Questo bellissimo percorso, che si insinua tra boschi di faggi, betulle e castagni, fa parte dell’antica via d’accesso al Bric Costa Rossa per chi proveniva da Boves. Solitamente, ai giorni nostri, è un tragitto che si compie nei mesi estivi o autunnali per collegare Rosbella col Passo di Ceresole. Oggi lo abbiamo voluto ripetere con la neve d’inverno per constatarne la fattibilità.
Abbiamo parcheggiato l’auto in Via Merlat (720 m circa) che si raggiunge proseguendo per circa 3 km lungo la strada che supera l’abitato di Madonna dei Boschi, appena prima di raggiungere il secondo ponte sul torrente Colla.
Dati tecnici
- Dislivello: 940 metri circa.
- Sviluppo totale del percorso: 16.3 km circa.
- Quota di partenza: 720 metri.
- Altitudine massima: 1540 metri.
- Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) (che cosa significa?).
- Tipo della meta: Rifugio.
- Ad anello: sì.
Giovedì 10 marzo 2011. Dal parcheggio percorriamo ancora (Luciano, Gelu, Riccardo ed io) circa quattrocento metri per imboccare Via Peroca, la strada che porta alla frazione di Rosbella. Trenta minuti circa li impieghiamo per raggiungere la borgata. Senza entrare all’interno, seguiamo la strada che continua a destra e si porta alta sul crinale al del Prato del Soglio. Raggiunto al termine un piccolo ripiano, incrociamo un trivio di strade (1126 m).
In cammino sul crinale di Rosbella
Nei pressi del Prato del Soglio
Seguendo il sentiero L 21 che si mantiene alla base del Becco del Corno (1342 m) e Cima di Francia (1421 m) ci portiamo in direzione sud transitando, più avanti, nei pressi di una croce in ferro posata sul luogo dove, nell’ultima guerra, erano stati fucilati alcuni abitanti del luogo. Dopo aver superato più avanti una vasca con fontana e, più in là, essere svoltati a destra sul Vallone Francia, seguiamo la strada che si porta appena sotto la base dei tralicci dell’alta tensione. Un nuovo tratto di strada carrozzabile è stato da qui completato in questi ultimi anni e procede ancora per un buon tratto nella nostra direzione.
Verso la Bisalta (direzione sud)
Tratto di strada nuova
Ad un punto del percorso la strada prosegue in discesa in direzione dei Tetti Ronchi. Non ci rimane che abbandonarla definitivamente per inoltrarci in modesta salita tra i castagni intraprendendo però un itinerario non battuto e quasi privo di punti di riferimento. Mantenendoci in quota e senza perdere dislivello andremo ora a compiere un lungo tratto sotto cresta, senza mai divallare sul versante opposto.
Attraversamento di un tratto sgombro da alberi
Salita verso il bosco
Panorama verso Frisson e Rocca dell’Abisso
Più avanti, a conferma che stiamo procedendo sulla giusta via, ci imbattiamo nel bivio dei Tetti Ronchi, successivamente in quello per il Passo di Ceresole, coi cartelli che ci offrono due possibilità. A destra col percorso panoramico , a sinistra per la Fonte della Morta. Conoscendo l’itinerario panoramico, per averlo percorso d’estate, preferiamo oggi seguire il secondo.
Cartelli sommersi nella neve
Siamo sulla strada giusta
Dopo un pò di cammino si presenta l’attraversamento di un ripido gorgione, pericoloso anche per la grande quantità di neve che dall’alto è pronta a scaricare. Non ci rimane che aggirarlo salendolo ai bordi per una trentina di metri, per poi scavalcarlo nel punto meno ripido, portandoci sotto la punta rocciosa di Cima Guitzard con un passaggio delicato (per la neve).
Nell’attraversamento del gorgione
In leggera discesa andiamo infine a contornare gli ultimi valloncelli per sbucare poi, con una ulteriore tratto di salita, nella conca velata di ghiaccio di Ceresole, dove hanno sede la capanna del margaro e il Rifugio Ceresole.
La conca velata di ghiaccio e il Passo di Ceresole (1620 m)
La capanna del margaro sommersa nella neve
Finalmente compare il Rifugio
La capanna del margaro vista da sotto
Arrivo al Rifugio Ceresole
Tragitto duro per la mancanza di punti di riferimento, per la quantità di neve e per alcuni passaggi rischiosi sotto le ultime cime, ma ce l’abbiamo fatta. Troviamo ora accoglienza su due panchine in legno presso il Rifugio e ci abbandoniamo soddisfatti ad un buon pranzetto. Essendo impossibile fare ritorno dalla stessa parte seguiremo ora l’itinerario estivo che sale dal Buscaié. Pur conoscendolo bene per averlo percorso molte volte d’estate, con la neve si presenta in veste completamente diversa. Prevale alla fine il senso d’orientamento che ci riporta sulla strada che scende a San Giacomo. Qualche chilometro a piedi sullo stradone asfaltato in direzione di Castellar ci riconduce, al di là del ponte, alla nostra auto.
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grazie per il buon lavoro che avete fatto
Ciao Pino, grazie per l’apprezzamento. Elio