Giovedì 14 febbraio 2013. Eccoci nuovamente in Val Pesio per un’escursione “inventata” qualche tempo fa al Gias Pittè. Come al solito, ogni qualvolta ci rechiamo in un nuovo posto, osserviamo i dintorni per studiare il prossimo itinerario. Quello che faremo oggi è nato proprio lì.

Parcheggiamo nella piazza della Chiesa di San Bartolomeo di Chiusa Pesio (758 m). Seguendo la strada centrale del paese proseguiamo verso la Certosa; poco prima delle ultime case, a destra, si notano le insegne stradali che portano verso la borgata Ciccioni (ignoriamo quelle poste una ventina di metri prima, che seguono un itinerario più diretto anche per la borgata Ciccioni).

Percorrendo un tratto di strada che si mantiene sulla destra orografica del Rio Paietta affianchiamo alcune abitazioni rurali. Dopo le ultime termina il tratto ripulito dallo spartineve. Fortunatamente un trattore ha lasciato le sue orme ancora per un pò e noi le seguiamo per diverse centinaia di metri.

Tratto iniziale sulle orme del trattore


Scavalcato il rio Paietta, raggiungiamo un bivio. Lasciata la strada a sinistra che prosegue verso alcuni vecchi casolari, saliamo il tratto che ci conduce alla borgata Paglietta. Dalle abitazioni (palina Colle Morteis) proseguiamo nel vallone scavalcando un rio.

In salita dalla borgata Paglietta

Tra i casolari della borgata Paglietta

Al successivo bivio lasciamo a sinistra la strada che conduce ai Tetti Combe e al Colle Morteis (palina), proseguendo invece su quella di destra che, ad est, sale sull’alto della borgata Paglietta (914 m) raggiungendo, dopo un ulteriore tratto, la Borgata Ciccioni (978 m).

Verso la borgata Ciccioni

Senza entrarvi, svoltiamo sul sentiero nel bosco a sinistra (segnaletica per Stalle Ciccioni) che sale a tornanti su un costone.

In salita attraversiamo alcune borgate semidiroccate nel fitto bosco raggiungendo il Bric dei Ciccioni (1162 m), poi il percorso devia sul versante nord raggiungendo in breve le Stalle Ciccioni, dove troviamo una vecchia casa in pietra ancora in buono stato.

Proseguiamo su uno strato di neve farinosa e consistente raggiungendo un lungo e fitto bosco di betulle dal quale iniziano a trasparire le due punte della Besimauda.

Al fondo, vista sulla Besimauda (foto di Fulvio)

Voltando lo sguardo a sud invece ritroviamo il costone percorso appena sei giorni fa dove è collocato il Gias sottano Pittè (1628 m). Da questo punto è possibile anche allungare lo sguardo sul Gias soprano (1929) e sulla Cima Pittè (2175 m).

Da questo punto è possibile vedere, sul crinale, i Gias Pittè

Momenti della salita…

…tra le betulle

Proseguiamo ancora per un lungo tratto per svoltare sulla destra in presenza di alcune roccette. Dopo aver superato una ripida salita, la stradina prosegue sul fianco di una china in faggeta, poi entra nella pineta che precede la Sella Morteis che ci accoglie intorno alle 11:30.

Qui sono numerose le tracce di sciatori e ciastre provenienti dalla più battuta e facile “via normale” che sale da Pradeboni. Notiamo subito qualcosa di nuovo: un osservatorio in costruzione, posizionato su un poggio verso est.

Arrivo alla Sella Morteis: l’osservatorio

L’osservatorio e le due punte della Besimauda

Guardandoci intorno possiamo finalmente gustare un vasto panorama rivolto da est ad ovest comprendente numerose cime: Monte Pigna (1768 m), la Gardiola (1885 m), la Cima Durand (2092 m) il Mondolè (2382 m), il Mongioie (2630 m), la Cima Cars (2217 m) ed il massiccio del Marguareis (2651 m), mentre alle nostre spalle, a nord, siamo ampiamente protetti dalla Besimauda.

Il Gias Morteis

Veramente un bello spettacolo che andremo a gustare con calma e comodità qualche centinaio di metri più a ovest, al gias Morteis, dove approfittiamo per pranzare con questa grandiosa vista.

Verso il Gias Morteis

Panorama dal Gias Morteis

Più tardi iniziamo il ritorno verso San Bartolomeo sotto un cielo che si sta rannuvolando, ripercorrendo lo stesso itinerario dell’andata, finendo in bellezza alla bottega di Elvira (nel piazzale della Chiesa), con l’acquisto di deliziosi pasticcini e ottimi formaggi d’alpeggio.

In discesa verso San Bartolomeo

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Sella Morteis
Sella Morteis (147 kB)

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