Camogli

Veduta di San Rocco di Camogli

Il tragitto si svolge totalmente all’interno del panoramico promontorio di Portofino; inizia dallo splendido paese di Camogli con una tortuosa scalinata che, in poco più di mezzora, conduce alla frazione San Rocco (245 m). Per problemi di parcheggio, volutamente, abbiamo tagliato questa prima parte partendo direttamente da San Rocco.

Riteniamo che questo percorso sia preferibile farlo in primavera o d’autunno, quando il sole non picchia ancora deciso, affrontandolo con un buon paio di scarponi ed eventuali bastoncini. A parer nostro non è adatto con bambini al seguito per la presenza di alcuni punti leggermente esposti. Lungo il cammino, alcune catene d’acciaio (ne abbiamo contate grossomodo undici) facilitano la traversata nei punti ritenuti critici.

Per raggiungere la base di partenza, ci siamo prima recati a Mondovì immettendoci sull’autostrada Torino/Savona. Passati poi sull’A10, l’autostrada dei Fiori, abbiamo superato Genova per uscire al casello di Recco. Quindi, seguendo le indicazioni per La Spezia, abbiamo oltrepassato Camogli pervenendo a Ruta, dove, a destra, una deviazione ci ha condotti nell’ampio parcheggio antistante il borgo di San Rocco di Camogli. (costo giornaliero del parcheggio: 9,00 € per le sole giornate festive e prefestive)

Non ci è stato difficile oggi, giovedì 17 marzo 2010, convincere anche le nostre mogli: Franca, Silvia e Marina, ad affrontare questa inconsueta passeggiata un po’ distante da casa nostra. Sarà per l’inverno troppo lungo, per il freddo che da 5 mesi ci attanaglia o per il forte desiderio di primavera ma, quando Riccardo ha lanciato l’idea, in quattro e quattr’otto la gita è stata decisa anche se, meno condivisa da me e Gelu per il lungo tragitto in macchina. Se si ha la fortuna di organizzarla con una bella giornata (per noi non è stato così), ne vale davvero la pena; i paesaggi in primo luogo, l’ambiente marittimo e, soprattutto, la vista sugli splendidi paesini di questa Riviera fanno sì che si ritorni a casa soddisfatti. Ci troviamo a San Rocco all’incirca verso le 9:00. Dall’ampio slargo-parcheggio percorriamo 3/400 metri circa per raggiungere la piazzetta della chiesa. Una leggera deviazione di una quindicina di metri sul viottolo che scende in direzione di Camogli, ci permette di riempirci gli zaini di ottime focacce (speciale quella di Recco) e pizze che acquistiamo nella focacceria del paese (chiusa il mercoledì). Dal sagrato della chiesa parte una stradina asfaltata in leggera discesa in direzione sud. Qui si dipartono vari percorsi (paline segnaletiche) verso Portofino, Santa Margherita Ligure, l’Abbazia di San Fruttuoso o l’interno del promontorio. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per lunghezza, tempi di percorso, difficoltà, oppure se si preferisce costeggiare il mare o salire direttamente la montagna. Ogni percorso scelto (peraltro tutti ottimamente segnalati) viene contrassegnato da un proprio segnavia in vernice rossa. Noi scegliamo quello contraddistinto da due palline rosse che ci porterà a costeggiare il mare con innumerevoli sali-scendi, attraverso alcuni valloni laterali e, dopo una rampa finale di 200 metri, scendere a picco sulla baia di San Fruttuoso. Poche centinaia di metri dopo la partenza troviamo, e lasciamo a destra, la deviazione per la Punta Chiappa. Proseguiamo, tra gli ulivi, sulla stradina che in poco tempo va a raggiungere la borgata Mortola (230 m), la supera e, più avanti, comincia a restringersi per diventare infine semplice sentiero sterrato. Entrati in un boschetto tra piante di mirto, lecci e corbezzoli lo superiamo raggiungendo un punto panoramico denominato “Batterie”, sede di alcuni ex fortini militari (215 m).

Tratto di sentiero verso San Fruttuoso

Discesa tra lecci e mirti

Riprendiamo la marcia, in discesa, per passare sotto alcune pareti vertiginose di conglomerato, la tipica conformazione rocciosa del promontorio, e superare un primo passaggio delicato con l’aiuto della catena su pareti che piombano direttamente in mare. Qui, per l’occasione, facciamo nostro il detto coniato da Riccardo, ovvero: “ognuno pensi a sé stesso e alla propria consorte”.

Un primo tratto con catena

Altro tratto in sicurezza

Più avanti altri passaggi ci obbligano di nuovo all’attenzione, avendo però sempre a disposizione la catena di sicurezza. Aggirata la parete dobbiamo ora percorrere, sempre a mezza costa, un tratto che al termine ci conduce al Passo del Bacio. Da questo punto inizia una discesa tra la fitta vegetazione che si conclude al centro di un vallone; siamo nei pressi della Cala dell’oro. Ci troviamo ad una quota minima di circa 70 metri sul mare. Alcuni movimenti sospetti in mezzo alla vegetazione ci mettono in allarme (cinghiali?), ma è solo un folto gruppo di capre selvatiche intente a brucare tra i rami. Ora un tratto vario di salite e discese tra la macchia ci porta alla base di una rampa di circa 200 metri che superiamo con facile percorso a zig-zag. Raggiungiamo così la quota più alta dell’itinerario (270 m).

Capre selvatiche incontrate sul nostro cammino

Franca e Gelu in cima alla rampa

Inizia poi la lunga discesa a serpentina, tra la folta vegetazione, che termina nella spettacolosa baia di San Fruttuoso di Capodimonte. Il posto è incantevole. San Futtuoso è costituito da una piccola spiaggia, dalla monumentale abbazia, dalla chiesa, dalla torre dei Doria e da alcune casette che si rispecchiano nel blu smeraldo del mare, su un fondo verde scuro dei pini. Un bel sole ci accoglie: ne approfittiamo così per trovare un comodo spiazzo sulla spiaggia dove allestiamo la tavolata. Dopo un buon caffè al bar della spiaggia ci rechiamo a visitare l’Abbazia, la chiesa (dove è esposta una copia del Cristo degli Abissi) e tutto il complesso.

Arrivo a San Fruttuoso

Un momento di relax sulla spiaggia di San Fruttuoso

Campanile dell’Abbazia

Sono le 15,30; potremmo ora far ritorno a San Rocco mediante un sentiero che taglia il promontorio centralmente riportandoci, in un’ora e mezzo, alla macchina. Le gentil consorti, prive di allenamento e… non più “teenagers”, non sono per nulla d’accordo di affrontare una nuova salita. Ci accordiamo facendole salire sul battello (orari) che ogni giorno fa la spola tra Camogli – Punta Chiappa – San Fruttuoso. Saliamo anche noi per il tratto San Fruttuoso – Punta Chiappa. Qui le lasciamo in balia del mare per affrontare ancora un tratto di salita (ottocento scalini) fermandoci un momentino, lungo il tragitto, a visitare l’antica Chiesa di San Nicolò (che da documenti sicuri risale al 1141).

Qui abbandoniamo le nostre consorti in balia del mare

Antica Chiesa di San Nicolò

Ritornati a San Rocco le andremo a riprendere scendendo con l’auto a Camogli dove, nel frattempo, hanno avuto modo di fare acquisti e perlustrare, da cima a fondo, negozi e ogni singola focacceria del luogo.

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