26 maggio 2013. Dal parcheggio (810 m, fontana) torniamo indietro di qualche metro e imbocchiamo la strada verso la Sorgente Dragonera. Dopo 200 metri, al posto di proseguire verso la fonte, seguiamo la strada asfaltata che piega a sinistra e in breve arriva ad un parcheggio dove è posto un grande pannello con cartina. Di qua seguiamo la strada a tratti sterrata e a tratti asfaltata che entra nel Vallone della Freida.

La sterrata all’imbocco del Vallone della Freida

Dopo circa 1 km arriviamo ad un bivio (segnalato), dove prendiamo a destra trascurando la deviazione verso i Tetti Virutra.

Dopo meno di 200 metri, nei pressi di una palina, la strada termina e si riduce a sentiero. Cominciamo a salire in modo più sostenuto e in breve ci addentriamo in un bel bosco di faggi. Il percorso è davvero gradevole e ci sono molti piacevoli angoli.

Alcuni scorci dello splendido sentiero

Dopo 1 km e 200 metri circa, a 1350 metri di quota, ci imbattiamo in una incredibile selva di alberi spezzati di netto da una disastrosa valanga che si è scaricata negli scorsi mesi.

I tronchi spezzati dalla valanga, attraverso cui dobbiamo farci strada

Il passaggio è difficoltoso, ma basta superare con cautela qualche tronco e in breve, intorno a quota 1400, usciamo definitivamente dal bosco. Sulla sinistra cominciamo a vedere in modo evidente la nostra meta, imbiancata dalla neve scesa nella notte.

Il colle Balur (a sinistra)

Alle nostre spalle si aprono dei meravigliosi scorci sulla pianura che si allargano sempre più mentre guadagniamo quota.

Il panorama alle nostre spalle

Il sentiero confluisce nella sterrata che arriva dal passo del Van. Tenendo la sinistra arriviamo in breve al gias Fontana Freida. L’altimetro segna 1578 metri.

Il gias Fontana Freida

Non ci resta che superare l’ultimo tratto di percorso. Deviamo a sinistra in direzione dell’evidente colletto seguendo il ben marcato sentiero. In meno di 1 km raggiungiamo il colle Balur (1780 m), dove si trova un ricovero in lamiera e un bel rifugio privato.

Il rifugio al colle Balur

A questo punto vale la pena fare un ulteriore piccolo sforzo. Seguiamo un’evidente traccia verso sinistra che ci porta su un colletto molto panoramico (1800 m) situato appena sotto il Monte Testas (1830 m).

Il Monte Testas (1830 m)

Il panorama è vastissimo e abbraccia tutta la catena alpina e la pianura cuneese.

Panorama verso la pianura

Il colle Balur visto dall’alto

Alle nostre spalle sono ben visibili il Monte Servantun e il Bussaia, mentre alla nostra destra rivediamo la Punta del Van che abbiamo raggiunto pochi giorni fa.

Zoom sulla Punta del Van (1969 m)

Dato il forte vento decidiamo di tornare al Gias Fontana Freida per il pranzo, dopo il quale riguadagniamo il sentiero di discesa che ci riporterà alla macchina.

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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Colle Balur
Colle Balur (193 kB)

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