L’avevamo tentata lo scorso anno senza riuscire a raggiungerla per la gran quantità di neve fresca sul percorso; quella volta ci eravamo fermati alle grange dell’Oliveto. Riproviamo quest’anno sullo stesso itinerario sperando, questa volta, di poter arrivare in cima.

Martedì 13 marzo 2012. Partiti alle 7:00 da casa nostra, verso le 8:20 raggiungiamo la borgata Tolosano e lì lasciamo l’auto nel parcheggio che a quell’ora troviamo già affollato da turisti francesi, svizzeri, tedeschi austriaci. Alcuni si stanno preparando per la Cima Tempesta, e con questi percorreremo il tratto di strada iniziale insieme, che parte qualche metro sopra la borgata, sulla strada che sale al Colle di Esischie. A differenza dallo scorso anno, la strada è sgombra di neve nel primo tratto, poi ghiacciata più avanti, con una decina di centimetri di neve. È un lungo percorso che sale con poco dislivello nel vallone di Marmora; più avanti troveremo alcuni tornanti, poi andremo ad affiancare le grange Ischia poste sul lato sinistro orografico. Altri tornanti andranno a precedere le grange della Pieccia (km 3,5 dalla partenza) dove, una cinquantina di metri prima, abbandoneremo la strada principale per seguire, a sinistra, quella che defluisce in senso contrario.

nel tratto di strada che ci porta al Combale dell’Oliveto


Oltrepassato un curvone ci infiliamo nel combale dell’Oliveto che, essendo esposto a nord, conserva la neve molto bella e abbondante.

Svoltando nel Combale dell’Oliveto

Combale dell’Oliveto. Al centro, la Punta Tempesta

Tracce di scialpinisti ci portano a superare più avanti il rio, poi la strada procede in salita a zig-zag; qualche scorciatoia ci permette di raggiungere le prime baite in pietra e infine l’ultima grangia dell’Oliveto, in ottima posizione soleggiata, dove lo scorso anno avevamo desistito.

In salita dalle prime baite

L’ultima grangia da raggiungere

Proseguiamo poi centralmente nel vallone (est) verso l’evidente Cima Tempesta. La neve regge abbastanza bene.

Non rimane che salire nel centro del vallone

Superate alcune balze, svoltiamo verso sinistra (nord) lasciandoci alle spalle la sella ed il Bric dell’Oliveto e, su terreno ondulato ed in costante salita, ci dirigiamo verso un colletto che si intravede al fondo, leggermente a destra della Piovosa.

Dopo essere svoltati verso nord: al centro il colletto e, a sinistra, Punta la Piovosa

Sguardo all’indietro sul tratto già percorso

Sguardo all’indietro. A destra il Bric dell’Oliveto (2415 m)

Nel finale la salita aumenta ancora di intensità e nuovi e bellissimi panorami di cime innevate si manifestano tutt’attorno a noi.

Nuovi panorami si manifestano attorno a noi

 

Ciò che lasciamo alle nostre spalle

Poco prima del colletto tagliamo verso sinistra innalzandoci sulla gibbosità innevata che conduce alla nostra Punta. La raggiungiamo attorno alle 11,15. Stupendo panorama a 360°. A sud-est, in primo piano, abbiamo la Cima Tempesta che in quel momento troviamo frequentata da alcune persone; il lago Tempesta, nella conca alla sua sinistra, è completamente sommerso dalla neve. Un pochino più spostato e più distante è la Cima Tibert (che ho risalito con Valerio nel dicembre scorso). Esteso è il panorama in direzione del Monte Cassorso e di tutte le alte cime della Val Maira.

Arrivo sulla Punta

Il panorama che si presenta

Al centro, in secondo piano, il Tibert (2647 m). A destra la Punta Tempesta (2679 m). In basso a sinistra la Rocca Comunetta (2485 m)

Volgendo ora lo sguardo a nord, scorgiamo poco più in basso un nutrito gruppetto di scialpinisti che sta per raggiungere la Cima. Faremo un pò d’amicizia con loro, scoprendo che sono svizzeri e sono alloggiati in qualche locanda di Marmora. Sono entusiasti di questi luoghi perchè, a differenza dei loro, qui è ancora tutto naturale e poco conosciuto. In effetti chi vuole salire sulle nostre cime, se le deve ancora conquistare, senza sconti o scorciatoie, con la soddisfazione che viene appagata solamente dalla fatica.

I cinque scialpinisti svizzeri che stanno salendo dal lato nord

Tutti insieme sulla Punta

Dopo un pò di conversazione, gli svizzeri riprendono la discesa dal versante ovest, mentre noi ridiscendiamo per uno spuntino alle grange dell’Oliveto.

Ritorno verso le grange dell’Oliveto

Qui verremo raggiunti da altri cinque scialpinisti stranieri, facendoci venire il dubbio di trovarci in Italia o in qualche altro paese europeo.

La discesa, sulle orme della salita, ci ricondurrà alla borgata Tolosano. Finiremo in bellezza la giornata con un sorso di ottimo caffè gustato alla Pensione Ceaglio di Marmora.

Cartografia indispensabile

Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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