Venerdì 5 ottobre 2012. Dal parcheggio terminale delle Terme di Valdieri (1385 m) mi incammino verso le 7:50 con Gelu e Riccardo alla volta del Valasco.

Il primo pezzo di sterrata ci porta nei pressi della struttura in pietra di una cabina elettrica. Alla sua sinistra parte una scorciatoia che permette di evitare numerosi tornanti e prosegue sulla destra del torrente incrociando talvolta la strada.

In una quarantina di minuti dalla partenza si può raggiungere la piana del Valasco.

Poche decine di metri prima del pianoro, appena prima di una fontanella, sul lato destro parte un sentiero che si inoltra nello stretto e ripido vallone di Valmiana (palina). Lo risaliamo superando dapprima alcuni tronchi d’albero abbattuti dalla slavina nell’inverno 2010.

Il sentiero, a zig-zag, si eleva inizialmente tra i larici offrendo man mano ampi scorci sulla piana del Valasco; verso quota 1870, superato il rio Valmiana, si sposta sulla sinistra orografica e va ad affrontare una zona rocciosa, oltre la quale prosegue a tornantini per altre centinaia di metri oltrepassando alcune pietraie che scendono dalle ripide pendici di Punta Graveiretta.

In salita sotto le pendici di Punta Graveiretta

Raggiungiamo così il bivio (2505 m) per il Colle di Valmiana (palina). Lasciata a destra la mulattiera per il Colle e il Passo di Cabrera (2730 m) (che porta verso il Monte Matto), svoltiamo verso ovest; alcuni tornantini ci conducono in una zona prevalentemente rocciosa e subito dopo in un avvallamento dove giace, qualche metro più in basso, un primo laghetto di forma allungata. Grandi stambecchi maschi si aggirano nella zona.

Il laghetto che si incontra poco oltre il bivio per il Colle di Valmiana

Pochi metri dopo (2565 m) lasciamo a destra la mulattiera che sale ad una antica postazione di caccia posizionata sotto la Rocca di Valmiana. Con percorso a semicerchio proseguiamo su una strada, che in alcuni punti si presenta lastricata, sotto le rocce della Costa Miana e seguendo verso sinistra un traversone raggiungiamo l’intaglio tra le rocce denominato Passo di Costa Miana, punto più alto dell’escursione (2620 m).

Arrivo al Passo di Costa Miana. Al centro la Rocca di Valmiana (3006 m)

Davanti a noi si evidenzia la parte bassa della Valrossa. Dopo pochi tornanti, il sentiero comincia una lunga e tranquilla discesa in direzione nord-ovest offrendoci ampie vedute sulle alte cime della Valrossa. Proseguendo ancora un pò compare in fondo a destra la Rocca della Paur (2972 m) che supera tutte le altre cime per bellezza, ed alla sua destra il Colle Est (2890  m).

Ingresso nella Valrossa con la Rocca della Paur sullo sfondo a destra

Il tratto di discesa termina raggiungendo il centro dell’avvallamento dove scorre il rio Valrossa che si supera attraverso un ponticello in legno.

A breve distanza alcuni cartelli ci indicano la direzione dei laghi (quota 2485 m) che si trovano risalendo un tratto nel vallone.

Il ponticello in legno che supera il rio Valrossa

Cartelli segnaletici per i laghi di Valrossa

Il posto, stupendo, ci lascia letteralmente incantati. Dopo aver ammirato il primo dei laghi, andiamo a compiere un bel giro per ammirare anche gli altri due, incastonati tra le rocce rossastre che caratterizzano tutta questa valle e che fanno da contorno a questi splendidi specchi d’acqua.

Il primo laghetto

Lago di Valrossa

Lago di Valrossa

In salita verso i laghi successivi

Lago di forma a “cuore”

Riprendiamo più tardi la lunga discesa verso i laghi di Valscura andando ad aggirare alcuni costoni trovando inizialmente ancora segmenti di tratti lastricati.

Riprendiamo la strada di discesa verso la Valscura

La mulattiera di mantiene in posizione sopraelevata sull’ampio vallone di Valrossa. Più avanti alcuni tratti scoscesi ed un pò in frana ci invitano alla cautela.

Dopo un lungo percorso raggiungiamo un altro specchio d’acqua circolare, questa volta leggermente più piccolo dei precedenti ma molto suggestivo (2385 m). Subito dopo, una ripida salita ci porta ad aggirare un impervio costone. Al di là ci troviamo su un balcone panoramico che proietta il nostro sguardo dall’Argentera a tutto l’arco alpino della Val Morta, e del Prefouns fino a raggiungere la Testa del Malinvern.

Il laghetto di forma circolare

Sul balcone panoramico. Al fondo il vallone di Prefouns

È possibile anche vedere una parte del lago di Valcuca, nascosto tra le rocce, e i laghi delle Portette e del Claus. Alle spalle si notano la Testa di Bresses, di Tablasses, le creste Savoia ecc.

Poco più avanti, superato un poggio, il sentiero degrada con facili tornanti verso il lago inferiore di Valscura, sulle cui sponde ci fermiamo per il meritato spuntino del pranzo.

Scendendo verso la Valscura

La Testa del Claus (a sinistra) e la Cima della Lausa

In discesa verso i laghi di Valscura

Più tardi riprendiamo il cammino seguendo il tratto di strada ex militare che dalla Valscura scende dolcemente al Valasco; quindi il ritorno, sulle tracce del mattino, nel parcheggio delle Terme di Valdieri.

Caserme ex militari nei pressi del lago inferiore di Valscura

Ultimo sguardo al Valasco

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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