Oggi, venerdì 23 settembre 2011, abbiamo intenzione di cambiare vallata e spingerci un po’ più lontani da casa nostra. La meta sarà il Viso Mozzo che ci dovrebbe offrire la possibilità di ammirare da molto vicino il Monviso.

Il Monviso (a sin.) visto dal Pian del Re

Partiamo dal parcheggio Pian del Re (seguendo il sentiero V13) intorno alle 8:10. Aggirati alcuni steccati transitiamo vicino al grande masso dove sgorgano le sorgenti del Po. Subito dopo iniziamo la salita verso sud andando a raggiungere in pochi minuti il bel Lago Fiorenza (2113 m).

La giornata è splendida ed il Monviso rispecchia tutta la sua mole nelle limpide acque del lago che andiamo a costeggiare alla sua sinistra. Al termine dello specchio lacustre, lasciato a destra il sentiero per il rifugio Giacoletti, iniziamo una salita in serpentina tra massi e erba che in breve ci conduce ad un varco.

Il Monviso rispecchiato nel lago Fiorenza

A sinistra (in ombra) la sagoma del Viso Mozzo

Si presenta una grande vista sul lato triangolare del Viso Mozzo che spicca verso sinistra. Ripreso il cammino sotto una massicciata rocciosa, passiamo nei pressi di alcuni roccioni su cui sono state affisse delle lapidi, lasciando a destra un nuovo sentiero (V14) per il rifugio Giacoletti; poco dopo arriviamo in vista del Lago Chiaretto (2261 m) dallo splendido colore turchese.

Lago Chiaretto

Ora il sentiero prosegue eseguendo un lungo semicerchio, dapprima perdendosi su terreno pietroso, reso disastrato dalla grande frana del ghiacciaio di Coolidge scaricatasi in una notte del 1989, poi in leggera salita sotto le grandi pietraie del Visolotto (3348 m), quindi risaliamo un tratto più ripido sotto le rocce della Rocca Trùne (2590 m).

attraversamento del tratto disastrato

Lago Chiaretto da un’altra angolatura

Nei pressi della Rocca Trunè

Ora entriamo in una lunga zona caratterizzata da un ammasso disordinato di rocce rotte e grandi pietre accatastate a casaccio. Con attenzione seguiamo quel pò di traccia visibile lasciandoci guidare dalle tacche bianco/rosse, infilandoci nell’ampio avvallamento inserito tra la parete est del Monviso e il Viso Mozzo.

Il paesaggio che ci lasciamo alle spalle

Verso il Colle del Viso

Dopo un lungo spostamento raggiungiamo il Colle del Viso (2650 m). Siamo ormai in prossimità del Rifugio Quintino Sella, e lo vediamo poco distante al termine della stradina. Poco oltre il Colle troviamo alla nostra sinistra, l’indicazione per il Viso Mozzo.

in salita dal Colle del Viso con alle spalle il lago Grande di Viso

Con un’inversione di marcia iniziamo immediatamente verso nord la salita su traccia; evitati alcuni roccioni alla nostra sinistra, proseguiamo la salita che si mantiene costantemente ripida seguendo le tracce visibilsu strati di rocce rotte, poi su lastroni e sfasciumi.

Durante la salita ci sono svariate possibilità di fotografare la parete est del Monviso che appare slanciata e inaccessibile. Ne approfitto anch’io perchè, nel frattempo, si sta addensando la nebbia che poco alla volta avvolgerà il Monviso e non ci permetterà più di fotografarlo.

 

Sulla pietraia che sale al Viso Mozzo

Le nubi cominciano a ricoprire il Monviso

Poco prima della vetta

Dopo circa 35 minuti di cammino dal Colle raggiungiamo la sommità del Viso Mozzo.

Ci attende una croce bianca stilizzata, in acciaio, con una targhetta lasciata dai giovani delle ACLI intitolata a Piergiorgio Frassati, morto nel 1925 con la scritta “Ogni giorno m’innamoro sempre più delle montagne e vorrei, se i miei studi me lo permettessero, passare intere giornate sui monti a contemplare in quell’aria pura, la grandezza del creatore”.

 

Ecco la croce di vetta

Sulla cima

Veduta del paesaggio sottostante

Dalla cima si vede il lago Chiaretto, il Fiorenza ecc…

Riusciamo a intravedere dalla cima parte del tragitto che abbiamo percorso all’andata, ma verso il Viso la nebbia continua ad addensarsi. Dopo una mezz’oretta riprendiamo la discesa che ci porterà al rifugio Quintino Sella, scelto da noi quale luogo per il pranzo. Ci troveremo tra escursionisti ed alpinisti di diverse nazionalità, venuti fin qui per ammirare le nostre splendide montagne.

Ci lasciamo alle spalle il rifugio Quintino Sella

Avvolti nella nebbia riprenderemo più tardi la via del ritorno al Pian del Re.

Cartografia indispensabile

Carta n. 106, 1:25.000Carta n. 106, 1:25.000, Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice, Istituto Geografico Centrale
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Letture consigliate

In cima. 90 normali nelle Cozie MeridionaliBruno Michelangelo, 2012, In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali, Blu Edizioni
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Viso Mozzo
Viso Mozzo (176 kB)

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