Uno dei GPS outdoor più interessanti del momento. Economico, potente, completo e dotato di tutto l'indispensabile.Garmin eTrex 30: la recensione completaValerio Dutto4.5

Aggiornamento del 13/01/2016: l’eTrex 30 è ormai uscito di produzione. Leggi la nostra recensione del suo successore, l’eTrex Touch 35.

Uno dei GPS outdoor più interessanti del momento è il Garmin eTrex 30, il cui costo su strada si aggira intorno ai 200€. Nonostante il prezzo relativamente economico, sarebbe sbagliato inquadrarlo frettolosamente nella “fascia bassa” del marcato. Si tratta invece di un dispositivo potente e completo, dotato di tutto il necessario: altimetro barometrico, bussola elettronica e pieno supporto per la cartografia. In altre parole, l’ABC dei GPS: Altimetro, Bussola, Cartografia.

Ma analizziamolo nei dettagli.

1 Le dimensioni

Il Garmin eTrex 30 è veramente compatto, solido e robusto. La prima impressione è ottima. Grazie alle sue dimensioni contenute (54 x 103 x 33 mm) sta comodamente nella mano e non occupa troppo spazio nella tasca. Anche il peso è eccellente: appena 150 grammi batterie incluse, pochi grammi in più della metà del GPSMAP 62 (recensione).

Garmin eTrex 30

L’eTrex 30 è resistente a cadute, urti, bagni in acqua o fango. Essendo certificato IPX7 è garantito contro gli effetti dell’”immersione temporanea”, ovvero per 30 minuti alla profondità di 1 metro. Può operare nell’arco di temperature comprese tra –20°C e +70°C, anche se l’abbiamo usato senza problemi anche a temperature inferiori.

2 La dotazione

Come tutti i Garmin, anche l’eTrex 30 viene fornito con una dotazione essenziale. Troviamo:

  • il dispositivo;
  • un cavetto mini USB;
  • uno scarno manualetto di una decina di pagine per ciascuna lingua (uno più completo è disponibile online sul sito Garmin e anche come file PDF, collegando lo strumento al computer, dentro a Documents/files/pdf/OM_IT.pdf)

Non essendo incluse batterie dobbiamo preventivare l’acquisto di un buon set di batterie ricaricabili (noi consigliamo le Sanyo Eneloop recensite in questo articolo).

Tutti gli eventuali software di cui possiamo aver bisogno, inoltre, dobbiamo scaricarli dal sito ufficiale (o da Mac App Store per i possessori di OS X) perché nella confezione non è incluso alcun DVD (una scelta che condividiamo, data la rapida obsolescenza a cui sono inevitabilmente soggetti).

3 L’interfaccia grafica e l’interazione utente

Dopo aver inserito le batterie possiamo avviare l’unità premendo per qualche secondo sul pulsante power (sul lato destro). L’avvio è rapidissimo: in una decina di secondi l’unità è perfettamente operativa (anche se naturalmente occorrerà un po’ di tempo per ottenere il segnale GPS/GLONASS).

L’interfaccia grafica, completamente localizzata in italiano, è abbastanza intuitiva. Si tratta senza dubbio di uno dei GPS outdoor più semplici tra quelli che abbiamo avuto modo di testare, a nostro avviso anche migliore dei GPSMAP.

La prima schermata che ci viene presentata e con la quale possiamo interagire è il menù principale:

Garmin eTrex 30 Menu

Lo schermo non è un touch screen pertanto dobbiamo navigare tra le varie pagine premendo il pulsante che Garmin chiama “Thumb Stick”, che non è altro che un piccolo joystick posto in alto a destra sopra in display:

Garmin eTrex 30 Thumb Stick

Le due schermate che usiamo più spesso sono la Mappa e il Computer di Viaggio. La Mappa mostra la traccia che stiamo registrando, l’eventuale rotta che stiamo seguendo e tutti i punti di interesse nei dintorni:

garmin-etrex-30-mappa

Il Computer di Viaggio invece ci permette di vedere una serie di dati istantanei (ad esempio: quota e velocità attuali) e una serie di parametri calcolati dall’ultimo azzeramento (ad esempio: velocità massima, tempo in movimento e tempo in sosta):

