Questa volta le previsioni ci hanno azzeccato; da una settimana davano sole pieno per la giornata di oggi, e questo si è puntualmente verificato. Sarebbe un vero peccato non approfittare di questa rara finestra di bel tempo di questo inizio marzo.

Consultato il bollettino valanghe del Piemonte (2, moderato) optiamo per questo itinerario che conosciamo come facile ma, nello stesso tempo, molto bello per i panorami che offre a 360°.

Venerdì 15 marzo 2013. Ci siamo dati appuntamento in sei: Valerio, Fulvio, Gelu, Riccardo, Luciano ed io.

Posate le auto, intorno alle ore 9:00 ci dirigiamo sulla grande strada al limite del piazzale che prosegue in direzione nord. Ieri sono scesi lungo il tragitto una decina di centimetri di neve farinosa che ha imbiancato gli abeti e rese nuove le tracce del percorso.

Dopo un centinaio di metri si presenta subito un bivio; la strada a sinistra, dopo aver eseguito un lungo percorso, scende a San Damiano Macra. Quella di fronte a noi, che seguiremo, porta al Colle della Ciabra. La salita, che non è mai difficile, continua all’interno di una grande abetaia e dopo un buon tratto si perviene ad un secondo bivio.

Lasciata a destra la strada che taglia verso la borgata Castello ed il Colle di Valmala, proseguiamo nel fitto bosco in direzione nord. Più avanti si riduce la carreggiata che, impennandosi, devia verso il Colle della Ciabra (1723 m); lo andiamo a raggiungere dopo un’ora e dieci di cammino.

In arrivo al Colle della Ciabra


Qui incrociamo la famosa “strada dei cannoni” che dal Santuario di Valmala, dopo una trentina di chilometri di percorso in quota, raggiunge le falde del Pelvo d’Elva (3064 m), terminando il suo corso al Colle della Bicocca (2285 m).

Dal Colle della Ciabra, a destra, si scorge la sagoma arroccata del Monte Roccerè mentre, alla nostra sinistra, possiamo ammirare il lungo tratto del costone che ora dovremo affrontare. Lasciata al suo corso la strada dei cannoni che, tagliando a metà il costone prosegue verso ovest, tracciamo un semicerchio sui prati innevati soprastanti costeggiando in salita alcuni larici isolati.

In salita tra larici isolati

Sguardo a sud-ovest 

Senza seguire alcun itinerario obbligato proseguiamo su dolcissimi e arrotondati declivi superando dapprima una bella gobba, proseguendo poi a destra di alcune sporgenti cornici di neve verso il Monte della Ciabra (1823 m), raggiunto con facilità lungo il cammino.

I dolci declivi che portano al Monte Cornet (ultimo a destra)

Salita al Monte della Ciabra

Più avanti ci dirigiamo verso alcuni spuntoni di roccia che interrompono l’uniformità del terreno per poi scendere leggermente, riacquistando quota in direzione del panoramicissimo Monte Cornet (1944 m), toccato da noi intorno alle 11:25.

Sugli spuntoni di roccia a tre quarti del percorso

Sfondo col Monviso e il Monte Birrone (a sinistra)

Cippo sul Monte Cornet

Dal grande cippo in pietre ammiriamo innanzitutto il Monviso, lì a due passi. In primo piano, alla sua sinistra, rivediamo il Birrone (2131 m) e il Rastcias (2404 m). Sulla sinistra orografica della Val Varaita si allunga il costone che dalla Testa di Garitta Nuova (2385 m) prosegue verso la Cima di Crosa (2531 m). Sul versante sud-ovest , in primo piano abbiamo il Tibert (2647 m) e la Punta Tempesta (2679 m) e più distante l’Oronaye (3100 m). È un vero spettacolo.

Dopo aver scattato un bel po’ di fotografie decidiamo di tornare verso il Colle della Ciabra per salire il rimanente centinaio di metri di dislivello che ci separa dal Roccerè.

In discesa verso il Roccerè (sullo sfondo)

Fortunatamente sull’ultimo tratto non ci sono impronte di altri escursionisti, così troviamo l’ambiente ancora intatto.

Saliamo il primo segmento nella neve fresca tra gli abeti, poi proseguiamo sempre più su verso le rocce che compongono il castello sommitale del Roccerè.

Primi passi su neve immacolata

In dirittura d’arrivo

Ultimi metri sul Roccerè

La croce di vetta è lì e ci attende solitaria dominando Dronero e la pianura.

Croce di vetta e panorama sulla pianura

Più tardi scendiamo per lo spuntino al Colle della Ciabra, al riparo da un fastidioso vento.

Discesa verso il Colle della Ciabra

La discesa ricalca le orme della salita e ci riporta a Sant’Anna di Roccabruna, con gli occhi e la mente che rimarranno per lungo tempo saziati dagli splendidi scenari visti in questa fantastica giornata.

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