Il primo tratto dell’escursione che oggi 22 gennaio 2013 intraprendo con Valerio, ovvero quello che ci condurrà al pilone del Moro, è su strada asfaltata che, dalla chiesa, prosegue nel vallone.

Dopo qualche centinaio di metri, al bivio per i tetti Ariou, si mantiene la sinistra (via Pilone del Moro) proseguendo in leggera salita; dopo aver superato alcuni gruppi di case e scavalcato poi un ponticello, si passa nelle vicinanze di Tetto Pianota (fontana) e dopo qualche centinaio di metri si affiancano le ultime case abitate di Tetto Panada.

Ci mettiamo le ciastre perchè lo spartineve è arrivato sin qui. Camminiamo su un manto nevoso dello spessore di 45 centimetri; siamo i primi a calpestarlo e la neve farinosa non oppone troppa restistenza. Superiamo i primi tornanti che hanno una pendenza del 20-25% in mezzo a boschi di vecchi castagni e conifere affacciandoci, più avanti, tra gli spazi aperti di Tetto Oliva.

Un lungo traverso verso sinistra ci trasporta sugli ultimi tornanti del vallone e finalmente raggiungiamo il Colletto del Moro (940 m).

Il Pilone del Moro


Qui arriva anche la strada da Robilante che sale al Malandrè; sullo spiazzo è collocato il primo pilone votivo dei cinque che andremo a vedere, detto Pilone del Moro (restaurato nel 1980) che ricorda le invasioni dei Saraceni provenienti dal nizzardo.

Svoltando a destra (ovest) seguiremo ora la strada in cresta che divide la Val Vermenagna dalla Val Colla. È un bel tratto di salita-discesa che si sviluppa quasi del tutto sul versante assolato di Robilante, molto panoramico verso il fondovalle ma, soprattutto, verso tutte le cime di Val Vermenagna.

Oltre il Pilone del Moro

Nei pressi del Colletto Ramonda

Dopo esserci immersi in un bosco di conifere, passiamo alti sulle case dei Tetti Bepdin poi, in leggera discesa, andiamo a raggiungere il Colletto Ramonda trovando uno spiraglio verso la pianura Bovesana. A lato del Colletto Ramonda (917 m) è collocato il secondo pilone dedicato a San Grato, restaurato ed affrescato di recente.

Al Pilone di San Grato

Una stradina parte dal colletto e scende verso Boves. Continuando sulla cresta, affianchiamo subito dopo le case dei Tetti Ramonda entrando con sinuoso percorso tra splendidi boschi di castagno che cedono poi il posto ad uno di conifere; più avanti raggiungiamo un quadrivio di stradine. La prima, da sinistra, prosegue in territorio di Robilante e raggiunge il pilone di San Sebastiano, la seconda aggira il cucuzzolo del Pilone della Battaglia, la terza (in salita) porta al Pilone e la quarta (più a destra) scende in territorio bovesano (vallone Ariou).

Prendiamo quella che sale e in pochi minuti raggiungiamo il punto più alto dell’escursione, cioè il Pilone della Battaglia (982 m), teatro di battaglie avvenute nel lontano passato contro i Saraceni, ma anche luogo della battaglia di Roccavione tra il marchesato di Saluzzo e gli Angioini di Francia. Alberi permettendo, da questo poggio si ha già una buona vista verso Cuneo e i paesi della pianura.

Arrivo al Pilone della Battaglia

…dal quale si intravede il Bric Berciassa

Non rimane che scendere sulla parte opposta (nord-ovest) attraversando una radura diventata molto panoramica da quando, ultimamente, è stato disboscato un ampio tratto di pineta.

Discesa in radura dal Pilone della Battaglia

Al termine, sul confine Boves-Robilante-Roccavione, riprendiamo la salita che procede sul crinale alberato per superare il Bric Cavalot (961 m).

Da questa quota la discesa verso il Colle della Bercia (906 m) è breve ma pittosto ripida e ci porta al quarto pilone detto, appunto, della Bercia. È dedicato a Sant’Antonio da Padova e a San Donato ma lo troviamo purtroppo in cattivo stato di conservazione.

Il malandato Pilone della Bercia

Da qui una stradina scende, attraversando i boschi, in territorio Bovesano. Seguendo un’indicazione sul posto, scavalchiamo un dosso boscoso in direzione del Bric Berciassa (962 m). Potremmo ora affrontare direttamente l’ultimo tratto che si interpone al Bric Berciassa.

Seguendo invece un percorso a sinistra, aggiriamo il cucuzzolo dalla stradina che scende verso il pilone della Renostia (territorio di Roccavione) poi, con una decisa svolta verso destra, risaliamo l’ultimo tratto fino a raggiungere il Bric (962 m) dov’è collocato il Pilone Berciassa (conosciuto erroneamente dai bovesani come “Pilone della Renostia” o “Arnostia”)

Verso il Pilone Berciassa

Ultimi metri prima del Pilone

Ampio panorama su tutta la Val Vermenagna, sulla Bisalta, sul costone di salita. Splendida vista su tutta la pianura cuneese innevata. In una fessura del pilone c’è anche il libro di vetta.

Arrivo sul punto panoramico

Sguardo verso le cime della Val Vermenagna

La Bisalta e, al centro, la radura del Pilone della Battaglia

Riprendiamo la discesa sul costone che scende diretto al Colle della Bercia, passando nelle vicinanze del Garp ‘dla Räna Giäna (regina Giovanna d’Angiò), profonda fenditura nel terreno di 6-7 metri di profondità.

Dal Garp ‘dla Räna Giäna 

A questo proposito si racconta che la grotta sarebbe stata abitata dalla Regina Giovanna ed in un’attestazione di Alfonso M.Riberi, in un suo volume, si dice:

“essa Regina essersi reteratta in vno monte et caverna a fare penitenza delli suoi peccati: quel monte anchor in questi tempi si chiama la Reyna-ostia, dicosto del d° loco (Birgi) circa duoi miglia come anchora in vna parte della sommità di detto monte in questi tempi apparevano vestigii di muri remostrano attorno d’vna caverna segni di habitatione del passatto” (da Storia popolare di Boves – Lorenzo Peirone)

Dal Colle della Bercia, seguiamo sulla sinistra la stradina che scende in mezzo al bosco in territorio Bovesano che termina confluendo sulla strada che da Sant’Antonio sale verso il Pilone della Battaglia.

Svoltando verso sinistra, senza seguire altre deviazioni scendiamo dalla muntà ‘dl’asu fino alla strada asfaltata che prosegue verso Fontanelle. Dopo una ventina di metri di asfalto, nei pressi di una cabina elettrica ENEL a palo, svoltiamo nel bosco a destra (vallone Ariou) ed una settantina di metri dopo, un sentiero pianeggiante verso sinistra ci porta sulle splendide colline di Costalunga.

Le vigne di Costalunga

La strada finisce nel bosco e prosegue per l’ultimo tratto di discesa fino a Via Cerati. Svoltando a destra torniamo a concludere l’escursione nei pressi della Chiesa.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
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