La neve scesa a fine ottobre ci ha fatto venire voglia di provare la prima escursione con racchette della stagione 2012/2013. Per la prima uscita con le ciastre decidiamo un’escursione semplice anche perchè vogliamo verificare lo spessore e la consistenza del manto nevoso.

Poco prima delle 8:00 di venerdì 2 novembre 2012, posiamo l’auto nello spiazzo antistante il Gorrè di Rittana (1117 m). Lo spartineve si è fermato qui. Saliamo tranquillamente il tratto che ci divide dal Chiot Rosa ammirando un paesaggio divenuto invernale nell’arco di pochi giorni. Molte piante sono ancora coperte di foglie ed è singolare vedere i colori autunnali su sfondo immacolato.

In salita dal Gorrè

Verso il Chiot Rosa


Dal Gorrè partono altri interessanti itinerari con le racchette da neve: l’Alpe di Rittana e il Monte Tamone. Giunti al Chiot Rosa (900 metri di strada dal Gorrè) svoltiamo verso sinistra passando accanto ad alcune belle baite ristrutturate.

E’ fin da subito possibile vedere quale sarà la nostra meta perchè spicca, tra gli alberi, in alto verso sinistra. L’itinerario prosegue in leggera salita verso ovest passando vicino ad un secondo gruppo di baite, poi si avvicina ad un ombroso valloncello e ripianandosi scavalca un rio svoltando verso sud.

A sinistra il Tagliarè, a destra la Rocciaia (1621 m)

Poco dopo calziamo le ciastre perchè il manto nevoso si fa più consistente; incontriamo due escursionisti diretti all’Alpe con cui ci accompagnamo per un breve tratto. Superati alcuni tornanti ci avviciniamo alla borgata Paralup (1361 m), la mitica storica borgata alpina del Cuneese (dove il 20 settembre 1943 salirono i primi partigiani del Piemonte e probabilmente d’Italia), divenuta famosa dopo essere stata citata nei libri di Nuto Revelli.

Verso la borgata Paralup

Ora la borgata che fu culla della Resistenza e quelle «montagne che furono davvero la casa dei partigiani», come rammentava Dante Livio Bianco, rinascono. Grazie alla Fondazione Revelli, guidata da Marco, il figlio di Nuto, e ad altri enti, sono state in parte già restaurate.

Tra le case, la strada volge a destra se si vuol salire all’Alpe. Noi superiamo la borgata proseguendo ancora verso sud seguendo l’indicazione per “Borgata Partigiana Cavagna” e “Valloriate” trovandoci in neve ancora intatta.

In dicazione al termine della borgata

In salita dalla borgata Paralup

L’itinerario, in salita, raggiunge poco oltre un gruppo di vecchie case abbandonate, poi prosegue un bel tratto in un bosco fitto di betulle, faggi e frassini (tacche bianco/rosse) arrivando nelle vicinanze del Tagliarè.

Nel boschetto

Quando il nostro sentiero inizia un tratto in discesa, lo abbandoniamo svoltando a destra su un solco marcato. Dopo un centinaio di metri lasciamo il solco puntando direttamente la salita tra gli alberi per portarci il più in alto possibile a destra della sella posta tra il Tagliarè e la Rocciaia (1621 m).

Alcuni momenti della salita nel bosco (foto Fulvio)

 

La neve (circa 50/55 centimetri di spessore) è umida e fa zoccolo sotto le ciastre appesantendole. Usciti allo scoperto, con un traversone obliquo verso sinistra raggiungiamo lo spartiacque Rittana-Valloriate dove un vento gelido e tagliente ci accoglie obbligandoci a vestire in modo appropriato.

Nel traversone che porta sullo spartiacque

Aggirato verso sinistra uno spuntone roccioso, iniziamo l’ultimo tratto ripido che ci separa dalla vetta. La neve crostosa ci crea qualche difficoltà ma poco dopo ci troviamo a fianco della grande croce di vetta.

Verso la sella intermedia

Ultimi istanti di salita

Il panorama è sublime sulla pianura e sulla prima parte della Valle Stura, ed è grandioso verso l’Alpe di Rittana e il Beccas del Mezzodì.

Arrivo in vetta

Panorama verso Borgo San Dalmazzo e la pianura

Tornati sui nostri passi, ripercorriamo il sentiero fino a raggiungere le baite di Paralup, dove troviamo un posto per lo spuntino. Il ritorno verso il Gorrè viene subito dopo, con la soddisfazione di aver trascorso un’altra bella giornata.

Inizio della discesa. Al fondo il crinale dell’Alpe

Il Monviso visto dal Chiot Rosa

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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