Garmin eTrex 30 Computer di Viaggio

Il Computer di Viaggio è una caratteristica che ritroviamo su tutti i Garmin e che la prima volta lascia un po’ disorientati, anche se poi ci si fa l’abitudine. Per maggiori informazioni consigliamo la lettura del nostro articolo “Come si usa il Garmin eTrex Vista HCx?” che, sebbene sia stato scritto per un altro dispositivo, vale in toto anche per questo.

Altre due schermate molto utili sono il Profilo Altimetrico e la Bussola:

Garmin eTrex 30 Profilo Altimetrico Bussola

Alcune considerazioni:

  • Possiamo decidere liberamente che cosa mostrare nel Computer di Viaggio, a seconda dei nostri gusti e delle nostre preferenze.
  • Appena acquistato il dispositivo, una delle prime cose che conviene fare è impostare il tipo di batterie. Basta portarci nel menù principale e poi navigare in Impostazioni → Sistema → Tipo Batteria e scegliere tra Alcalina, Litio e Ricaricabile NiMH (noi consigliamo batterie di quest’ultimo tipo, come le già citate Sanyo Eneloop).
  • Dal menù Impostazioni → Profili possiamo ottimizzare il dispositivo per diversi tipi di utilizzo, ad esempio per uso escursionistico, geocaching, automobilistico, marino e così via.
  • Possiamo naturalmente salvare punti di interesse e importare tracce o itinerari da seguire durante l’escursione per non rischiare di perderci (guida).
  • Purtroppo, sugli eTrex, come su praticamente tutti gli altri Garmin, non c’è un “blocca tasti”. Lasciandolo nello zaino o nella tasca, quindi, c’è sempre il rischio che qualche tasto venga inavvertitamente premuto.

4 La cartografia

La basemap fornita con il dispositivo è davvero essenziale. Vi troviamo solamente i nomi delle città, le linee di costa, i confini e le strade e i fiumi principali.

Tuttavia l’eTrex 30 supporta:

  • La Garmin TrekMap Italia v3 che, oltre alla base topografica completa dell’intero territorio italiana, include il dettaglio dei sentieri e dei percorsi ciclabili per un’area pari a circa un terzo della nazione (maggiori informazioni). I tracciati escursionistici e ciclabili sono localizzati soprattutto al Nord, ed includono quasi completamente l’arco alpino. La TrekMap deve però essere acquistata a parte, ma il prezzo di listino è veramente elevato: 199 euro (anche se su Amazon si trova a qualche euro in meno).

    Nota: se acquistata in bundle con il dispositivo è possibile risparmiare una cinquantina di euro.

  • La cartografia BirdsEye, composta delle immagini satellitari dell’intero pianeta sullo stile di quelle di Google Earth. La visualizzazione su PC è gratuita, ma sottoscrivendo l’abbonamento annuale dal costo di 25 euro possiamo trasferire queste immagini satellitari nel nostro GPS. (Esiste la possibilità di provare BirdsEye per un’area limitata.)
  • Le Custom Maps, ovvero le mappe raster ottenute ad esempio convertendo le cartine che possediamo in formato cartaceo o le foto satellitari di Google Earth in cartine digitali.

    Nota: Garmin stessa, in collaborazione con la rinomata rivista Merdiani Montagne, rende disponibili delle custom map digitali già pronte e scaricabili gratuitamente da questa pagina. Come abbiamo indicato in questo nostro articolo, una delle mappe che possiamo scaricare è quella dell’alta Valle Stura, una zona che frequentiamo spesso.

  • Mappe di terze parti gratuite, come le OpenStreetMap (guida completa all’installazione) o le OpenCycleMap.

Ci troviamo quindi davanti ad un dispositivo che offre molte possibilità dal punto di vista della cartografia, anche considerando che è dotato di una buona memoria interna da 1,7 GB più di un’alloggiamento per schede micro SD (non incluse nella confezione, ma acquistabili per pochi euro).

