Ci troviamo oggi 30 dicembre 2011 a Desertetto per questo bell’anello proposto dall’amico Fulvio. Sono qui con lui e Riccardo per compiere da San Bernardo (Desertetto) tutta la traversata della cresta, dalla Cima Piastra al Colle dell’Arpione.

A nostro avviso, il senso di marcia più logico per compiere l’anello è quello che sale dal Colle dell’Arpione, ma oggi lo vogliamo percorrere al contrario perchè Fulvio, volendone verificare la segnaletica, è curioso di vedere come è stata tracciata la parte che da San Bernardo sale alla Cima della Piastra.

L’itinerario di questo nostro anello ha inizio dal pilone antistante il piazzale dove si parcheggia l’auto. Un cartello ne segna il punto di partenza. La stradina sterrata (tacche bianco-rosse) ci conduce nel primo tratto del vallone denominato “La Biula”.

Dopo un pò di cammino ci troviamo già in difficoltà. In mancanza di ulteriori segnali, dobbiamo scegliere se continuare la salita lungo il costone o prendere una stradina che degrada nel vallone. Fatti pochi passi in discesa, scorgiamo dietro una curva un paletto seminascosto che indica il percorso (per la verità, dopo quest’ultimo non troveremo più altre segnalazioni per un bel tratto).

A naso, quindi, proseguiamo la salita (non così comoda) sul versante di sinistra, fin tanto che non scorgiamo più in alto un sentiero che, verso destra, va a tagliare il vallone della Biula e si dirige sul lato opposto dove si intravede un corto boschetto di faggi.

Il sentiero, poco battuto ma che si rivelerà giusto, ci porta su uno spallone; proseguendo in salita verso sinistra, ecco comparire, finalmente, un picchetto segnavia (che probabilmente è più utile per segnalare la direzione a chi scende) e qualche altra tacca sulle pietre. A zig-zag seguiamo verso l’alto tutto il ripido e lunghissimo costone erboso, dirigendoci verso alcune rocce visibili in cresta.

In salita sullo spallone dopo il boschetto di faggi

Ecco come si presenta la salita

Dopo circa 800 metri di dislivello, da San Bernardo, tocchiamo lo spartiacque che ci divide dalla Valle Stura, nei pressi della Croce dell’Arp.

 

Arrivo alla Croce dell’Arp. Al fondo è visibile il Monte La Piastra

Alla nostra destra e poco distante è visibile il Monte La Piastra (1835 m) che andremo ora a raggiungere seguendo l’ampio e facile crestone.

Fulvio in cammino verso La Piastra

Sulla Costa con il Monte Matto sullo sfondo

Lo troviamo costellato da antenne e ripetitori, ma possiamo finalmente godere di un panorama vastissimo che, partendo dal Monte Saben (1670 m), abbraccia tutto il vallone di Entracque coi Monti Bussaia (2451 m) e Frisson (2637 m) sullo sfondo, per spingersi fino al Monte Ray (2318 m), alla Cima del Lausetto (2687 m) e al Monte Matto (3097 m).

Vallone di Entracque. Al fondo il Frisson (la montagna appuntita) e la Rocca dell’Abisso più a destra

Ai nostri piedi, cinquecentoventotto metri più in basso, è adagiato il Santuario della Madonna del Colletto e, più sotto, Valdieri.

Il Santuario della Madonna del Colletto visto dal Monte La Piastra

Dobbiamo ora invertire la marcia per percorrere verso ovest tutta la Costa dell’Arp che, dopo numerosi sali-scendi, ci condurrà al Colle dell’Arpione passando prima nel punto di maggior elevazione della nostra escursione: Cima Cialancia (1885 m).

In cammino verso Cima Cialancia

Parte del lungo tragitto da affrontare

E’ un lungo percorso di circa 5,75 km, che si snoda in bilico tra la Val Gesso e la Valle Stura e ci porta a toccare alcuni piccoli dossi di altezze irregolari presenti lungo il cammino offrendo, nel contempo, panorami stupendi sulla pianura cuneese e sulle due vallate. Fulvio ed io abbiamo modo di sbizzarrirci nel fotografare deliziosi paesaggi.

Verso metà del tragitto

A circa metà del cammino, il sentiero, abbassandosi, si sposta sul versante di Desertetto per aggirare alcuni tratti rocciosi. Lo seguiamo per un pò, quindi, per non perdere troppo dislivello, lo lasciamo proseguire tagliando, con un traverso, i ripidi versanti erbosi fino ad approdare ad una selletta (1671 m) di faggi e betulle che precede l’ultimo tratto in salita.

Tratto nel traverso

Cima Cialancia, nascosta un pò dall’albero, all’estrema destra

Dalla Cima Cialancia visuale sulla Costa dell’Arp 

Raggiungiamo la Cima Cialancia dopo aver percorso oltre duecento metri di dislivello di salita dalla selletta. Ora possiamo fermarci un momento dal cippo di pietre per ammirare il vicino Monte Bourel e l’abitato di Demonte (1100 metri più in basso) con i suoi dintorni. Dal punto più elevato raggiunto, non rimane che scendere un pò più giu per trovare un posticino riparato per il pranzo.

Demonte (1100 m più in basso) visto dalla  Cialancia

Cima Cialancia

Superata in discesa la Cima Peirolera (1827 m) scoviamo nelle vicinanze del Colle dell’Arpione una conca che fa per noi.

Dal “ristorante”, ultimo sguardo sul percorso appena compiuto

Riprenderemo, più tardi, la facile discesa che dal Colle ci riporterà a concludere questo bell’anello a San Bernardo.

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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