Il tempo bizzarro di queste ultime settimane non ci ha più consentito di programmare con sicurezza le nostre escursioni. Dopo aver monitorato le previsione meteo per diversi giorni, sembra che per domani ci sia uno spiraglio di bel tempo in alta Valle Stura.

Mi sento con Fulvio verso fine serata e in quattro e quattr’otto decidiamo di salire fino al Colle della Maddalena, poi si vedrà.

Sabato 13 luglio 2013. Giunti ad Argentera rimaniamo interdetti nel vedere una distesa di nuvole, non prevista, al confine francese. Resettiamo all’istante ogni idea di escursione da quelle parti riprogrammandone una nuova. Il Monte Vaccia, che Fulvio ben conosce, può essere una buona alternativa anche per me.

Tornati indietro fino a Pietraporzio, svoltiamo a destra e saliamo fino al Pianoro della Regina (1464 m), importante punto di partenza per tante altre escursioni (Becco Alto dell’Ischiator, Tenibres, rif. Zanotti, Punta Zanotti, Cime di Schiantalà, ecc). Verso le 8:15 siamo pronti per la partenza. Dal parcheggio, attraversiamo il rio del Piz su un ponticello improvvisato da due tronchi.

In partenza. Sguardo verso il vallone del Piz


Con un leggero diagonale a sinistra (sud-est) superiamo un bel praticello colmo di fiori spingendoci alla ricerca della strada che porta nel Vallone del Rio Costis. Ci inoltriamo così nel vallone salendolo sulla sinistra orografica. Ad un bivio, lasciamo a destra il sentiero P-28 che conduce nel Vallone del Ciaval e seguendo il sentiero P-25 ci addentriamo con ripido percorso nell’ombrosa abetaia scortati, più avanti, da innumerevoli maggiociondoli in fiore.

Dopo oltre quattrocento metri di dislivello perveniamo alla radura del Gias dei Prati Costis, che ospita una splendida costruzione in pietra, e qui termina la strada.

Arrivo al Gias dei Prati Costis

La costruzione in pietra del gias

Oltre la radura del gias il percorso si fa più bello ed interessante. Con un taglio in diagonale verso sinistra riprendiamo il sentiero che si inoltra con decisione negli splendidi boschi di larici, con sottobosco formato da migliaia di piante di mirtillo e rododendri.

In salita tra larici e mirtilli

Dopo alcune balze perveniamo ad una nuova radura, al termine della quale superiamo verso sinistra una lingua di neve ed una piccola pietraia che ci immette nella conca finale dalla quale appare molto evidente la Colletta Bernarda (2395 m).

Sguardo all’indietro verso l’Oserot

L’ultimo tratto di salita affrontato prima della Colletta 

Il sentiero, con alcuni tornanti, lo si nota serpeggiare sulla sinistra e ci porta direttamente sul displuvio che si affaccia nell’opposto vallone dell’Ischiator, con vista sulla borgata di Besmorello e Bagni di Vinadio.

La Colletta Bernarda

Qui si incrocia la mulattiera che arriva dal Ponte del Medico (Besmorello) e prosegue sul sentiero balcone verso il Monte Ciaval e il Passo di Rostagno. Dalla colletta svoltiamo verso sinistra seguendo alcune tracce che risalgono le pendici erbose conducendoci, dopo un centinaio di metri di dislivello, sulla panoramicissima piatta cima del Monte Vaccia.

Il Monte Vaccia visto dalla Colletta 

Fulvio in salita al Monte Vaccia

In cima

Sguardo a nord-ovest

Dal cippo in pietra che lo sovrasta possiamo ora godere un immenso panorama sul vallone dell’Ischiator e sulle numerose cime che lo contornano: Punta Gioffredo, Corborant, Becco Alto, Tenibres. Verso nord-ovest il panorama spazia sull’Oserot e Rocca Brancia, ed a nord sul Monte Bersaio e Rocca la Meja.

Panoramica verso Corborant e Becco Alto dell’Ischiator

Zoom su Rocca la Meja

Posati gli zaini ci dirigiamo ancora, perdendo un’ottantina di metri di dislivello, sugli immensi verdi prati che pian piano degradano verso est per andare a fotografare alcune ex casermette poste più in basso.

Le casermette del Vaccia

Tornati al cippo ci godiamo ancora lo spettacolo di nubi che avvolgono a tratti alcune cime, poi torniamo alla Colletta per uno spuntino, con vista importante sul vallone sottostante e l’Alta Val Stura.

I prati che scendono dalla cima verso est 

Dalla Colletta, sguardo ad ovest 

Infine torniamo sui nostri passi prima al gias, poi verso i prati del Piano della Regina.

Alcuni fiori sul sentiero di discesa

Ritorno al Pianoro della Regina

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Monte Vaccia
Monte Vaccia (125 kB)

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