5 La precisione

Un aspetto che ci sta particolarmente a cuore è la precisione dei valori misurati (coordinate, altitudine e velocità) della traccia registrata. Abbiamo quindi fatto parecchi test mettendolo a confronto con alcuni altri dispositivi, tra cui un Garmin eTrex Vista HCx (recensione).

Innanzitutto osserviamo che l’eTrex 30 è molto rapido ad ottenere il fix dei satelliti GPS, in particolare quando si attiva anche la ricezione GLONASS. Tipicamente infatti occorrono appena una trentina di secondi, un tempo considerevolmente inferiore rispetto a tutti i Garmin che abbiamo recensito in passato.

Una volta ottenuto il fix, poi, si comporta davvero bene. La precisione della traccia è tra le migliori che abbiamo rilevato sebbene rispetto al vecchio eTrex Vista HCx si possa notare in modo più marcato quello che noi chiamiamo il “problema della stella“:

problema-stella

In sintesi, quando stiamo fermi in uno stesso luogo per un certo tempo, ad esempio durante il pranzo, l’eTrex 30 mostra delle lievi imprecisioni. Si tratta comunque di un peccato veniale: normalmente i software (incluso l’eccellente RubiTrack) sono in grado di rilevare e correggere in modo completamente automatico questo tipo di problemi, e li possiamo evitare semplicemente ricordandoci di spegnere il dispositivo durante le pause più lunghe.

L’altitudine indicata, grazie alla presenza dell’altimetro barometrico, è eccezionalmente precisa: non di rado mostra la quota perfetta, e nel caso peggiore l’errore rispetto alla quota reale si misura in una manciata di metri. L’altimetro è in grado di “autocalibrarsi” grazie al GPS: istante per istante, l’altitudine dedotta con il GPS viene “passata” al sistema barometrico, che la utilizza come fosse una calibrazione inserita manualmente ogni secondo.

In sintesi, dunque, siamo rimasti pienamente soddisfatti dalla precisione dell’eTrex 30.

6 Il supporto per GLONASS

La nuova serie eTrex è stata la prima in grado di rilevare contemporaneamente sia i satelliti GPS che GLONASS (ora lo supportano anche i nuovissimi Oregon 6xx e l’Edge 510). GLONASS è un sistema sviluppato dalla Federazione Russa che è diventato completamente operativo da ottobre 2011. Quando si utilizzano i satelliti GLONASS il tempo impiegato dal ricevitore per rilevare una posizione è (in media) del 20 per cento minore rispetto al GPS. Inoltre, quando si utilizzano sia i satelliti GPS che GLONASS, il ricevitore è in grado di ricevere segnali da 24 satelliti in più rispetto al solo sistema GPS. Questo è particolarmente utile in quelle situazioni in cui una larga porzione del cielo è coperta, come canyon, boschi e città.

Il nostro consiglio è di abilitare anche GLONASS, il cui unico svantaggio è una contenuta riduzione della durata della batteria, attraverso il menù Impostazioni → Sistema → Sistema satellitare:

garmin-etrex-30-glonass

7 Il display

Il display è un modesto 2,2 pollici con una risoluzione di 176 x 220 pixel a 65.000 colori. Non ha grandi qualità, perché si possono distinguere chiaramente i pixel di cui è composto e i colori non sono certo perfetti. In compenso si dimostra ben leggibile anche in pieno sole, al contrario di molti altri prodotti di cui abbiamo parlato in passato.

Il display, inoltre, non è touch screen. Inizialmente confessiamo che questa scelta ci ha lasciato un po’ perplessi, ma dopo aver provato molti GPS outdoor sensibili al tocco, dobbiamo dire che in effetti ne condividiamo la scelta, perché questo è uno dei pochi che può davvero essere usato con i guanti (un vantaggio non da poco nelle stagioni fredde).

