Oggi, 16 agosto 2012, alcuni impegni pomeridiani ci impediscono di dedicare più tempo alla montagna; volendo però fare una cima che ci soddisfi dal punto di vista paesaggistico, scegliamo ugualmente questa meta partendo però da una quota più elevata.

Da Bersezio percorriamo in auto la strada che porta a Ferrere. Prima dell’ultimo tratto di discesa verso il borgo, imbocchiamo la sterrata sulla destra (quota 1980 m circa) che conduce alla Bassa del Colombart e al Colle del Puriac.

Lasciamo l’auto pochi metri dopo, nel primo spiazo disponibile.
Ieri, in questo stesso punto transitavano migliaia di persone venute per il concerto di ferragosto. Troviamo ancora il palco piazzato, in attesa di essere smontato.

La strada che seguiamo è la comoda sterrata che sale dolcemente per alcuni chilometri a nord-ovest di Ferrere. La seguiamo fermandoci ogni tanto ad ammirare il paesaggio attorno a noi che regala splendide immagini sulle cime circostanti.

La sterrata che sale dolcemente verso la Bassa del Colombart

Sguardo all’indietro sul paesaggio circostante

Dopo aver percorso un buon tratto, poco prima di raggiungere il gias di Colombart abbandoniamo la sterrata per risalire i prati alla nostra destra in direzione di un evidente colletto. Il percorso per raggiungerlo risulta un pò faticoso perchè lo effettuiamo su pietraia instabile.

Tratto faticoso su pietraia instabile

Arrivati ad una prima conca, appare la traccia del sentiero sul lato destro che ci premuniamo di seguire e che porta all’arrivo dello skilift dell’Andelplan (2500 m circa). Sotto il poggio che sostiene lo skilift un sentiero verso ovest attraversa la conca dirigendosi sulle pendici ghiaiose di uno spallone; dopo qualche traverso su terreno detritico, andiamo a raggiungere il colletto adiacente (2628 m).

Verso destra, il colletto che dovremmo ora raggiungere

In salita verso il colletto

Salendo di pochi metri verso sinistra è possibile avere una visuale spettacolare della cresta rocciosa che scende ripida verso il gias del Colombart.

Dallo spallone, panorama verso il gias del Colombart (in basso)

Dal colletto seguiamo la traccia evidente che ascende l’ultimo ripido tratto fino a raggiungere verso destra l’antecima (2797 m).

In salita verso l’antecima

In salita dallo spallone

Ci accorgiamo subito che la cima, più alta, è un pò più distante. Seguendo ancora le tracce sulla sinistra della cresta, scavalchiamo un corto tratto roccioso fino a raggiungere, alle 10:35, la punta che sormonta alcuni roccioni lichenati di colore rosso.

Dalla cresta raggiunta si noti, a sinistra, la Cima delle Lose

Ultimi metri verso la Cima

Sulla Cima delle Lose

La cima dà sul ripidissimo e sconnesso versante di Argentera. Grande panorama verso il fondovalle, sulla Punta Incianao (2575 m), ma soprattutto sulla parte più alta della Valle Stura, dall’Enciastraia (2955 m) alla Tête de Viraysse (2774 m) (raggiunta pochi giorni fa), dalla Meyna (3067 m) all’Oronaye (3100 m).

Panorama sulla Tête de Viraysse e sulla Meyna

Al centro, la Punta Incianao

Tratto sconnesso della Cima

Panorama dalla Cima verso Argentera

Rimaniamo incantati di fronte a tanto bel panorama per almeno trenta minuti. Riprendiamo quindi la discesa sulle stesse tracce dell’andata che interrompiamo per una breve sosta pranzo ad una ex caserma notata, dall’alto, appena oltre lo skilift.

Al centro della conca, lo skilift Andelplan e, a destra, l’ex casermetta dove pranzeremo

 

Alcuni resti della casermetta ex militare

La discesa seguente è sulle tracce di sentiero che, questa volta, ci portano ad evitare la pietraia dell’andata. Tornati sulla sterrata concludiamo (attorno alle ore 13:00) la nostra escursione che ci ha riempito gli occhi di nuovi e splendidi paesaggi.

Ritorno con vista su Ferrere

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Letture consigliate

In cima. 100 normali nelle Alpi MarittimeBruno Michelangelo, 2012, In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime, Blu Edizioni
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