Ottobre 2012. Ci troviamo nel piccolo parcheggio di fronte all’ingresso di Ferrere (o Ferriere) (1890 m circa). Attraversato l’interno della borgata scendiamo la sterrata che taglia alcuni verdi prati in direzione del rio di Ferrere. Oltrepassato il ponticello proseguiamo verso sud-est con sinuoso percorso tra i larici; qui abbiamo la possibilità di scattare alcune belle immagini della borgata.

Vista su Ferrere salendo al vallone Forneris


Più avanti, il sentiero svolta verso destra ed entra nel vallone Forneris ; superato un masso con una croce metallica, qualche metro dopo a sinistra si lascia la traccia che scende sul pianoro del vallone in direzione dei Becchi Rossi e del Colle di Stau (sarà il sentiero del ritorno).

Vallone di Forneris: in salita verso il Colle del Ferro

Proseguiamo innalzandoci sulla sinistra orografica in direzione di un rifugio privato in lamiera che andremo a raggiungere a circa metà del vallone Forneris. Nei pressi della struttura metallica una fontanella ci dà la possibilità di fare rifornimento d’acqua. Riprendiamo la salita immettendoci poco oltre in una pietraia che si supera in diagonale verso sinistra.

Il sentiero riprende quota affiancandosi ad alcune protuberanze rocciose, quindi passa nelle vicinanze di un laghetto nascosto sulla destra (asciutto in questo momento). Proseguendo sulla sinistra di bei praticelli raggiungiamo una cascatella. Con una deviazione verso destra riprendiamo la salita, che procede a stretti tornanti su terreno divenuto pietroso nelle vicinanze dello spettacolare Torrione del Ferro (2557 m), puntando in direzione del Colle del Ferro (2586 m) ormai in vista.

Al centro, in lontananza, il Colle del Ferro. A destra il Torrione del Ferro

Il Torrione del Ferro come lo si vede salendo al Colle

Lo raggiungiamo dopo un’ora e cinquanta minuti di cammino.

Arrivo al Colle del Ferro

Dal Colle del Ferro, veduta sul Torrione e sul lontano Monviso

Sconfinando nella Val de la Tinée, proseguiamo verso il colletto di Tortisse (2591 m) che si raggiunge in pochissimo tempo e i laghi di Vens, lasciando a destra l’Aiguilles de Tortisse.

L’Aiguilles de Tortisse

Dal colletto, con una breve deviazione che riteniamo obbligatoria, scendiamo un breve tratto in direzione dei laghi per rivedere ancora una volta lo stupendo arco naturale di Tortisse. Lo ritroviamo intatto e ci domandiamo quanto ancora potrà resistere.

L’arco di Tortisse

All’interno dell’Arco

Invertendo la rotta, risaliamo nuovamente al Colletto di Tortisse. Dal colletto seguiamo la deviazione verso destra che conduce al Pas des Blanches (2660 m) (sulle carte italiane è erroneamente indicato come Passo Morgon che  si trova, invece, in territorio francese a nord-ovest del Colle del Ferro).

Nello spostamento, affiancando alcuni specchi d’acqua, scorgiamo una volpe e tre mufloni.

Laghetto che s’incontra salendo al Pas des Blanches

Tre mufloni fuggono al nostro arrivo

Il percorso verso il Passo è spettacolare e offre bellissimi scorci panoramici verso i laghi e le Cime di Vens (2952 m), il relativo Passo (2796 m), la Cima Borgonio (2930 m) e il Claï Superiore (2982 m).

Laghi di Vens dal Pas des Blanches 

Dal Pas des Blanches i nostri sguardi possono spaziare dall’Oronaye al Monviso.

Dalla cresta di confine si manifesta anche il panorama verso il Monte Peiron (2796 m) e il Colle di Panieris (2683 m) che ci apprestiamo a raggiungere. Il sentiero taglia il versante nord della cresta portandosi nelle vicinanze della Testa del Ferro, poi si dilunga verso nord-est e termina al colle tra fili spinati, in mezzo a importanti ex fortificazioni militari (opera 27, maggiore realizzazione in caverna di tutto il caposaldo).

In cammino dopo il Pas des Blanches verso il Colle di Panieris

Nei pressi del Colle

Colle di Panieris

Dal Panieris la curiosità ci spinge a prendere la traccia che attraversa un breve tratto scosceso sotto la Testa di Garbe (2708 m) per raggiungere una casermetta e postazioni militari .

Il Monte Peiron visto dai pressi dell’arrivo della teleferica

Dovremmo ora scendere, come impone la logica, il tratto franoso che affianca una casermetta e in poco tempo ci trasferirebbe nel vallone di Stau (peraltro raggiunto in quest’altra gita Link), riducendo notevolmente tempi e dislivello, ma vogliamo accontentare Fulvio che non è mai stato nel vallone di Panieris ed affrontiamo una discesa di oltre 700 metri fino ad incrociare la strada che dal rifugio Talarico risale al Colle di Stau.

In discesa nel vallone di Panieris

Raggiunto il punto d’incrocio (1950 m) riprendiamo la salita (di oltre 500 metri) verso il Passo di Stau salendo dapprima al Gias omonimo (2069 m) dove c’è la possibilità di far rifornimento di acqua fresca. Il tratto di strada seguente affianca le propaggini rocciose delle Garbe di Stau, poi i prati lasciano il posto alle rocce migliorando il paesaggio che diventa di alta montagna.

La sterrata si restringe e si innalza con alcune giravolte verso il centro del vallone.

Dopo aver percorso un tratto più ripido, con un traverso verso sinistra si entra in un pianoro. Il percorso continua in leggera salita su chine di erba e pietre e conduce, in alto verso destra, in direzione di una evidente piramide di roccia, alla cui base si trova, adagiata, una vecchia casermetta militare.

Poco prima, con un po’ d’attenzione, si scorge un piloncino eretto dagli Alpini (deviazione per il Colle Panieris, quella che avremmo dovuto percorrere in discesa) e si continua a destra verso l’evidente insenatura del Colle. Si raggiunge poco dopo una seconda bella baita con fontana e con abbeveratoio per mucche.

Proseguendo verso il centro del vallone si notano ormai vicine le postazioni militari che stanno a ridosso del colle. Ancora qualche piccolo tornante da affrontare su terreno erboso ed eccoci al Colle di Stau (2500 m) dove, appena più in alto, si trovano i ruderi della stazione di arrivo della teleferica e del vicino ricovero.

Iniziamo quasi subito la discesa nel vallone opposto, prima su terreno pietroso poi, più in basso, tra larici, rododendri e piante di mirtillo che hanno assunto una stupenda colorazione autunnale. Il sentiero, sempre molto evidente, scende ripido verso il rio Forneris raggiungendo il bivio per i Becchi Rossi che lasciamo a destra.

Discesa dal Colle di Stau 

L’autunno nei larici scendendo verso il vallone Forneris

Scavalcato il rio, un piccolo traverso a sinistra ci riporta sulla mulattiera che dal Colle del Ferro scende a Ferrere. Lì andremo a concludere il nostro faticoso ma entusiasmante trekking.

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Carta 3639OT, 1:25.000Carta 3639OT, 1:25.000, Haute Tinée 1, Auron, Parc National du Mercantour, Institut Geographique National
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