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Mentre ieri girovagavamo sul Dramont oggi, martedì 14 maggio 2013, è nostra intenzione ricercare un’altra meta tra questi luoghi pieni di fascino.

Ancora grazie alle informazioni di Francesca B. puntiamo in direzione di Agay. Dal campeggio (camping du Dramont), col bus della linea n° 8 (costo € 1,20 a persona) percorriamo il tratto di strada fino alla fermata di Agay village.

L’escursione, parte dalla rotonda che si trova sul lungomare. Seguendo l’Avenue du Gratadis, che si inoltra verso l’interno, un centinaio di metri oltre il sottopassaggio della Ferrovia svoltiamo a destra (Boulevard du Rastel) su una strada privata chiusa al traffico automobilistico da una sbarra.

Superata la sbarra (possibilità di accorciare un tornante se si prende la scaletta) seguiamo in salita l’ampia strada asfaltata che costeggia diverse villette fino a raggiungere le ultime abitazioni di Agay che si addossano al monte.

Veduta della punta del Rastel durante la salita


La strada prosegue oltre inoltrandosi nel bosco; al secondo tornante, (da questo punto prende il nome di Avenue du Bourg) si ignora a sinistra una sterrata (sbarrata) e si prosegue ancora per due curvoni.

Nel punto in cui cambia pendenza la si abbandona per seguire verso sinistra una scalinata in cemento (mancano le indicazioni).

Deviazione sulla scalinata in cemento

Il tratto che segue diventa più interessante perché percorre un segmento tra piante di basso fusto e tanti fiori. Al termine della breve salita, si arriva ad una grossa vasca circolare in cemento.

Il sentiero di avvicinamento

Poco prima di raggiungere la vasca circolare in cemento

Qui deviamo verso destra (est) proseguendo la salita con lunghi e ampi tornanti sulla sterrata acciottolata che tende ad aggirare le rossastre pareti rocciose del monte. Durante questo tratto, ad ogni tornante si apre un nuovo panorama verso la baia di Agay e sul più distante Cap du Dramont; la strada termina su un ripiano.

La sterrata

Panorama sulla baia di Agay

Lo sguardo si allunga in direzione del Pic du Cap Roux, che spicca a destra, e del Rastel dalla parte opposta. Qualche metro verso ovest e ci troviamo su un buon punto panoramico con tavola d’orientamento. Da qui è già visibile la grande bandiera collocata sulla cima del Rastel.

Sguardo verso il Pic du Cap Roux

Dalla tavola d’orientamento

Ora si prosegue su un sentiero (ovest) che si inoltra a zig-zag nel fitto della macchia mediterranea. Anche qui, come al Cap du Dramont, l’intenso profumo di fiori riempie le nostre narici, mentre i colori si mischiano con il rosso della riolite delle rocce facendo apparire tutto più magico.

Sul sentiero che prosegue oltre, verso la punta del Rastel

Un ramarro taglia il nostro cammino scomparendo nella macchia. Dopo un po’ si prosegue verso destra incontrando una scaletta in pietra; infine il sentiero si appiana sull’ ultimo breve tratto fino a raggiungere la punta del Rastel (287 m). Siamo sul punto più alto del monte.

Aguzzando lo sguardo (cliccare sulla foto) si vede già il drapeau (la bandiera)

Momenti di salita

Su un piedistallo circolare in cemento e pietre è collocata una grande bandiera francese, dipinta su lamiera in ferro. Qualche buontempone, su una parte di essa ha scritto: “Vous aves marché pour rien”, ma non convince nessuno perché il panorama che si può osservare da qui ripaga ampiamente la passeggiata.

Sguardo dalla cima

Da questa magnifica postazione possiamo così rivedere a distanza, e ad ovest, il Cap du Dramont e il Rocher de Roquebrune, ritenendoci molto fortunati per avere ancora imbattuto una giornata soleggiata. Poco dopo ci raggiunge un gruppo di quattro Bavaresi, anch’essi molto soddisfatti dalla stupenda vista.

Non ci rimane che trovare una buona postazione, appena sotto la punta, e fermarci ad ammirare dall’alto ogni angolo della costa contando, per gioco, una cinquantina di piscine di fianco ad altrettanti villette immerse nel verde. Naturalmente ci fermiamo fino all’ora del pranzo per prolungare il più possibile la permanenza.

La discesa ricalca le orme dell’andata fino alle prime case incontrate in discesa, poi deviamo su una stradina che scende a destra tra alcune querce da sughero, andando a guadagnare, più in basso, l’asfalto della strada che torna nel paese.

Cartografia indispensabile

Carta 3544ET, 1:25.000Carta 3544ET, 1:25.000, Fréjus, Saint-Raphaël & Corniche de L’Esterel, Institut Geographique National
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