GPS outdoor dalle buone caratteristiche, ma difficile da inquadrare rispetto alle altre famiglie Garmin.Recensione Garmin GPSMAP 62Valerio Dutto3.5

Molti lettori ci avevano chiesto il nostro parere sulla serie GPSMAP di Garmin. Grazie alla disponibilità del produttore abbiamo finalmente avuto modo di provare il “piccolo” della famiglia, il GPSMAP 62. Negli ultimi due mesi e mezzo l’abbiamo utilizzato in tutte le nostre escursioni ed oggi vi proponiamo la nostra recensione completa.

Prima di entrare nei dettagli, però, facciamo una rapida panoramica sull’intera famiglia.

La serie GPSMAP

La serie GPSMAP è attualmente composta da questi cinque modelli, che a partire dalla seconda metà del 2010 hanno rimpiazzato in toto i precedenti GPSMAP 60:

  • 62 (giallo), entry level.
  • 62s (rosso).
  • 62st (nero).
  • 62sc (nero, disponibile dalla primavera 2011).
  • 62stc (rosso, disponibile dalla primavera 2011), top di gamma.

Purtroppo, districarsi tra queste sigle non è facile. Infatti, pur essendo del tutto simili, nascondono dietro le quinte caratteristiche e prezzi anche molto diversi. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto ecco una rappresentazione grafica dei vari modelli in ordine di prezzo di listino e funzionalità crescenti (i prezzi su strada per fortuna sono inferiori):

Noi ne consigliamo l’acquisto dall’eccellente Amazon, estremamente affidabile e con ottimi prezzi, molto più competitivi di quelli fatti nei negozi, che spesso applicano un ricarico elevato:

Tutti questi modelli hanno la stessa forma, stesse dimensioni (61 x 160 x 36 mm) e stesso peso (260 grammi) e dispongono di queste caratteristiche comuni:

  • Display da 2,6″ da 160 x 240 pixel a 65.000 colori non touch-screen.
  • Slot per 2 batterie AA.
  • Classe di protezione IPX7.

Sintetizzando al massimo, possiamo riassumere in questo modo il significato alle varie lettere presenti nel nome:

Più in dettaglio, ecco le differenze tra i vari modelli:

A nostro avviso il modello 62s (link) rappresenta il miglior compromesso. Vi troviamo infatti tutte le funzionalità più importanti per noi escursionisti con un prezzo solo di poco superiore al modello base GPSMAP 62, che invece manca di altimetro barometrico e bussola elettronica, due funzionalità importanti (per maggiori informazioni vedi il nostro articolo Tutto quello che bisogna assolutamente sapere su un GPS outdoor da escursionismo).

Ma, adesso che l’abbiamo inquadrato meglio, vediamo più in dettaglio  proprio il modello da noi provato, il Garmin GPSMAP 62.

1 Le dimensioni

Il GPSMAP 62 è piuttosto solido e robusto. L’impressione, tenendolo in mano, è ottima. Il peso è nella media e da specifiche si aggira intorno ai 260 grammi, batterie incluse, anche se noi abbiamo misurato un valore addirittura inferiore. Le sue dimensioni sono di 61 x 160 x 36 mm. In effetti, i 16 cm di altezza (di cui ben 4 dovuti all’antenna esterna) lo rendono più ingombrante della media e un poco scomodo da portare in tasca.

Eccolo a confronto con altri due dispositivi:

A sinistra il GPSMAP 62, al centro il Magellan eXplorist 610 e a destra il Garmin eTrex Vista HCx

Il GPSMAP 62 è resistente a cadute, urti, bagni in acqua o fango. Essendo certificato IPX7 è garantito contro gli effetti dell’”immersione temporanea”, ovvero per 30 minuti alla profondità di 1 metro.

2 La dotazione

Il GPSMAP 62 viene fornito con una dotazione essenziale. Troviamo:

  • il dispositivo,
  • un cavetto mini USB,
  • un manuale di avvio rapido di una decina di pagine per ciascuna lingua (uno più completo è disponibile online sul sito Garmin e anche come file PDF, collegando lo strumento al computer, dentro a Documents/files/pdf/OM_IT.pdf),
  • un cinghietto da polso.

Occorre quindi preventivare l’acquisto di un buon set di batterie ricaricabili (questo di Amazon, ad esempio, oppure questo di Apple, che include un caricabatterie molto compatto).

Tutti gli eventuali software di cui possiamo aver bisogno, inoltre, dobbiamo scaricarli dal sito ufficiale (o da Mac App Store per i possessori di OS X) perché nella confezione non è incluso alcun DVD (una scelta che condividiamo, data l’obsolescenza a cui sono inevitabilmente soggetti).

3 L’interfaccia grafica e l’interazione utente

Dopo aver inserito le batterie possiamo avviare l’unità premendo per qualche secondo sul pulsante power (sul lato destro). L’avvio è rapidissimo: in meno di 10 secondi l’unità è perfettamente operativa (anche se naturalmente occorrerà un po’ di tempo per ottenere il segnale GPS).

