Che distanza c’è tra il Büscaiè e la Croce? (Così, noi Bovesani, chiamiamo il Bric Costa Rossa, per via dell’imponente croce in ferro eretta sulla cima nel 1945. Alla Croce sono salito alcune decine di volte: all’inizio dell’estate, quando le giornate sono lunghe, ma soprattutto in autunno per scongiurare il pericolo dei temporali.)

Qualcuno, tra cui anch’ io, è convinto che non ci siano più di quattro chilometri, qualcun altro dice sei, altri sette. La mia convinzione nasce dal fatto che quando sei al Büscaiè (dove termina la strada oltre San Giacomo di Boves), la croce spicca contro il cielo lassù, dritta davanti a te. Da questa domanda, che ci ha fatto discutere per un pò di giorni, è nata una scommessa tra amici. Abbiamo allora organizzato l’escursione, con un buon GPS, per toglierci il dubbio.

Mi trovo con gli amici Riccardo e Gelu al Büscaiè alle 8:00 di giovedì 22 dicembre 2011. Dalla barra che chiude l’accesso alle auto si percorrono ancora all’incirca 400 metri di strada prima di trovare l’indicazione (verso destra) che conduce al Passo di Ceresole.

L’inizio della salita è fin da subito impegnativo e non dà tregua. D’inverno, con i faggi privi di foglie, notiamo che il paesaggio è molto diverso da come lo abbiamo sempre visto in altre stagioni. Intorno tutto è più chiaro e ti rendi maggiormente conto del percorso che devi fare. Perfino il sentiero appare più ripido del solito e finalmente riesco a curiosare meglio tra i vari valloncelli incassati che scendono dalle pendici della Bisalta.

Il sentiero, interamente in faggeta, raggiunge dopo una distanza di 2600 metri ed un dislivello di oltre cinquecento il nuovo rifugio Ceresole (Per informazioni e ritiro chiavi contattare il Sig. Marco Giuliano del Ristorante di Castellar “Da Toju” al numero 0171/380382, tutti i giorni tranne il mercoledì, giorno di chiusura del ristorante. Le tariffe giornaliere ammontano ad € 5,00 per gli adulti ed a € 2,50 per i bambini al di sotto dei 6 anni) situato in una conca pascoliva a breve distanza dall’omonimo Passo. Nella conca c’è anche la vecchia roulotte del malgaro che, nei mesi da giugno a settembre, porta quassù le mucche al pascolo.

Arrivo al Rifugio Ceresole

Il sentiero prosegue alla destra della roulotte e con un corto semicerchio sale in direzione del Passo che raggiungiamo dopo 10/15 minuti dal rifugio (sono 3,09 km dal Büscaiè e qui ho già capito di aver perso la scommessa).

Dal rifugio, visibile al fondo, verso il Passo di Ceresole

Riprendiamo quasi subito il cammino passando a sinistra della baracca in pietra del pastore, inoltrandoci in un piccolo boschetto di faggi che sconfina per un breve tratto nel vallone di Vermenagna. Raggiungiamo, dopo breve, una selletta molto panoramica dalla quale, nuovamente in territorio bovesano, riparte il sentiero che va ad attraversare un costone un pò impervio sotto il Monte Piané (1834 m). Al termine di questo attraversamento si raggiunge un varco che offre un magnifico panorama verso la Cima della Fascia, la Rocca dell’Abisso e il Frisson.

Il varco a fianco del Monte Pianè

Il sentiero diventa anche più evidente e prosegue sul versante vernantino, mantenendosi un po’ al di sotto della lunga “Costa la Motta”. Dopo un tratto condotto su ampi versanti erbosi, alcuni piccoli tornanti verso sinistra ci portano su di quota in direzione della sorgente Motta (2074 m) che anche in questo periodo siccitoso ci fa dono della sua preziosa acqua.

 

Ora inizia il tratto della lunga “Costa La Motta”

Dalla sorgente Motta è visibile una parte del percorso appena fatto

Inizio del tratto innevato

Da questo punto inizia il percorso sulla neve. Il primo tratto lo percorriamo normalmente poi più avanti, calzati i ramponi, affrontiamo con decisione il ripido versante che sale in cresta (2277 m) ai piedi della Cima Motta.

 

il ripido tratto che ci porta in cresta

Svoltando verso sinistra non ci rimane che seguire il facile crestone di neve dura che conduce, 850 metri dopo, alla croce di vetta.

Dal crestone finale si intravede, al fondo, il Bric Costa Rossa

Ultimi metri prima della cima

l’arrivo di Gelu alla Croce

Prima ancora del magnifico paesaggio che avremo la fortuna di vedere in una giornata come oggi, la cosa che più ci preme osservare all’arrivo è la distanza che abbiamo percorso dal Büscaiè. Chi avrà avuto ragione? Come già mi ero immaginato percorrendo man mano l’itinerario, ho perso la scommessa. Chi l’ha centrata in pieno è Armando che sosteneva una distanza di 7 km. Il GPS ha misurato 6 chilometri e 930 metri.

Rimosso ogni dubbio, finalmente possiamo rilassarci e godere dell’immenso paesaggio verso la pianura offerto dalla cima. Riconosciamo bene tutti i paesi adagiati ai piedi della Bisalta ed anche quelli più distanti. Vedo Boves e individuo, col binocolo, casa mia.

Zoom verso Boves e Cuneo, più distante

Dalla cima si intravede, a sinistra, parte del percorso di salita

Panorama dal Costa Rossa verso la pianura. In primo piano le colline Bovesane

A sinistra, le cime della Besimauda (2231 m)

dal grande piedistallo della Croce

Essendo una montagna a sè, staccata dalle altre, ci divertiamo ad identificare ogni singola montagna che conosciamo delle Alpi, dalle Liguri fino alle Valdostane. Con un po’ di fortuna, nelle giornate più nitide, dal Bric Costa Rossa è possibile vedere anche Genova e la Corsica.

Ora è tempo di ritornare sui nostri passi perché un certo languorino si fa sentire. Prima del ritorno definitivo verso il Büscaié ci spostiamo seicento metri più in basso, nei pressi del Monte Piané dove, salendo, avevamo adocchiato un bel posto al sole e riparato dal vento.

Durante il ritorno

In discesa dalla ripida cresta

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

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