La camminata che farò oggi in compagnia di Valerio è un tragitto abbastanza semplice, dal dislivello contenuto, molto panoramico, indicato in questo periodo estivo. Durante l’anello del percorso è possibile, con una deviazione di una decina di minuti, recarsi all’altare e alla lapide eretti sul luogo della tragedia in cui, il 30 gennaio 1937, perirono ben 23 Alpini della Brigata Dronero sotto una valanga.

In quei giorni d’inverno era scesa una grande quantità di neve. Nonostante gli abitanti del Preit avesssero vivamente sconsigliato gli Alpini di avventurarsi da quelle parti, il capitano Trevisan, vero responsabile della tragedia, non solo non volle tenere conto degli avvertimenti, ma ebbe anche il coraggio di dire: “Cosa volete che sappia questa gente: sono solo rozzi montanari”.

Così 23 Alpini, tutti giovani ragazzi, dovendo obbedire agli ordini del loro Capitano perirono miseramente.

(Un libricino molto appassionante di Mario Cordero ed Enrico Collo “Almeno la Memoria” – edizioni l’Arciere, ne racconta gli avvenimenti nei dettagli)

Lasciata la macchina nel piccolo parcheggio sterrato antistante le grange Selvest (1666 m) (fontana presso la grangia), superiamo il ponticello in legno che sovrasta il rio svoltando a destra (sud) nel bosco di larici. Poco più avanti la carrareccia sale con bei tornanti sotto le pendici del Monte Bert (2393 m) poi segue un lungo traversone che ci conduce alla panoramica grangia Culausa (1932 m).

La carrareccia termina qui ma, a monte della grangia, prosegue il sentiero che dopo una breve radura si infila nel bosco di larici susseguente. Salendo si può osservare nella gola di destra una bella cascatella che proviene dal laghetto della Meja. Arrivati a circa 2030 m di quota troviamo il bivio per il lago Nero (palina).

Al bivio per il lago Nero


Abbandoniamo quindi il sentiero che prosegue per il Giro della Meja (Sentiero Gino Gertosio) e che in una decina di minuti raggiunge la lapide degli Alpini. Salendo invece ripidamente verso sinistra incontriamo poco sopra alcune grange diroccate, che andiamo a superare sul sentiero che si mantiene costantemente ripido. Durante la salita abbiamo modo di contemplare, alle nostre spalle, l’altipiano della Gardetta e il Monte Cassorso.

Sulla destra il Monte Cassorso come lo vediamo oggi

Ancora il Cassorso visto con il cielo limpido

Sguardo verso l’altipiano della Gardetta in una fotografia di qualche tempo fa

Oggi purtroppo la giornata non è delle migliori ed un forte vento che proviene da ovest sta radunando un pò di nubi.

Ci avviciniamo al punto più elevato dell’escursione

Raggiungiamo infine il punto più alto della passeggiata (2319 m) su un verde colletto che contiene un minuscolo specchio d’acqua. Abbiamo impiegato poco più di un’ora per arrivare sin qui.

Al fondo compare il lato sud di Rocca la Meja

Piccolo specchio d’acqua sul colletto

Non rimane che scendere dolcemente in direzione del lago Nero che ci attende adagiato in una splendida conca poco più in basso. Il posticino in cui si trova è veramente incantevole. Sponde verdi, larici e pietraie lo contornano.

Alcune immagini del lago al nostro arrivo

Al fondo ancora Rocca la Meja

Qualche minuto dopo il nostro arrivo, dalla parte opposta sopraggiunge un gruppetto di ragazzi che ci faranno compagnia fino all’ora del pranzo.

Il ritorno lo iniziamo dalla parte dell’emissario dove ritroviamo il sentiero che risale per alcuni metri la riva nord immettendoci su un piccolo pianoro con larici. La discesa è facile e intervallata da alcune balze. Più in basso andiamo a raggiungere la grangia Chiacarloso (2080 m), immersa tra i fiori di “Polygonum bistorta” che la fanno apparire più bella ancora.

La grangia immersa tra i Polygonum bistorta

Veduta sul lato opposto della grangia

Raggiunta la carrozzabile che scende nel vallone Valletta, dopo circa 600 metri siamo sulla strada sterrata principale (quella che torna dal Giro di Rocca la Meja). Non rimane che svoltare a sinistra e percorrerla con pazienza toccando in discesa, dopo qualche chilometro, le grange Colombero sottano (1698 m).

Passato il ponte sul rio della Valletta un lungo traverso ci riporta infine alla Grangia Selvest e al parcheggio.

Cartografia indispensabile

Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.

Letture consigliate

Passeggiate nelle valli cuneesiCarlo A. Mattio, 2012, Passeggiate nelle valli cuneesi, Blu Edizioni
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Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Lago Nero
Lago Nero (142 kB)

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