8:15 di venerdì 7 settembre 2012. Poco sotto il Colle del Preit lasciamo l’auto. Iniziamo la salita che ci porterà dapprima al rifugio della Gardetta seguendo il tratto di sterrata che dal Colle sale verso destra (ovest). Poco più avanti abbandoniamo la strada per entrare sul sentiero (tacche gialle) che si discosta leggermente e che ha il pregio di snodarsi tra i prati resi più verdeggianti dalle recenti piogge.

Il Cassorso visto dal Colle del Preit


Ritornati sullo sterrato affianchiamo, poco oltre, una mandria di mucche al pascolo che ci lasciamo alle spalle sullo sfondo di Rocca la Meja.

Sul pianoro della Gardetta

Raggiungiamo in breve tempo il pianoro dove è collocato il rifugio della Gardetta (2336 m). Non ci fermiamo, ma proseguiamo oltre, alternando qualche tratto con scorciatoie, per raggiungere il Passo della Gardetta (2437 m).

In salita dal Passo della Gardetta

Dopo aver posato lo sguardo al vallone di Unerzio ed alla cerchia di montagne sullo sfondo, con lo Scaletta (2840 m), il Vanclava (2874 m) e l’Oronaye (3100 m) in primo piano, svoltiamo sulla destra (nord-est); superate alcune doline il tratto diventa più ripido.

Lasciata a sinistra la deviazione per il vicino Bric Cassin (2625 m), iniziamo sul crestone un percorso ondulato che tende man mano a spostarsi sul lato della Gardetta.

Verso il Cassorso 

Sguardo sul Monviso imbiancato

Qualch residuo di neve fresca

Sempre più su

Oggi troviamo il terreno ancora umido di pioggia ed è un bene perché, nel caso di giornate asciutte, è utile porre attenzione in prossimità di alcuni canaloni molto scoscesi, poichè il tipo di roccia friabile può creare qualche difficoltà nel procedere.

Superati con precauzione alcuni passaggi si arriva ad un corto tratto in discesa, attrezzato con una catena in acciaio. In alcuni punti troviamo ancora tracce di neve fresca, scesa nei giorni precedenti.

Nel tratto attrezzato con catena

Ancora un pò di attenzione più avanti, poi le difficoltà terminano nei pressi dello spallone che precede la cima (questo è un punto di arrivo molto ambito da chi pratica lo scialpinismo perchè, nel periodo innevato, permette una lunga discesa con gli sci nel canalone che scende direttamente al vallone del Preit all’altezza delle grange Servino).

Dallo spallone, verso la cima

Ora la vetta è vicina e la raggiungiamo in pochi minuti. Sono le 10,15. Siamo su un precipizio spettacolare che propende verso Viviere e Pratorotondo. Appena oltre, separata da un dirupo, c’è la cima nord-est del Cassorso, di pochi metri più alta ma difficile da raggiungere per il tipo di roccia poco sicura. In basso a sinistra (nord) scorgiamo il Bric Boscasso (2589 m), il Piutàs (2431 m) e il Colle Soleglio Bue (2337 m).

In cima

Il precipizio che ci divide dalla cima nord-est

Autoscatto sulla cima

La cima nord-est del Cassorso

Vista sul Monte Oserot (a sinistra)

In lontananza fa bella mostra di sè un Monviso completamente imbiancato dalle recenti nevicate. Grandioso il panorama sull’altipiano della Gardetta, sulla Meja, sul Bodoira, fino al Monte Oserot. Osserviamo con curiosità alcuni laghetti sul pianoro, che di solito non si scorgono, reimpinguati ora dalle recenti piogge.

In discesa. Notare alcuni specchi d’acqua dopo le recenti piogge

Più tardi ritorniamo sui nostri passi ripercorrendo a ritroso il sentiero fino al rifugio della Gardetta, dove sostiamo per uno spuntino a fianco di numerosi escursionisti tedeschi.

Foto sul tratto di discesa

Poi un tratto tranquillo di discesa ci porta a ripassare tra le mucche pascolanti sul pianoro della Gardetta ed infine al Colle del Preit.

Verso il Colle del Preit con lo sfondo di Rocca la Meja

Al Preit, per averne sentito parlare, la curiosità ci spinge a prendere un buon caffè alla Mascha Parpaja, graziosissima locanda, nonchè Albergo Diffuso, gestita dalla simpatica Signora Jennie. Rimaniamo affascinati dall’aspetto esteriore dei locali ma soprattutto dall’ambiente, curato nei minimi particolari per viziare il turista che viene a soggiornare in questi posti meravigliosi. La Valle Maira in questi ultimi anni si è data molto da fare e, grazie alle pubblicazioni di Bruno Rosano e al contributo di questi capaci imprenditori, si ritrova oggi con un numero sempre crescente di turisti, specialmente di lingua tedesca, che salgono quassù sapendo di trovare accoglienza, coccole, tranquillità e bellezza di paesaggi.

Cartografia indispensabile

Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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