L’interfaccia grafica, completamente localizzata in italiano, è abbastanza intuitiva. Possiamo affermare che questo è uno dei GPS outdoor più semplici tra quelli che abbiamo avuto modo di testare.

La prima schermata che ci viene presentata e con la quale possiamo interagire è la mappa:

Possiamo navigare tra le varie schermate premendo il pulsante “page” sul tastierino:

Premendolo, compare in sovrimpressione un menù che ci consente di navigare tra le diverse pagine (il cui ordine e numero è configurabile a piacere):

Tra le varie pagine, una delle più importanti è sicuramente il “Menu Principale”, dal quale possiamo raggiungere tutte le funzionalità messe a disposizione dal dispositivo:

Un’altra schermata che useremo spesso è il “Computer di Viaggio”, nel quale possiamo vedere una serie di dati istantanei (ad esempio: quota e velocità attuali) e una serie di parametri calcolati dall’ultimo azzeramento (ad esempio: velocità massima, tempo in movimento e tempo in sosta):

(Per maggiori informazioni sul Computer di Viaggio consigliamo la lettura del nostro articolo “Come si usa il Garmin eTrex Vista HCx?” che, sebbene sia stato scritto per un altro dispositivo, vale in toto anche per questo.)

Alcune considerazioni:

  • Possiamo decidere liberamente che cosa mostrare nel Computer di Viaggio, a seconda dei nostri gusti e delle nostre preferenze.
  • Appena acquistato il dispositivo, una delle prime cose che conviene fare è impostare il tipo di batterie. Basta portarci nel menù principale e poi navigare in Impostazioni > Sistema > Tipo Batteria e scegliere tra Alcalina, Litio e Ricaricabile NiMH (noi consigliamo batterie di quest’ultimo tipo).
  • Dal menù Modifica Profilo possiamo ottimizzare il dispositivo per diversi tipi di utilizzo, ad esempio per uso escursionistico, geocaching, automobilistico, marino e così via.
  • Il profilo altimetrico è una delle poche cosa un po’ complicate da raggiungere. Bisogna infatti andare nel Menù Principale e poi portarsi sul Track Manager > Traccia corrente > Grafico Elevazione. Purtroppo, sul GPSMAP 62 non viene mostrato il dislivello superato in metri:

  • È possibile definire degli allarmi di prossimità che ci avvisano quando arriviamo nei pressi di un punto scelto, come la nostra meta o un bivio cui fare particolare attenzione.
  • Possiamo naturalmente salvare punti di interesse e importare tracce o itinerari da seguire durante l’escursione per non rischiare di perderci.
  • Purtroppo, sui GPSMAP non c’è un “blocca tasti”. Lasciandolo nello zaino o nella tasca, quindi, c’è sempre un po’ il rischio che qualche tasto venga inavvertitamente premuto.

4 La cartografia

La basemap fornita con il dispositivo è davvero essenziale. Vi troviamo solamente i nomi delle città, le linee di costa, i confini e le strade e i fiumi principali.

Tuttavia tutti i GPSMAP supportano:

  • La Garmin TrekMap Italia che, oltre alla base topografica completa dell’intero territorio italiana, include il dettaglio dei sentieri e dei percorsi ciclabili per un’area pari a circa un terzo della nazione. I tracciati escursionistici e ciclabili sono localizzati soprattutto al Nord, ed includono quasi completamente l’arco alpino. La TrekMap deve però essere acquistata a parte, ma il prezzo di listino è abbastanza elevato: 199 euro.
Nota: La cartografia TrekMap Italia può essere acquistata in bundle a prezzi convenienti per i dispositivi che dispongono dello slot per la scheda micro SD (GPSMAP 62 escluso, dunque).
  • La cartografia BirdsEye, composta delle immagini satellitari dell’intero pianeta sullo stile di quelle di Google Earth. La visualizzazione su PC è gratuita, ma sottoscrivendo l’abbonamento annuale dal costo di 25 euro possiamo trasferire queste immagini satellitari nel nostro GPS. (Esiste la possibilità di provare BirdsEye per un’area limitata.)
  • Le Custom Maps, ovvero le mappe raster ottenute ad esempio convertendo le cartine che possediamo in formato cartaceo in cartine digitali.

Nota: Garmin stessa, in collaborazione con la rinomata rivista Merdiani Montagne, rende disponibili delle custom map digitali già pronte e scaricabili gratuitamente da questa pagina. Come abbiamo indicato in questo nostro articolo, una delle mappe che possiamo scaricare è quella dell’alta Valle Stura, una zona che frequentiamo spesso.

5 La precisione

Un aspetto che ci sta particolarmente a cuore è la precisione dei valori misurati (altitudine, velocità, etc.) della traccia registrata. Abbiamo quindi fatto parecchi test mettendolo a confronto con alcuni altri dispositivi, tra cui un Garmin eTrex Vista HCx (recensione) e un Magellan eXplorist 610 (recensione).

Possiamo affermare che il dispositivo è abbastanza rapido ad ottenere il fix dei satelliti GPS. Tipicamente infatti occorrono dai 30 secondi ai 5 minuti, un tempo paragonabile a quello di altri prodotti simili.

