Nei nostri vari viaggi lungo le coste francesi siamo transitati almeno 4 o 5 volte al cospetto di questo Capo che ci ha da sempre colpiti per la conformazione rossastra delle sue rocce granitiche. Essendo di passaggio non ci eravamo mai soffermati e questo aveva acuito in noi grande curiosità, mai saziata fino ad oggi. Il persistere del brutto tempo ci ha spinti a tornare qui con il duplice obiettivo di sgranchire le gambe rimaste a lungo ferme e cercare un po’ di caldo e cielo azzurro.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare una gentilissima signora che ha un Bed & Breakfast proprio di fronte al Capo, che ci ha fornito utili e precise indicazioni su alcune facili escursioni in questo magnifico comprensorio che fa parte dello stupendo Massif de l’Estérel.

Lunedì 13 maggio 2013. Dal camping du Dramont, dove abbiamo sostato, siamo scesi poche centinaia di metri verso l’inizio del Capo, svoltando sulla deviazione che porta alla Tiki plage.

La Tiki plage


Superato il Royal Camping la strada sale verso un doppio parcheggio per auto dove, a sinistra, la strada è sbarrata. Il sentiero parte oltre la sbarra e dopo un centinaio di metri in piano, svoltiamo a destra per recarci dapprima nei punti panoramici (indicazione per il Belvedère de la Batterie).

Inizio del sentiero

Al bivio successivo, abbiamo continuato sulla strada in salita (sinistra) che passa nel bosco costituito in prevalenza da lecci, conifere e querce da sughero. La salita non è molta e, dopo aver superato alcuni manufatti in cemento, ci ritroviamo su una selletta molto panoramica che si trova a metà percorso tra le Semaphore (il Faro – 127 m) e il belvedere delle Batterie (107 m).

La selletta offre un ottimo punto panoramico

Tralasciata, per il momento, la salita al faro, ci rechiamo sul piazzale del belvedere (a sinistra) dove sono collocate alcune grandi antenne, perché ci pare abbia una magnifica visuale verso la parte est del promontorio. Ne rimaniamo affascinati perché è di quelle che ti lasciano con il fiato sospeso.

Sguardo ad est verso i picchi dell’Estérel

In discesa alla scoperta di punti panoramici

Il faro

Questo promontorio è un tripudio di fiori

Più del faro, che lasciamo da parte per dopo, ci incuriosisce ridiscendere subito in basso per avvicinarci  al mare e contornare la costa frastagliatissima. Per far questo, e per non ripetere la strada fatta sin qui, troviamo, appena sul retro della grande antenna un sentiero che scende ripido nel bosco che ci riporta in basso sulla pista che circumnaviga il capo.

Dopo essere scesi sulla Pointe du Camp Long (est), riprendiamo il sentiero, più a monte, che ci conduce all’arco naturale della Roche Percée; il sentiero continua il suo corso addentrandosi in una vegetazione mediterranea più folta, densa di colori e di profumi di ogni genere.

Sguardo d’insieme attraverso la Roche Percée

In salita verso altre scoperte

Scoglio affiorante

Tratto di sentiero sospeso

Qui il Creatore non ha badato a spese. La flora è un tripudio di cisti, lavande, ginestre, elicrisi e asfodeli, e decine di altre specie.

Il cammino prosegue in senso circolare ed appena troviamo una deviazione verso il basso ne approfittiamo per scendere verso le punte frastagliate dai colori spettacolari dovuti al rosso delle rocce di riolite (porfido), di origine vulcanica.

Tra i rami contorti dal vento

Dopo la grande Pointe Cap Dramont proseguiamo verso le Rocher de la Cathédrale soffermandoci dall’alto ad ammirare il paesaggio marino che dà sul Golfo di Fréjus.

La Pointe du Cap Dramont

Le Rocher de la Cathédrale

Il sentiero si inoltra verso la parte ovest del promontorio e, più avanti, prendiamo la deviazione verso il basso che ci porta in vista dell’Ȋle d’Or, situata a poca distanza dalla costa; l’isolotto (privato) è lungo circa 200 metri ed è sormontato da una grandiosa torre quadrata di aspetto medievale.

L’ Ȋle d’Or

Ripreso il sentiero, raggiungiamo velocemente un bivio. Svoltando a destra (direzione Camp Long), attraversiamo un tratto di bosco ed andiamo a chiudere l’anello. Non essendo saliti prima, cosa che invece consigliamo quando si arriva alla selletta e prima di ridiscendere verso il basso, svoltando nuovamente a destra rimontiamo una parte del percorso per raggiungere il Faro (chiuso al pubblico), dalle cui rocce si ha una vista incomparabile sulla costa e, in particolare, sulla spiaggia dello sbarco dove il 15 agosto 1944 sono approdate le truppe americane al comando dell’Ammiraglio texano Henry Kent Hewitt per combattere e sconfiggere il regime nazista.

La spiaggia dello sbarco vista dal Faro

Dal faro riprendiamo la discesa tornando verso la Tiki Plage soddisfatti di questa facile ma appagante escursione.

Altri escursionisti al ritorno dal giro

Cartografia indispensabile

Carta 3544ET, 1:25.000Carta 3544ET, 1:25.000, Fréjus, Saint-Raphaël & Corniche de L’Esterel, Institut Geographique National
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