Era da molto tempo che desideravo fare questa escursione in giornata, ma non avevo ancora trovato il coraggio di mettermi alla prova, dato il notevole dislivello (più di 2200 metri) e lunghezza del tragitto da affrontare (più di 30 km). La spinta me l’ha data l’amico Massimo (alias Massimo66) che sabato 1 agosto 2009 l’ha provata; appena me l’ha comunicato ne sono rimasto immediatamente contagiato e, alla prima giornata libera, tre giorni dopo, mi sono deciso a partire. Il tragitto da me effettuato parte da Sant’Anna di Valdieri (978 m), sale fino ai 3088 m della Cima Est e ritorna, in giornata, a Sant’Anna di Valdieri.

Martedì 4 agosto 2009 verso le 5:45 lascio l’auto nel parcheggio sotto i pini in cima all’abitato e mi incammino tutto solo, perché gli amici lavorano o sono in ferie, nel lungo vallone di Meris. Con passo buono ma non deciso, vista la lunghezza del percorso, risalgo i primi boschi di faggi. Passando nelle vicinanze di alcuni valloni laterali è ancora ben visibile, e lo sarà per lungo tempo, il disastro delle nevicate di quest’anno.

Tratto di sentiero dissestato fotografato al ritorno

Quando raggiungo il pianoro del Gias del Prato (1529 m) vengo raggiunto dai primi raggi di sole; stranamente non incontro alcun camoscio, molto comuni in questa zona. In compenso, nel pianoro successivo delle ex case Reali del Chiot, trovo cinque cavalli che consumano tranquilli la loro “colazione”. Con un ultimo strappo raggiungo il lago Sottano della Sella. Guardo l’orologio che segna le 7:35.

Non passo dal Rifugio Livio Bianco (1917 m) per non perdere tempo e proseguo sul sentiero che s’innalza alla destra del lago in direzione di quello Soprano della Sella. Superate le prime rocce lisciate in tempi remoti da un ghiacciaio, mi affaccio in una verde conca dove un gregge di pecore sta pascolando. Il sentiero riprende sul lato opposto con alcuni tornanti che mi portano ai piedi della cascata proveniente dal lago Soprano.

Cascata d’acqua sotto il lago della Sella Superiore

Ad un bivio lascio, a destra, il sentiero che porta al Colle della Valletta (2488 m) e, guadato il rio che scende dal lago, proseguo verso sinistra con un lungo tratto di sentiero misto ad erba che sale sotto la bastionata rocciosa in cui è posto il lago.

Panoramica verso il Colle della Valletta

Al termine, abbandonata definitivamente la vista sui laghi Sottano e Mediano della Sella, supero un colletto entrando, in leggera discesa, nella zona ombreggiata dalla mole dell’Innominata (2796 m). Il sentiero, alternandosi a discese e salite, taglia alcuni nevai e si porta in direzione del Colle di Valmiana (2922 m). Verso la fine del lago, che da qui non è ancora visibile, raggiungo una grande pietraia dove, su un masso, sono fissate le indicazioni per il Monte Matto e il Colle di Valmiana.

Indicazioni per Matto e Valmiana

Abbandonato del tutto il viottolo principale che continua per il Colle di Valmiana inizio il percorso su pietraia. Qui seguo gli “ometti” di pietra che indicano, ad intermittenza, il giusto tracciato che prosegue nell’avvallamento alla sinistra di un grande roccione e continua, sempre su pietraia, verso l’alto sino ad incontrare una stupenda perla di lago semi ghiacciato (2538 m), sbarrato a monte da imponenti rocce.

Lago sottano del Matto

Tenendomi un po’ staccato sulla sinistra e seguendo qualche flebile traccia taglio in diagonale una china di erba e pietre sbucando su un ripiano superiore dove risiede un secondo lago di dimensioni più ridotte (2653 m). Lo aggiro a nord e salgo verso destra una cordonata rocciosa; da questo punto intravedo, più in basso e a sinistra, un terzo laghetto. Risalendo una lingua di neve supero al suo termine un ripido tratto di rocce che vanno a sbucare sul nevaio antistante la Cima est che ora inizio ad intravedere più prossima.

Da questo punto s’intravedono la cima Est e la cima Centrale del Matto

Percorsa una prima parte su nevaio, individuo il punto debole del castello sommitale affrontando d’impeto un primo tratto di sfasciumi per poi guadagnare le rocce che lentamente risalgono fino al raggiungimento, poco prima delle 10:45, del punto trigonometrico posto sulla vetta.

Punto trigonometrico posto sulla Cima Est

Oh, bene! Sono arrivato sulla Punta Est del Monte Matto e ora mi posso finalmente rilassare ammirando intorno, con un tempo magnifico, uno splendido paesaggio di montagne. Mi affaccio sul versante opposto dove la parete precipita a est per circa 1700 m; poi alzo lo sguardo per ammirare il vallone di Lourousa col rifugio Morelli visibile al fondo. Appena più a destra è ottima la visuale sul canalino di Lourousa e il massiccio dell’Argentera. Poi la punta centrale del Matto (3097 m) e il Colle di Valmiana (1922 m) lì a due passi con la sua Rocca (3006 m); appena più in là Rocca la Paur (2972 m). L’immancabile Viso e, in alto Piemonte, la Cima del Monte Rosa. Spostatomi di pochi metri a nord mi trovo affacciato sul precipizio che, al fondo, racchiude il lago inferiore del Sella col rifugio Livio Bianco.

Dalla Cima verso il vallone di Lourousa e l’Argentera

La Cima centrale del Monte Matto vista dalla Cima Est

Panorama verso Malinvern e Valmiana

Dalla Cima verso il lago sottano della Sella

Rimarrei quassù ad ammirare il paesaggio ancora per ore ma, verso le 11:30, mi decido a scendere anche perché vorrei sostare per il pranzo al Rifugio. Dopo aver sceso il primo tratto fino al nevaio sottostante, per mio errore o, più probabilmente, per colpa di alcuni “ometti” di pietra che portano in altra direzione, mi sposto verso sinistra. Scendo un tratto di pietraia e quando avvisto in lontananza il lago del Claus mi avvedo che sto sbagliando percorso. Risalgo diagonalmente un tratto per tagliare una bastionata rocciosa ma mi ritrovo su rocce troppo ripide. Non mi rimane che tornare sul nevaio e puntare più a nord dove finalmente ritrovo il giusto itinerario che mi riporterà verso il Rifugio Livio Bianco.

Durante la discesa panorama sul Viso

Rocca La Paur

Lago soprano della Sella

Laghi mediano e sottano della Sella

Arrivo al rifugio Livio Bianco

Lì sosto, finalmente in compagnia di persone, una mezz’oretta per la pausa pranzo; sorseggio un ottimo caffè al bar del Rifugio e poi giù per il ritorno che si concluderà pochi minuti prima delle 16:00, a Sant’Anna di Valdieri.

Considerazioni: sono contentissimo di aver compiuto, grazie a Massimo, questa splendida escursione in ambiente solitario di alta montagna dove, dal rifugio Livio Bianco in poi, non ho incontrato anima viva. Naturalmente, se non si vuole richiedere troppo a sè stessi, è possibile prevedere un pernottamento, all’andata o al ritorno, presso il rifugio Livio Bianco.

 

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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Letture consigliate

In cima. 100 normali nelle Alpi MarittimeBruno Michelangelo, 2012, In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime, Blu Edizioni
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Vette delle Alpi dalla Liguria al MonvisoAndrea Parodi, 1996, Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso, Andrea Parodi Editore (di difficile reperibilità).
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Monte Matto
Monte Matto (502 kB)

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