Una volta ottenuto il fix, poi, si comporta davvero bene. La precisione della traccia è tra le migliori che abbiamo rilevato. Merito probabilmente anche della grande antenna esterna.

Perfino l’altitudine indicata è piuttosto precisa: l’errore rispetto alla quota reale si misura normalmente in 10/20 di metri al massimo, un risultato sorprendente considerando che lo strumento non dispone di altimetro barometrico.

In sintesi, dunque, siamo rimasti piuttosto colpiti dalla precisione del GPSMAP 62, sicuramente uno dei punti di forza di Garmin.

6 Il display

Il display è da 2,6 pollici ed ha una risoluzione di 160 x 240 pixel a 65.000 colori. Non ha grandi qualità, perché si possono distinguere chiaramente i pixel di cui è composto e i colori non sono certo perfetti. In compenso si dimostra abbastanza leggibile anche in pieno sole, al contrario di molti altri prodotti di cui abbiamo parlato in passato.

Il display, inoltre, non è touch screen. Inizialmente confessiamo che questa scelta ci ha lasciato un po’ perplessi, ma dopo aver provato molti GPS outdoor sensibili al tocco, dobbiamo dire che in effetti ne condividiamo la scelta, perché questo è uno dei pochi che può davvero essere usato con i guanti (un vantaggio non da poco nelle stagioni fredde).

Francamente, poi, essendo abituati alla perfezione dell’iPhone, tutti i precedenti GPS outdoor di tipo touch screen che avevamo provato ci avevano lasciati delusi.

7 Le batterie

Il GPSMAP 62 richiede 2 pile AA che secondo Garmin forniscono un’autonomia di 20 ore. I nostri test confermano durate da primato, che superano anche abbondantemente le 15 ore.

Per i nostri test abbiamo usato questo set di batterie ricaricabili di Amazon (che al momento costano meno di 7 euro), e questo di Apple, che include un caricabatterie molto compatto:

8 Collegamento al Mac/PC

Quando colleghiamo il GPSMAP al Mac/PC lo vediamo come una periferica di archiviazione di massa USB. In tal modo possiamo accedere in lettura e scrittura a tutti i suoi contenuti tra cui, in particolare, tracce, rotte, waypoint e immagini.

Non ci sono quindi particolari problemi di compatibilità: il prodotto funziona perfettamente sia sotto Windows sia sotto OS X (l’abbiamo testato anche con il recente Lion).

9 Conclusioni

Il GPSMAP 62 è un buon dispositivo che complessivamente ci ha positivamente impressionati. I suoi principali pregi sono l’eccellente durata delle batterie, la semplicità d’uso, l’elevata precisione e il fatto che possa essere usato agevolmente anche con in guanti.

Purtroppo, trattandosi di un modello base, non è dotato di altimetro barometrico e di bussola elettronica. Il dispositivo è comunque abbastanza preciso nel rilevare la quota, ma, probabilmente per scelta del produttore, non mostra il dislivello superato in metri. (Ovviamente però possiamo calcolarlo analizzando la traccia sul computer.) Questi limiti sono comunque superabili con i modelli GPSMAP di classe superiore. In particolare, vista la differenza di prezzo contenuta, consigliamo agli escursionisti di rivolgersi al fratello maggiore GPSMAP 62s.

Un problema comune a tutta la famiglia GPSMAP è invece l’ingombro, dovuto in particolare all’antenna sporgente che ne limita leggermente la portabilità. Evidenziamo comunque che non abbiamo mai avuto grandi problemi a portarlo con noi.

Sottolineiamo poi come sia difficile classificare la famiglia di GPSMAP rispetto alle altre famiglie sempre Garmin. Ad esempio, il GPSMAP 62s offre funzionalità del tutto paragonabili all’eTrex Vista HCx, all’eTrex 30, al Dakota 20 e all’Oregon 450. Questa varietà ci permette certamente di poter scegliere il dispositivo più adatto a noi, ma allo stesso tempo rischia di lasciare confusi i non addetti ai lavori.

9.1 Che cosa ci piace

  • È recente (seconda metà del 2010).
  • È robusto.
  • È impermeabile.
  • È preciso.
  • È facile da usare rispetto ad altri modelli.
  • È perfettamente compatibile con Mac OS X.
  • Può essere utilizzato anche con i guanti.

9.2 Che cosa non ci convince

  • È venduto ad un prezzo elevato.
  • Considerando il prezzo, la dotazione è essenziale. In particolare si sente la mancanza di una coppia di batterie ricaricabili.
  • Non ha il blocca tasti.
  • È un po’ ingombrante, soprattutto per via dell’antenna esterna.
  • Non è dotato di altrimetro barometrico (ma la quota misurata è lo stesso piuttosto precisa).
  • Non mostra il dislivello superato.
  • Non è dotato di bussola elettronica (le mappe ruotano, ma solo quando ci stiamo muovendo).
  • Non dispone di uno slot per inserire la scheda micro SD.

Nota: abbiamo catturato tutte le schermate presentate in questo articolo utilizzando la comoda funzionalità “Acquisizione Schermata” raggiungibile da Impostazioni > Schermo.

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