Venerdì 5 luglio 2013. Lasciamo l’auto nei pressi del rifugio Balma (1883 m). Nostra intenzione odierna è, naturalmente, la salita al Mondolè senza però seguire la via diretta ma compiendo un percorso ad anello che lo faccia ammirare dai vari versanti.

Dopo qualche qualche decina di metri dal parcheggio, troviamo al bivio l’indicazione per la Colletta Seirasso e Colla Rossa (sentiero E10) (da questo stesso punto parte anche la via diretta, che noi oggi vogliamo evitare, che sale lungo i piloni dello skilift).

Nel tratto iniziale. Al centro la Rocca dell’Inferno 


Seguendo verso sinistra la sterrata in leggera discesa, con ampie giravolte lambiamo i fianchi meridionali delle Rocche Giardina. Più avanti, un cartello indicante MAGLIANO ALPI ci comunica che stiamo per entrare in quel comune e la cosa ci colpisce non poco, ben sapendo che il capoluogo si trova ad una cinquantina di chilometri di distanza da qui.

Veniamo così a scoprire che nel XVII secolo Magliano faceva parte del Distretto di Mondovì. Nel 1698 diventa comunità autonoma nell’ambito dello Stato sabaudo. Dopo lunghe vicende amministrative col Comune di Frabosa Soprana, all’atto della divisione del Distretto, avvenuta nel 1875, una sentenza della Corte d’Appello di Torino dichiara definitivamente che le Alpi Seirasso, Raschera e Brignola fanno parte integrante del territorio di Magliano Alpi.

Verso quota 1848 m lasciamo a sinistra la strada che prosegue in discesa verso i laghi della Brignola e Raschera e svoltiamo a destra in direzione di una baita e di un torrione isolato detto “Dente di Seirasso” (2000 m). Sul lato sinistro, al di là del rio, compaiono vistose macchie di rododendri ormai verso fine fioritura.

Più avanti perveniamo ad un gias, che andiamo a superare sul lato destro.

Arrivo al Gias

In salita verso la conca erbosa

Mantenendoci centralmente nel valloncello, dopo il superamento di alcuni massi al lato del sentiero, raggiungiamo una magnifica conca erbosa, dalla quale si intuisce la Colletta Seirasso mentre, alla sua sinistra, si evidenzia sempre più la rocciosa Rocca dell’Inferno (2307 m).

La grande conca erbosa con, al centro, la Colletta Seirasso

Pochi minuti di salita ci consentono di raggiungere la panoramica colletta, sul displuvio con la Valle Ellero.

Volgendo lo sguardo a destra (nord), si estende una vasta distesa prativa in leggera salita. Tracce di sentiero ci conducono verso le pendici rocciose del Mondolè. Superate le Rocche di Seirasso, attorno alla quota 2214 metri intersechiamo il sentiero diretto per il Mondolè (quello che abbiamo evitato in partenza) ed in salita sullo spigolo ne saliamo il tratto in forte pendenza (tacche di colore rosso-rosa).

In salita dalla Colletta Seirasso

Verso il Mondolè

All’inizio del tratto roccioso

Poco prima di raggiungere la cima i nostri scarponi si imbattono in una vipera aspide, ferma sul sentiero, che non aveva avvertito la nostra presenza. La fotografiamo e la lasciamo nuovamente libera di andarsene. Raggiungiamo la cima che poco prima era avvolta nella nebbia.

La Cima del Mondolè

La vipera incontrata sul sentiero

Un colpo di vento l’ha spazzata via ed ora abbiamo la possibilità di ammirare uno straordinario e magnifico paesaggio sulle Alpi Liguri, molto suggestivo verso il Mongioie, la Cima delle Saline ed il Marguareis. Sulla cima, molto spaziosa,  è collocata una grande statua della Madonna e due croci.

La vetta del Mondolè

Ci soffermiamo un bel po’ di tempo; purtroppo non c’è tanta visibilità verso la pianura.

Dalla cima, sguardo sulla Cima delle Saline e Marguareis

Bandierine tibetane sulla cima

Al centro, vicino alla strada, si può notare il rifugio Balma

Per il ritorno, proseguiamo in cresta sul lato nord-ovest (indicazione per Artesina) scendendo poi lungo un tratto in forte pendenza circondato da  rododendri.

Nel tratto di discesa

Discesa tra i rododendri

Con percorso semi-circolare ci portiamo ai bordi della profonda dolina che racchiude il laghetto del Mondolè, invisibile perché ancora totalmente coperto di neve.

Lamentiamo in questo punto, ma anche in vari tratti del percorso, la quasi completa mancanza di segnalazioni di tipo visivo (tacche) o di qualche paletto in legno che dia l’opportunità all’escursionista di non perdere la traccia. Anche due signori che incontriamo in questo punto sono dello stesso avviso.

Con l’aiuto delle cartine topografiche individuiamo un lato di discesa che scende a sinistra tra i rododendri verso il piano delle Scalette. Poco più in basso, qualche traccia sulla destra ci conduce all’uscita dell’omonimo passo. L’ultimo tratto di discesa, che ci porterà al laghetto semiartificiale sottostante nei pressi della baita alle Scalette, è abbastanza scosceso.

In vista dell’ultimo laghetto

Raggiunto lo specchio d’acqua, individuo la posizione della grotta ghiacciata nota fin dall’antichità, seminascosta tra le pieghe del Mondolè, che avevo visitato e fotografato qualche tempo fa.

Il laghetto nel finale dell’anello. In alto a sinistra, si noti l’intaglio del Passo delle Scalette.

Foto scattata  qualche tempo fa all’interno della grotta ghiacciata

Dalla sterrata raggiunta percorriamo l’ultimo tratto in leggera salita che ci riporterà nuovamente al rifugio Balma.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).

Letture consigliate

I più bei sentieri della provincia di CuneoCarlo A. Mattio, 2009, I più bei sentieri della provincia di Cuneo, Blu Edizioni
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Nel cuore delle Alpi LiguriAndrea Parodi et al., 2012, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi Editore
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Mondolè
Mondolè (162 kB)

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