Lunedì 27 maggio 2013. Avendo a disposizione poco più di mezza giornata, mi accordo con Gelu e Fulvio per compiere un bell’anello sulle alture di Limone Piemonte. Anello non faticoso e molto remunerativo per le vedute e la bellezza del paesaggio arricchito in questa stagione da una gran varietà di fiori.

Foto scattata dal Bric Berciassa verso Robilante

La base di partenza dell’escursione si raggiunge dopo aver superato il grande pannello segnaletico luminoso posto sulla strada per il Colle di Tenda (un chilometro circa dopo Limone). Dopo aver immediatamente svoltato sulla stradina a destra, al bivio successivo si mantiene ancora la destra (Lou viasol), mentre a quello superiore si svolta a sinistra per raggiungere l’ultima borgata denominata Tetti Ziton (1251 m). L’auto si parcheggia nel tornante antistante la borgata.

Il primo tratto di strada lo conosciamo già per averlo percorso con le racchette da neve nell’escursione invernale al Colle Arpiola. Tra le case dei Tetti Ziton prende a salire una stradina che poi gira verso il versante est, prospiciente su Limone. Dopo qualche centinaio di metri, la sterrata devia verso l’interno tra gli alberi e va a raggiungere, più avanti, un bivio; lasciata a destra la strada che scende al Garb Camilla e Limone e si prosegue verso Arpiola – Monte Vecchio (palina).

Dopo aver costeggiato un rudere, poco oltre si raggiunge un secondo bivio. Qui abbandoniamo il percorso per il Colle Arpiola e seguiamo il sentierino che si infila ripido verso destra tra la macchia composta da arbusti, ciuffi di lavanda, ginestre (in questo momento non ancora fiorite) ma soprattutto dai fiorellini bianchi degli Iberis sempervirens che stanno colonizzando poco alla volta la fiancata sud-est del monte.

Iberis sempervirens

Nel tratto iniziale del sentiero che si stacca dal bivio

Più in su

Dopo un bel tratto il sentiero si infila in un bosco di faggi, uscendo più avanti nei pressi dei ruderi della Meira di Montevecchio che segna l’inizio di una radura.

Tratto nel bosco di faggi

Verso l’uscita dal bosco

Tagliati in diagonale i verdi prati, poco prima di un boschetto la stradina svolta ripida a sinistra e va a raggiungere un gias posto al di sotto dei primi paravalanghe.

Arrivo al gias

Ora la strada si fa più marcata; aggirando i fianchi del monte proseguiamo con lunghi zig-zag fino a raggiungere gli ultimi paravalanghe, posizionati appena al di sotto di alcune antenne. Si fa importante la visuale sull’abitato di Limone Piemonte che si nota in basso al centro della valle. La strada, dopo alcuni tornanti termina nei pressi degli ultimi paravalanghe.

In basso, Limone Piemonte

Sulla strada dei paravalanghe

Ora proseguiamo liberamente in direzione delle antenne, poi verso ovest e la punta ormai vicina che vediamo sormontata da una bella croce. La raggiungiamo velocemente dopo una lieve salita scavalcando alcune roccette.

La croce è ormai vicina

La vetta del Monte Vecchio

Abbiamo raggiunto un buon punto panoramico dal quale possiamo dominare tutta la val Vermenagna e i monti che fanno corona attorno partendo dal Bric Costa Rossa (2404 m) alla Cima di Fascia (2495 m), a tutta la parte del Colle di Tenda fino alla Rocca dell’Abisso (2756 m), al Monte Frisson (2629 m) e alle più distanti cime del lato ovest.

Dopo esserci soffermati una mezz’ora sulla cima riprendiamo la discesa scendendo verso il Colle Arpiola, toccando ancora alcuni lembi di neve che persistono sull’ampio pianoro.

Poco prima dell’inizio della discesa sul Colle Arpiola

Poi iniziamo la ripida discesa a zig-zag sul lato sud-ovest del Monte Vecchio.

Il Colle Arpiola (1700 m) ci accoglie duecento metri più in basso col verde intenso dei suoi praticelli.

Colle Arpiola. Il Monte Vecchio è alle nostre spalle

È ancora presto per tornare a casa, così decidiamo di proseguire sul vicino e roccioso Bric Castea (1801 m) che ci regala ulteriori visuali sul Bec Baral (2127 m) e, in basso ad ovest, sul vallone di Creusa con al fondo la chiesetta dei Folchi.

In salita al Bric Castea

Durante la discesa, sguardo all’indietro sul Bric Castea

Tornati al Colle Arpiola riprendiamo a scendere verso est tra cespi di genzianelle ed Erisimum jugicola, fiori gialli dal profumo intenso, andando a chiudere l’anello al bivio situato poco oltre la Meira Volpigera. Quindi l’ultimo tratto di discesa sulle orme dell’andata fino ai Tetti Ziton.

Erisimum jugicola

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Monte Vecchio
Monte Vecchio (131 kB)

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