su pendenze erbose raggiungiamo la sterrata e, proseguendo per un buo tratto in piano verso destra, trascorsa una buona ora di cammino dalla partenza perveniamo al Gias della Sella (1848 m).

Il Monte Bram è in posizione perpendicolare rispetto al Gias e per raggiungerlo occorre procedere con una salita fin da subito impegnativa, mantenendoci sulla sinistra della bella cascata d’acqua, che si vede dal basso. Raggiunti i 2000 metri di quota, calpestiamo la prima neve che si manifesta dura e compatta.

Prima neve, attorno ai 2000 metri

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È nato l’Osservatorio Prezzi di Cuneotrekking

Chi ama andare in montagna sa bene quanto sia importante l’attrezzatura. Un abbigliamento adeguato unito ad un’ attrezzatura di qualità rende l’uscita appagante, confortevole ed anche molto più sicura.

Purtroppo, sappiamo bene che i costi da affrontare sono considerevoli.   Acquistando online da siti seri e affidabili, come il noto Amazon, che tra l’altro offre spedizioni gratuite per ordini superiori ai 19 euro, possiamo risparmiare.

Curiosamente però, come abbiamo più volte sottolineato nei nostri articoli, notiamo che i prezzi dei prodotti su Amazon variano continuamente. Salgono e scendono, a volte, anche nell’arco della stessa giornata. Ci siamo quindi chiesti: perché non inventare qualcosa che consenta di farci risparmiare sugli acquisti? Cuneotrekking ha creato allora questa nuova funzionalità e, sperando di fare cosa gradita, la offre gratuitamente a tutti i lettori del blog.

Dopo aver selezionato alcuni fra i migliori prodotti per l’outdoor descritti nelle recensioni, dai guanti agli zaini, dai GPS outdoor alle batterie per alimentarli, dalle carte ai libri, dai thermos ai bastoncini,  li ha messi a monitorare. La funzionalità creata, in automatico ne controlla i prezzi, di continuo, più volte al giorno. Nel momento in cui un prezzo scende (o sale) lo evidenzia con una diversa colorazione. Possiamo in questo modo sempre sapere quando è il momento migliore per acquistare qualcosa (o quando conviene rimandare l’acquisto). Può rivelarsi un’ottima occasione in vista dei regali per il Natale ormai imminente.

Insomma: se dobbiamo acquistare qualcosa, per noi o da regalare a qualcuno, non dobbiamo far altro che  fare un salto cliccando sull’Osservatorio Prezzi per trovare l’offerta migliore. 

Non dimentichiamoci di salvarlo tra i preferiti, per poterlo tornare a visitare di tanto in tanto.

Se desideraste monitorare qualche altro prodotto, in vendita su Amazon, scriveteci. Se possibile, lo aggiungeremo.

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