Sabato 2 marzo 2013. Per la terza volta in poco tempo torniamo nella Valle Pesio. Frequentandola ci rendiamo conto che nelle vicinanze di casa nostra e senza cercare troppo distante abbiamo a disposizione decine di belle escursioni.

Verso le 8:50 sono di partenza con Valerio e Fulvio dal parcheggio della Certosa di Pesio. Pochi metri dopo l’ingresso al complesso monastico calziamo le ciastre costeggiando in salita il muretto di cinta della Certosa; un centinaio di metri dopo svoltiamo a destra sul ponticello in legno.

Appena oltre seguiamo a sinistra il percorso naturalistico indicato “per racchette da neve” infilandoci nel bosco verso sud sul sentiero che andrà a collegarsi alla pista forestale poco distante. Raggiunta, svoltiamo a sinistra inoltrandoci per un tratto nel Vallone del Cavallo, che abbandoneremo definitivamente in un tornante.

In cammino sulla pista forestale


La pista presenta una regolare salita tra le conifere della Serra du Lis, parte ombrosa del vallone, dove la neve è più persistente. Incontriamo sul cammino alcuni scialpinisti che si dirigono alla Cima Gardiola e con loro condividiamo un tratto dell’ascesa. Dopo gli ultimi tornanti raggiungiamo il versante assolato ed ora lo sguardo si può spingere verso le cime sud della Valle Pesio.

Un rettilineo tra i faggi ci conduce infine al Gias del Baus ‘d l’Ula (1289 m), presso un antico casotto in pietra.

Arrivo presso il casotto del Baus ‘d l’Ula

Lasciati gli scialpinisti in salita alla Gardiola, ci dirigiamo a sinistra del casotto (indicazione per la cascina S. Michele) tagliando il manto nevoso che improvvisamente aumenta di spessore.

Si entra nella pineta

Siamo i primi a solcarlo e non è facile orientarsi in mezzo a così tanta neve. Ci lasciamo guidare da alcune sbiadite ma provvidenziali tacche sugli alberi, tagliando una lunga pineta in forte pendenza, fino raggiungere la parte centrale del vallone, incisa dallo scorrere di un rio.

Nella ricerca di un passaggio

Qualche metro di salita e siamo sulla stradina, ora visibile, che ritroviamo dalla parte opposta del vallone; il sole finalmente riesce nuovamente a penetrare tra la vegetazione. Dopo un lungo tratto di discesa tra splendidi faggi arriviamo al limite superiore della radura denominata “Prà da Turta“, avendo di fronte una bella visuale sulla Besimauda imbiancata.

Arrivo alla radura superiore

Un ulteriore tratto di discesa tra le betulle ci conduce sulla grande radura sottostante, sconvolta in alcuni punti dal raspare disordinato dei cinghiali nella ricerca del loro cibo, al fondo della quale è ubicata la Cascina San Michele (1131 m).

Scendendo verso la grande radura

Verso la Cascina San Michele

Il posto è veramente panoramico ed anche se è ancora presto, decidiamo che potremmo fermarci qui per pranzare.

Alle mie spalle si intravede la Cima Gardiola

Arrivo alla Cascina

La radura si trova a poca distanza dalla Cima Gardiola (1885 m) che abbiamo alle nostre spalle mentre, in lontananza a sud-ovest, scorgiamo la conca delle Carsene, la Cima della Fascia (2495 m), la Punta Mirauda (2157 m), e a nord-ovest la Bisalta (2231 m).

La Bisalta

Presso la Cascina San Michele

Zoom sulla Cima Gardiola

Verso le ore 13:00 riprendiamo la discesa portandoci al termine inferiore della radura e, svoltando a sinistra tra le betulle (tacche bianco/rosse), scendiamo nelle vicinanze della Cascina San Paolo (1035 m) ormai soffocata tra gli alberi del bosco.

Riprendiamo la discesa…

…verso la Cascina San Paolo

Sempre più in basso

La Cascina San Paolo soffocata dagli alberi

In discesa, ad un primo bivio teniamo la destra e, dopo alcuni tornanti, proseguiamo ancora verso destra al bivio successivo, trovandoci ormai in dirittura d’arrivo tra i muri perimetrali della Certosa.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.
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