Per questa escursione ci ritroviamo addirittura in cinque: Gelu, Riccardo, Luciano, Gianni ed io. Tutti abbiamo voglia di tornare in questo bell’angolo della Valle Gesso; qualcuno di noi manca al Pagarì da qualche anno. Visto che il tempo continua a regalarci altre belle giornate, fin quando sarà possibile ne approfitteremo.

Mercoledì 14 settembre 2011. Essendo questa una lunga escursione, ci siamo dati appuntamento per le 6:30 a San Giacomo di Entracque (1213 m). Le giornate purtroppo si stanno accorciando e ce ne accorgiamo perchè a quell’ora, nonostante il cielo sia terso, sta appena albeggiando. Iniziamo la marcia passando il ponte sul torrente Gesso per infilarci, di lì a poco, tra i maestosi faggi secolari che precedono le ex palazzine reali. Un pò di pausa, appena oltre i fabbricati, per riempirci le borracce di acqua fresca alla fontana e… via sulla sterrata che serpeggia nella faggeta prima di raggiungere il Pian del Rasur.

Il primo sole lambisce i monti che vanno a racchiudere il Vallone di Colomb; con questa premessa dovremo aspettarci una gran bella giornata. Camminando lungo il pianoro ci torna in mente che in questi stessi giorni di settembre, lo scorso anno eravamo qui per accompagnare al lago del Carbonè i nostri amici americani Bruce, Steve, Paula e Stephanie che si recavano, per la prima volta, sul luogo dove avevano perso rispettivamente un cugino ed il padre nella tragedia dell’aereo Dakota del 1954 (escursione commemorativa al lago del Carbonè).

Raggiunto il gias sottano del Vej del Bouc (1430 m), lasciamo a sinistra il sentiero che sale al lago. Poco avanti superiamo il ponte che scavalca il torrente trasferendoci sulla sinistra orografica del vallone. Seguendo il percorso in lenta salita, dopo alcune centinaia di metri ci portiamo al bivio per il Bivacco Moncalieri che lasciamo a destra. Poco più avanti il sentiero inizia una lunga serie di zig-zag sulle pendici del Vallone di Pantacreus tra macchie di ontani, avvicinandosi poco alla volta al Gias sottano del Muraion (1843 m). Procedendo nella marcia superiamo poi un piccolo boschetto di faggi; cammin facendo ci avviciniamo allo scosceso spallone del Muraion che supereremo attraverso il ripido Passo del Muraion (2030 m). Oltre il passo, il paesaggio cambia decisamente aspetto, diventando più roccioso e selvaggio. La veduta si amplia maggiormente verso la testata del Vallone e si hanno più vicine le cime Cossato, Viglino e Clapier. Con un traverso verso sud-est scavalchiamo un piccolo rio, quindi, zigzagando tra le rocce, raggiungiamo il bivio per il Passo ed il Lago Bianco d’Agnel.

Dopo il Passo del Muraion il paesaggio cambia aspetto

Svoltando a destra affrontiamo una lunga rampa di erba e roccia sul sentiero che serpeggia in direzione sud-ovest. A tratti, alle nostre spalle, riusciamo a scorgere parte del lago Bianco d’Agnel. Verso il termine della salita, il panorama si modifica ancora una volta diventando ancora più impervio e roccioso. Ora riusciamo finalmente ad intravedere la sagoma della Maledia che con il Caïre del Muraion va a chiudere la visuale ad ovest.

Nella conca a sinistra si intravede il Lago Bianco d’Agnel

Maledia a sinistra e Caïre del Muraion a destra

Nelle vicinanze del rifugio. All’orizzonte si intravede il Monviso

Salendo ancora un pò, poco prima del grande cippo col tricolore, notiamo sulla destra la diramazione in discesa che porta al bivacco Moncalieri. Ancora qualche decina di metri e siamo all’incrocio con i sentieri che conducono al Passo del Pagarì e al rifugio Nizza.

Paline segnaletiche appena prima del Rifugio

 

Foto di gruppo con rifugio visibile alle spalle

Il rifugio compare di lì a pochi metri. Sono le 9:50 (il GPS rileva che abbiamo camminato per 3 ore 10’). E’ sempre bello tornare in questo posto così selvaggio, specie se si ha la fortuna di imbattersi in una giornata come oggi.

Ci fermeremo al Pagarì una ventina di minuti, il tempo di ammirare il rifugio, la Maledia, sorseggiare un buon the e scattare qualche foto. La nostra intenzione è quella di fare ritorno passando dal bivacco Moncalieri. Dovremo quindi aggirare il Caïre del Muraion perdendo circa 200 metri di dislivello poi, dal Passo soprano del Muraion, risalirne più di un centinaio per raggiungere i laghi Bianchi del Gelas. Per effettuare questa traversata calcoliamo da un’ora a un’ora e mezzo di cammino.

Tornati al bivio visto in precedenza, scendiamo nell’avvallamento pietroso a destra e più in basso del rifugio per superare un ruscello d’acqua. La traversata che segue si effettua su buon sentiero che va a costeggiare le ripide rive del Caïre del Muraion. Aggirato un primo costone, il sentiero, compiendo un semicerchio, declina con tratti su pietraia e porta a contornare, al fondo, un secondo costone.

Inizio discesa verso i laghi Bianco del Gelas

Tratto di sentiero

Sguardo nella direzione del Passo del Carbonè

Tratto di sentiero

Al termine del tratto successivo una frana ci ostacola il passaggio. Noi la scavalchiamo – ma la si può aggirare – per raggiungere il Passo soprano del Muraion (2430 m).

Passaggio sulla frana, poco prima del Passo sopr. del Muraion

Oltre, sbordiamo nel ripido vallone di Pantacreus. Riprendiamo immediatamente a salire verso sinistra (seguire ometti e tacche rosse – attenzione in caso di nebbia) tra tratti erbosi e rocce montonate che conducono sulle rive dello splendido e ancora un pò innevato primo lago Bianco del Gelas (2501 m).

Arrivo al primo lago Bianco del Gelas

Sulla pietraia verso il secondo Lago Bianco del Gelas

In salita dal primo lago Bianco del Gelas

Contornandolo sulla destra e superata una pietraia raggiungiamo le rive erbose del secondo e più grande Lago Bianco del Gelas (2549 m). Il paesaggio attorno a noi è incantevole. Verrebbe voglia di piantare una tenda e rimanere qui. Ci sistemiamo sulle rive del lago per la pausa pranzo in compagnia di un nutrito gruppo di stambecchi che qui risiedono stabilmente. Dal punto in cui ci troviamo vediamo molto bene il bivacco Moncalieri ed il Passo dei Ghiacciai a sud ovest ed il Passo del Carbonè a nord-est dall’altra parte del vallone.

Lago Bianco soprano del Gelas

Senza fretta e con gli occhi ancora pieni di immagini e colori stupendi, dai resti del Rifugio Moncalieri riprendiamo la ripidissima discesa nel vallone di Pantacreus per poi deviare, al fondo, verso il Gias di Pantacreus (1862 m).

L’inizio della discesa nel Vallone di Pantacreus

Dal gias si riprende con la lunga discesa tra gli ontani che va ad incrociare il sentiero di salita al Pagarì. Svoltando a sinistra si ritorna al Gias del Vej del Bouc e si prosegue infine per far ritorno a San Giacomo.

Ritorno nel vallone del Colomb

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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