Dopo essere stato, nello scorso ottobre, alla Cima delle Saline, ero rimasto fortemente impressionato dalla bellezza del posto, ripromettendomi di tornare presto da queste parti per scoprire nuove attrattive. Dopo otto mesi rieccomi di nuovo qui.

Sono le 7:15 di giovedì 24 maggio 2012. L’idea odierna è di recarmi al lago Biecai. Mi interessa soprattutto vederlo in questo periodo perché il terreno carsico in cui è collocato fra poche settimane ne risucchierà completamente le sue acque.

Parto solo; gli amici oggi hanno altri impegni. Risalendo la strada che da Rastello porta nell’Alta Valle Ellero, mi fermo con l’auto in uno spiazzo pochi metri dopo il bivio (quota 1515 m) che conduce al Rifugio Comino e alla Cima Cars, in quanto la strada che prosegue non è molto adatta alla mia auto.

Risalgo a piedi i due chilometri di strada che mi separano da Ponte Ciappa (1624 m), dove non possono più proseguire le auto. Entrando nel verdissimo Pian Marchisio si perdono alcuni metri di dislivello; oltrepassati numerosi rigagnoli d’acqua, che tagliano la sterrata, inizia la breve risalita fino al bivio per il rifugio Havis De Giorgio – Mondovì (1761 m).

Pian Marchisio

In salita verso il vicino rifugio Mondovì

Dal bivio occorrono poche centinaia di metri per raggiungere il rifugio. Ovviamente non c’è nessuno ed il rifugio è ancora chiuso.

A monte della struttura (palina) prende a salire un sentierino verso destra. Superata una spalla, si perde qualche metro di quota e si prosegue con un lungo traverso, tra roccette e bassa vegetazione di rododendri, fino alla rampa che chiude il vallone. Alcuni ripidi zig-zag portano alla cosidetta Porta Biecai (1998 m), intaglio roccioso che proietta la mia vista sul vallone successivo e su un magnifico ripiano.

 

L’intaglio roccioso della Porta Biecai

Veduta oltre Porta Biecai. Al fondo, a sinistra, il Colle del Pas

Svoltando dopo un pò sulla sinistra, raggiungo la riva del lago Biecai che vedo per la prima volta. Come pensavo, lo trovo pieno d’acqua racchiuso in una conca pascoliva sotto le rocche omonime che lo proteggono ad est, e alcuni rialzi ad ovest.

Lago Biecai

Mentre un camoscio fugge sulla riva opposta e alcune marmotte si danno un gran da fare per avvertire le compagne della mia intrusione, rimango ad ammirarlo per una ventina di minuti. Poi proseguo per il lago Rataira (chiamato anche Ratavuluira, ossia pipistrello) situato a circa metà percorso tra qui e il Colle del Pas (2342 m). Non vedo sentieri che portano in quella direzione ma, dalla cartina in mio possesso , lo localizzo a sud-ovest.

Attraversato tutto il pianoro punto verso destra per superare una facile balza rocciosa, poi proseguendo su rocce miste a neve mi dirigo a destra di un roccione centrale.

In salita verso il lago Rataira, mi tengo a destra del roccione centrale

Individuata in seguito la depressione del Colle del Pas, con semicerchio verso sinistra risalgo alcuni prati innevati, finchè noto la famosa stele di granito che dà l’esatta ubicazione del lago. Lo raggiungo in pochi minuti, trovandolo purtroppo ancora ghiacciato.

Da questo punto proseguo con semicerchio verso sinistra

 

Il lago Rataira con la stele in granito

 Mi riprometto in ogni caso di tornarci quando sarà andata via la neve.

Indossate le ghette, punto verso il Colle che raggiungo in una ventina di minuti. Al di là c’è la Valle Tanaro e, in basso, scorgo il tetto rosso della Capanna Saracco Volante costruita nel 1967 dagli speleologi del Gruppo Speleologico Piemontese (GSP) che da lì partono per le loro spedizioni in grotta.

Colle del Pas

Verso la Val Tanaro. Si noti, dal centro della foto verso sinistra, la Capanna Saracco Volante (click sulla foto)

Lago Rataira dal Colle del Pas

Torno verso il lago Rataira quando ormai grosse nubi si stanno addensando sul Colle del Pas. Non perdo più tempo e inizio subito la discesa raggiungendo ancora il rifugio Mondovì per l’ora del pranzo.

Le nubi si stanno addensando sul Colle

Lago Biecai al ritorno

In discesa al rifugio Mondovì

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.

Letture consigliate

Nel cuore delle Alpi LiguriAndrea Parodi et al., 2012, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi Editore
Disponibile sul sito dell’editore →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

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