Giovedì 21 marzo 2013. Oggi mi trovo con Fulvio, Gelu, Riccardo e Luciano.

Dal piazzale parte una stradina in direzione di Costa Chiggia (palina). Per accorciare il percorso non seguiamo il primo tratto di strada ma ci inoltriamo in salita sul prato alle spalle della Chiesa e con ripidi zig-zag andiamo a raggiungere il piccolo pianoro antistante le grange Cros (1712 m).

L’inizio della salita dalla chiesa di Marmora


Potremmo ora seguire la strada verso destra che dopo qualche tornante iniziale sale direttamente al Colle Sud Intersile, a due passi dal Monte Festa, ma preferiamo allungare l’escursione salendo prima la cima di Costa Chiggia. Seguendo ora una linea diagonale ascendente verso sinistra, ci portiamo a ridosso della piccola cappella di San Teodoro (1826 m), ritrovando la strada che prosegue tra i larici in direzione dell’alpeggio situato nella conca del Monte Buch (2112 m).

Dopo qualche centinaio di metri di strada, la abbandoniamo tagliando a destra nel fitto del lariceto e, seguendo la direzione est, ci portiamo alti al di sopra della parte boschiva. Con percorso zigzagante saliamo l’ampia ed estesa calotta innevata della Costa Chiggia fino a raggiungerne la cima (2156 m).

Immagini di salita della calotta di Costa Chiggia

Nel tratto sopra i larici

Possiamo davvero fermarci un bel momento per godere un panorama esteso verso le maggiori cime del vallone di Marmora e del Preit, ma anche sul sottostante vallone di Celle Macra e sul lontano Monviso.

Sulla cima di Costa Chiggia

Sguardo ad ovest

Per salire il Monte Festa, occorre ora degradare sul costone in direzione sud, interrotto da un piccolo rialzo (2141 m) e scendere in seguito al Colle Nord Intersile del Monte Festa (2028 m).

Lungo la discesa fotografiamo delle curiose increspature nella neve causate dal vento.

Sul costone verso il Monte Festa

In discesa dal rialzo

Giochi di vento e neve

Giunti nei pressi del Colle posiamo gli zaini alla base della cima perchè da questo punto la salita si fa più ardua; sono solamente 100 metri di dislivello da percorrere, ma in ripida salita tra i larici su un manto nevoso tra i due e tre metri di spessore.

Nel tratto faticoso di salita

Raggiungiamo faticosamente la cima del Monte Festa sulla quale è posto un cippo di pietre cementate fermandoci un altro po ad ammirare da un angolatura diversa le vette circostanti.

Arrivo sul Monte Festa

Dopo un po torniamo sui nostri passi per riprendere gli zaini lasciati alla base del Colle nord Intersile poi, con percorso diagonale, cerchiamo di seguire una direzione (nord-ovest) che ci porti presso alcune baite localizzate dall’alto.

Discesa verso il Colle

Arriviamo così all’alpeggio “Ciufreota” che ci regala un ottimo punto di sosta per consumare il nostro pranzo. Ritrovata nelle vicinanze la strada per il ritorno, ridiscendiamo con tranquillità fino alla Parrocchiale di Marmora.

Dall’alpeggio

Sguardo all’indietro su Cima La Piovosa

Terminiamo la giornata nella borgata di Vernetti presso la graziosissima locanda occitana Ceaglio, nonchè posto tappa GTA. Le strutture di questo Albergo diffuso(*), molto accogliente, interamente restaurate con le pietre e il legno del luogo, sono rese vive dall’inserimento di tanti oggetti di casa, antiche fotografie e vecchi utensili da lavoro, sapientemente collocati lungo le stradine e in ogni angolo della struttura.

Qui veniamo accolti prima da Giovanni, che da una decina d’anni trascorre la sua vita in semplicità in questa borgata e si stupisce che non ci esprimiamo in tedesco (in effetti, da queste parti il turismo proviene quasi del tutto dalla Svizzera, Austria e Germania ed è fatto da intenditori, abituati a viaggiare, che hanno scoperto questi posti, ultimi rimasti ancora intatti, lontani anni luce dal turismo di massa, dove possono vivere ancora un’accoglienza familiare, come una volta), poi da Fulvia che ci mette subito a nostro agio con la sua gentilezza.

Giovanni

È un posto da tener presente per una vacanza, che consigliamo, dove ci si sente bene e a casa propria e qui faremo tappa al ritorno dalle nostre escursioni di questa zona.

(*) L’albergo diffuso è «un’impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti». (Dall’Ara).
L’albergo diffuso, come è evidente fin dal nome, è in primo luogo un albergo, anche se un albergo particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre-esistenti. In altre parole l’albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti (il modello) messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo avviate a partire dai primi anni ’80 in Friuli e Sardegna. (Wikipedia)

Cartografia indispensabile

Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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Esquiar en Val MairaEsquiar en Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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Monte Festa
Monte Festa (123 kB)

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