Oggi, giovedì 6 giugno 2013, con Gelu, Fulvio e Riccardo si parte con l’intenzione di arrivare fino ai laghi di Peirafica (Lacs de Peïrefique). Lasciamo l’auto 1,8 chilometri circa a valle del traforo di Tenda, esattamente sulla sterrata che si incontra a destra dopo una mezza curva prima dei tornanti più marcati. Le previsioni per oggi sono buone.

Dopo circa un chilometro di sterrata, poco dopo aver superato le grange Sambrun posizionate poco più in alto a destra, nei pressi di un larice troviamo l’indicazione (balise 363) per il Vallon de Caramagne (Caramanius, luogo già documentato nell’anno 1185, il cui toponimo indica una grande valle pietrosa) e la Baisse de Peïrefique (significante pietra confitta o incastrata).

All’inizio del sentiero vero e proprio


Non ci è stato facile individuare la partenza del sentiero perché non ben segnalata però, poco dopo, una tacca gialla su una pietra ci toglie ogni dubbio. Ci inoltriamo nello stretto vallone di Caramagne proseguendo un po’ ad intuito tra arbusti, pini silvestri e verdi prati che di tanto in tanto si interpongono lungo il cammino, leggermente sulla sinistra orografica del vallone.

Dopo un po’ il sentiero interseca una sterrata che seguiamo per un tratto verso destra tagliando il percorso con qualche scorciatoia. Proseguendo verso l’alto, la gola si restringe passando nei pressi del Roc Gay, dove una buona sorgente sgorga tra le rocce, quindi proseguiamo verso alcune pinete superiori che pian piano tendono ad allargarsi.

Le pinete tendono ad allargarsi

Salendo più in quota i pini silvestri cedono il loro posto ai larici; si arriva così ad una zona detta le Buscayé. Poco oltre si ode il rumore di un torrente posto in un avvallamento vicino. Più avanti si incrocia la sterrata che scende dal Pont de Peïrefique, che non seguiamo perché ci condurrebbe troppo verso destra.

Nel lariceto

La strada che sale al Pont de Peïrefique 

Più in su scavalchiamo un rio e ci portiamo sul verdissimo c che seguiamo con un lungo traverso fino ad approdare sulla sterrata che dal Colle di Tenda, dopo lungo e sinuoso percorso, raggiunge la Bassa di Peirafica.

Dal Gias de Peïrefique

Svoltando a sinistra ci portiamo nelle vicinanze di ex caserme militari (1974 m), che si trovano a circa cinquecento metri di distanza. Da lì (balise 376) seguiamo la strada, sbarrata poco sopra, che sale nella pineta verso ovest in direzione di un colletto.

Dalle ex Caserme militari

Ad un bivio, lasciamo la mulattiera che va a scavalcare il colletto conducente verso il Colle del Sabbione e proseguiamo a destra sul costone che porta ai laghi di Peïrefique e alla Cime de Barchenzane (2410 m) trovandolo innevato in alcuni punti.

Appaiono i monti del Vallone di Valmasca

Verso quota 2230 metri il sentiero svolta a destra del costone tagliandone i ripidi fianchi e devia verso la grande conca che ospita i laghi. Dopo un centinaio di metri ci troviamo in difficoltà a causa della quantità di neve presente sul posto. Non pensavamo ce ne fosse ancora così tanta e non abbiamo con noi l’attrezzatura adatta per affrontare la rimanenza del percorso. Ci consultiamo e decidiamo di non proseguire verso i laghi (questa deviazione ci ha fatto fare più di 200 metri di dislivello).

La conca dei laghi e, a destra, la Rocca dell’Abisso

Volgendo lo sguardo in direzione sud-est, notiamo l’invitante Mont Chajol, abbastanza spoglio di neve che potrebbe fare al caso nostro.

Il Mont Chajol illuminato dal sole

Ridiscendiamo verso il colletto (bivio Colle del Sabbione), dove ci godiamo lo spettacolo delle cime che fanno corona al Vallone di Valmasca poi, sfruttando un sentiero che taglia in leggera discesa la pineta della Cime de Gratin (2139 m), raggiungiamo l’ampio pianoro della Baisse de Peïrefique (2040 m). Si possono notare alcuni bunker posizionati sulle alture circostanti.

In discesa verso la Baisse

Il vallone di Valmasca

Verso il fondo del pianoro, poco prima dell’inizio della strada di discesa in direzione di Casterino, tagliamo sui prati a sinistra portandoci dapprima ad un gruppo di vecchie caserme.

Fioritura di crocus sui prati circostanti

Verso l’antecima del Chajol

Da lì proseguendo lungo il crinale raggiungiamo una prima punta (2204 m), sormontata da un cumulo di pietre con un bastone, poi ancora seguendo il filo di cresta raggiungiamo la cima del Mont Chajol distante una decina di minuti, sotto un cielo che si sta rannuvolando velocemente.

Il tempo di scattare qualche foto sulla vetta poi la discesa alla Baisse e poi ancora giù, alla ricerca di un riparo, dalle caserme.

Quota 2404 m

Al fondo la cima del Chajol

In discesa verso la Baisse

Il cielo sempre più minaccioso

Inizia una lieve pioggerella quando ormai siamo sistemati per lo spuntino.

Essendo da poco trascorso il compleanno di Fulvio, per rifesteggiarlo con noi ha portato nientemeno che una bottiglia di Barbaresco del 2007 di una famosa cantina che viene molto apprezzato.

In un raro momento di interruzione della pioggerella, riprendiamo la discesa su strada, scendendo fino al ponte di Peïrefique (1916 m) poi, deviando verso il gias più in basso, riguadagniamo il sentiero di discesa che ci riporterà al parcheggio.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Carta 3841OT, 1:25.000Carta 3841OT, 1:25.000, Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour, Institut Geographique National
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Mont Chajol
Mont Chajol (239 kB)

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