Francamente, poi, essendo abituati alla perfezione dell’iPhone, tutti i precedenti GPS outdoor di tipo touch screen che avevamo provato ci avevano lasciati delusi.

8 Le batterie

L’eTrex 30 richiede 2 pile AA che secondo Garmin garantiscono un’autonomia di 25 ore. I nostri test confermano durate da primato, che superano anche abbondantemente le 20 ore con batterie Sanyo Eneloop e GLONASS abilitato. Si tratta del GPS outdoor dalla migliore autonomia che abbiamo provato.

9 Il collegamento con il Mac/PC

Quando colleghiamo l’eTrex 30 al Mac/PC lo vediamo come una periferica di archiviazione di massa USB (maggiori informazioni). In tal modo possiamo accedere in lettura e scrittura a tutti i suoi contenuti tra cui, in particolare, tracce, rotte, waypoint e immagini.

Non ci sono quindi particolari problemi di compatibilità: il prodotto funziona perfettamente sia sotto Windows sia sotto OS X (l’abbiamo testato anche con Mountain Lion).

10 Accessori

Come da tradizione Garmin, possiamo acquistare a parte moltissimi accessori. In particolare ricordiamo:

11 Conclusioni

Nonostante alcuni piccoli difetti veniali, l’eTrex 30 è secondo noi uno dei migliori GPS disponibili. A fronte di una spesa contenuta offre un’elevata precisione, un’incredibile durata delle batterie, una buona semplicità d’uso e grandi possibilità di divertimento e personalizzazione per chi desidera caricarci qualunque tipo di mappa.

11.1 Che cosa ci piace

  • È compatto e leggero.
  • È offerto ad un prezzo ragionevole.
  • È robusto e impermeabile (certificato IPX7).
  • È preciso.
  • È veloce ad accendersi e a prendere il fix, soprattutto con GLONASS abilitato.
  • È facile da usare rispetto ad altri modelli, anche se bisogna farci l’abitudine.
  • È dotato di un altimetro barometrico precisissimo.
  • È dotato di bussola elettronica a 3 assi, che mostra la direzione anche quando non siamo in movimento e non manteniamo il dispositivo in posizione orizzontale (maggiori informazioni).
  • Supporta praticamente qualunque tipo di cartografia.
  • Può essere utilizzato anche con i guanti e funziona senza problemi anche a temperature molto basse.
  • Ha un’autonomia incredibile, soprattutto se dotato di batterie di qualità.
  • Il display, pur non essendo eccezionale, è facile da leggere in qualsiasi condizione di illuminazione.
  • È dotato di una memoria interna da 1,7 GB, più che sufficiente nella maggioranza dei casi.
  • È dotato di alloggiamento per schede micro SD.
  • Supporta gli accessori ANT+ e la condivisione wireless con altri dispositivi compatibili.
  • È perfettamente compatibile con OS X.
  • Possiamo inserire waypoint con nomi lunghi a piacere (non c’è più il limite di 14 caratteri che avevamo sul precedente eTrex Vista HCx).

11.2 Che cosa non ci convince

  • Non ha il blocca tasti, quindi capita spesso che lasciandolo nello zaino o nella tasca qualche tasto venga inavvertitamente premuto.
  • Supporta solo il vecchio standard USB 1.1 con una velocità massima teorica di appena 12 Mbit/s. Questo comporta lunghi tempi per trasferire mappe, mentre non è un grande problema per le semplici tracce, che in genere sono davvero piccole. Si tratta di una mancanza davvero assurda considerando che ormai siamo alla versione 3.0 di USB e che la 2.0 è uscita nel… 2000.
  • Subisce in modo più marcato di altri dispositivi il “problema della stella” quando ci si ferma.
  • Il dislivello indicato sul dispositivo è spesso diverso da quello reale (ma quando si analizza la traccia su computer l’errore viene corretto). Aggiornamento: la versione 3.70 del firmware riduce considerevolmente questo problema (informazioni su come aggiornare).
  • Come tutti i Garmin, ci vuole tempo per “prenderci la mano”. E il manuale non è di grande aiuto.
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