Anche per oggi le previsioni non sono il massimo. Dopo le 14 sono previsti forti temporali. Decido, con Valerio, di fare in mattinata un mordi e fuggi al rifugio Morelli che non frequento da alcuni anni e che lui non ha mai visto.

Verso le 7:00 di martedì 16 luglio 2013 ci troviamo alle Terme di Valdieri. La partenza dell’escursione è ubicata appena varcato il ponte di accesso alla località Terme. Svoltando immediatamente a sinistra, sulla stradina in discesa, si accede al parcheggio posto più in basso (1355 m).

Da lì ha inizio il sentiero che, dopo poche decine di metri, scavalca un piccolo ponticello sul rio in discesa dal Vallone di Lourousa. Al di là ha inizio un lunghissimo percorso a zig-zag che mantiene la destra orografica del vallone inoltrandosi fin da subito in un folto boschetto di pini e faggi.

Il percorso si svolge su sentiero molto bello, con facile salita. Più avanti, almeno in questa stagione, si transita sotto frequenti cascate di gialli maggiociondoli (Laburnum anagyroides) che si mischiano al verde della vegetazione creando scenari suggestivi con visuali sull’opposto vallone del Valasco.

Sul sentiero di salita sotto cascate di maggiociondoli (laburnum anagyroides)

Il vallone del Valasco,  purtroppo tra le nuvole

Qua e là, tra l’erba, anche il giglio di San Giovanni fa la sua comparsa.

Giglio di San Giovanni (lilium bulbiferum)

Si entra poi in un lussureggiante boschetto di larici uscendone, dopo innumerevoli giravolte, costeggiando a sinistra le prime pietraie. Dopo alcuni tornanti, transitiamo nei pressi del gias Lagarot (1917 m) con ricovero in pietra.

Oggi il tempo non offre una buona visibilità altrimenti, in giornate soleggiate, da questo punto comparrebbe nella sua grandiosità il ripidissimo Canalino di Lourousa, posto tra il Monte Stella (3262 m) e il Corno Stella (3050 m) che diventa in tarda primavera una pista di discesa per espertissimi sciatori.

Verso il Lagarot (al fondo a destra si può notare il canalino di Lourousa)

Poco prima del Lagarot

Il Lagarot

Una leggera salita ci porta infine a scavalcare un dosso che ci immette sul pianoro del Lagarot di Lourousa (1965 m) col suo minuscolo laghetto. Sull’ampia conca di destra, tinteggiato di rosso ed in posizione più elevata, è anche visibile il bivacco Varrone (2250 m), punto d’appoggio per la salita al canalino.

Al centro si intravede, tra le nuvole, la sagoma del Corno Stella e all’estrema destra il bivacco Varrone

Poco dopo il sentiero transita nei pressi di un grande masso di gneiss costellato da numerose lapidi a ricordo di tante giovani vite lasciate per lo più lungo il canalino di Lourusa o sul Corno Stella.

Proseguiamo sul fianco sinistro del pianoro con a fianco il rio andando poi a superare una pietraia che ci immette su un secondo pianoro. Continuiamo la salita sulla destra orografica del vallone superando un ultimo sbarramento pietroso che ci immette in vista del Morelli.

Ultimo tratto verso il Morelli

È un rifugio che rivedo sempre con molto piacere (proprio qui avevo avuto il primo incontro con quella che poi è diventata mia moglie).

Un gruppo di stambecchi ha preso abitudine a soggiornare nei pressi del rifugio. Tra questi anche un piccolo appena nato, non più grande di un gatto, che ci fa molta tenerezza. In questo momento, a parte il piccolo, sono tutti intenti a leccare il sale depositato sulle pietre.

Arrivo al rif. Morelli (sulla destra del tetto si noti il “Sigaro”)

Piccolo di stambecco non più grande di un gatto

Salutati i gestori del rifugio, ripartiamo per il Colletto di Lourousa seguendo la mulattiera che svolta dietro al rifugio stesso. Verso sinistra, in lontananza, si evidenzia il cosidetto “Sigaro”, torrione in pietra con quella forma e, più a destra, la Cima Mondini.

Seguendo alcuni ometti in pietra ci dirigiamo verso est e, tra le pietraie, saliamo per raggiungere una conca che racchiude un minuscolo specchio d’acqua.

Il laghetto che si contorna salendo al Colletto di Lourousa

La mulattiera lo contorna e, aggirandolo a sinistra, volge in direzione del colletto. Qui ci imbattiamo in un secondo gruppo di stambecchi maschi dalle corna possenti, intenti a brucare tra i rododendri.

Fioritura tardiva di rododendri

Al centro, il Colletto di Lourusa

Senza disturbarli li lasciamo intenti al loro lavoro raggiungendo, tra erba e massi, un ripido nevaio posto prima del colle. Superato il nevaio siamo al Colletto di Lourousa (2551 m). Purtroppo oggi non c’è una gran vista dalla parte opposta, ma ci consoliamo vedendo almeno trasparire, alla nostra sinistra, l’Oriol tra le nuvole.

Arrivo al Colletto

Valerio al Colletto. Sullo sfondo la parete del Monte Stella

Tra le nuvole, la Cima dell’Oriol

Dopo le consuete foto ridiscendiamo al rifugio e poi giù per un piccolo spuntino anzitempo al Lagarot.

Tornando verso il rifugio Morelli

Infine il ritorno alle Terme senza neanche beccarci una goccia d’acqua.

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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