25 aprile 2012. Dal colle del Mortè (708 m) prendiamo la mulattiera che sale di fianco alla Trattoria dei Cacciatori (palina “Via delle Borgate”). Dopo poche decine di metri tralasciamo il ramo di destra e saliamo a sinistra lungo la sterrata il cui fondo stradale è rovinato dalle tracce dei mezzi cingolati che portano il legname a valle (attenzione: se il terreno è umido i primi trecento metri sono molto fangosi). Dopo una prima salita proseguiamo quasi in piano attraverso un bosco fino a raggiungere la dorsale spartiacque. Ad ogni bivio seguiamo le indicazioni per la cappella dell’Olocco.

Dopo 1 km e 200 metri dal punto di partenza raggiungiamo una biforcazione in cui la cappella dell’Olocco è indicata su entrambi i rami. All’andata decidiamo di prendere il ramo di destra, leggermente più lungo ma anche un poco più agevole. Dopo circa 1 km e 400 metri i sentieri si ricongiungono e noi proseguiamo lungo la displuviale Pesio-Ellero quasi in piano per un altro chilometro e 800 metri fino a che non raggiungiamo la cappella dell’Olocco.

Il sentiero quasi pianeggiante alle nostre spalle

Qui attraversiamo la strada asfaltata e incominciamo una leggera discesa sul versante della valle Pesio fino ai tetti Fuggin (1 km e 200 metri dalla cappella) dove, appena prima del paese, troviamo a destra una bella fontana.

Panorama verso la Bisalta

Attraversiamo le case tenendoci sulla sinistra e poi scendiamo sulla strada che da valle sale al paese. Dopo circa 200 metri imbocchiamo il sentiero (segnalato) che sale sulla sinistra. Dopo ulteriori 250 metri raggiungiamo la borgata Nonetta. Le indicazioni non sono evidenti, ma di qua occorre passare a destra delle abitazioni e poi scendere fino a superare due ponticelli in legno. Oltrepassato il secondo ci immettiamo su una strada sterrata.

Di nuovo le indicazioni non sono evidenti, ma occorre scendere a destra per circa 100 metri e poi svoltare a sinistra (palina) verso la borgata Castello. Il sentiero si addentra in un bosco, attraversa i ruderi di tetti Biroe, prosegue per altri 100 metri, attraversa uno stretto valloncello e ci fa tornare verso nord-ovest fino a raggiungere tetti Castello.

Nel bosco appena prima di borgata Castello

Qui trascuriamo la via diretta per tetti Baudinet (che ritroveremo più avanti) e prendiamo la sterrata per poche decine di metri. Al primo bivio teniamo la sinistra e raggiamo rapidamente tetti Rumanin. Proseguendo per altri 250 metri arriviamo nei pressi di un bivio che a sinistra indica tetti Baudinet. Prima di prenderlo, però, proseguiamo per poche decine di metri fino a raggiungere i ruderi di tetti Mauri.

Il verde delle colline

Torniamo sui nostri passi e puntiamo verso tetti Baudinet. Il sentiero sale e in breve raggiungiamo la borgata Barril, dove si ricongiunge la via diretta che era partita da tetti Castello. Teniamo la destra e saliamo per circa 600 metri, lungo un sentiero facilmente individuabile (tutti i bivi che incontriamo sono ben segnalati), fino a che non raggiungiamo il poggio dove sono situati i tetti Baudinet. Da qui si gode di uno splendido panorama verso la Bisalta e la bassa valle Pesio. Decidiamo di sostare per il pranzo sul bel prato verde.

Panorama verso la bisalta

Il poggio di tetti Baudinet

Dopo un’oretta di riposo ripartiamo seguendo l’indicazione per la cappella dell’Olocco. L’indicazione in verità non è molto chiara, perché ci fa genericamente capire che non dobbiamo prendere la mulattiera che scende a destra. Noi teniamo la sinistra fino a raggiungere un costone prativo in cui sono evidenti alcune vecchie case. Non appena le raggiungiamo ritroviamo le tracce rosse-bianche del sentiero, che si tiene sulla sinistra di un lungo muretto a secco.

Il lungo muretto a secco

Panorama alle nostre spalle

Di qua saliamo più ripidamente per altri 300 metri, fino a che il sentiero piega a sinistra e diventa quasi del tutto pianeggiante.

Tratto durante la salita

Il lungo muretto a secco

Alle nostre spalle

Dopo 700 metri ci ritroviamo sulla strada asfaltata che sale verso il monte Pigna. Noi invece scendiamo a sinistra per circa 1 km e mezzo fino a che non torniamo alla cappella dell’Olocco.

Di qua ripercorriamo i passi del mattino. Solo nei pressi della diramazione che avevamo incontrato salendo decidiamo, per variare, di prendere il ramo di destra. Il percorso è agevole, ma occorre prestare attenzione perché dopo circa 1 km si raggiunge una strada sterrata: non appena questa piega verso destra occorre prendere un sentiero a sinistra che è evidente ma che non è in alcun modo segnalato e che rapidamente ci riporta sulle tracce del mattino.

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