Poco prima delle 8:00 entriamo nel parcheggio superiore (costo 5,00 €), delle terme di Valdieri (1385 m).

Il tratto iniziale dell’escursione ricalca la carrozzabile che dal parcheggio prosegue in direzione del pianoro del Valasco. Un chilometro dopo circa, nei pressi della struttura in pietra di una cabina elettrica, abbandoniamo la comoda strada per seguire la scorciatoia che si inoltra nel folto del bosco sul lato destro del torrente (sinistra orografica).

Salendo lungo il lato destro del torrente


Il cammino ci porta, più avanti, a guadare un torrentello che scende dalle falde del Monte Matto. Più sopra incrociamo nuovamente la carrozzabile che ad ampi tornanti prosegue fino al Valasco. Altri tratti in scorciatoia si possono percorrere lungo questa parte del tragitto.

Poco prima del pianoro, a destra, ignoriamo la deviazione per il Colle di Valmiana e il rifugio Livio Bianco (palina); una quindicina di metri dopo facciamo il consueto rifornimento d’acqua ad una buona fontana e, ad inizio pianoro lasciamo ancora a sinistra un sentiero che conduce a quella perla, poco conosciuta e nascosta tra le rocce, che è il lago di Valcuca.

Arrivo al pianoro del Valasco

Proseguendo sulla sterrata transitiamo sulla destra del rio che incide il grande pianoro affiancando poco dopo la Reale Casa di Caccia, divenuta ora rifugio, per portarci, al termine del lungo falsopiano, sul margine superiore della seconda cascata (4,5 km dalla partenza).

La Reale Casa di Caccia del Re (ora rifugio)

Oltrepassato un ponticello in legno, una cinquantina di metri dopo ignoriamo il sentiero che, a sinistra, sale in direzione della Val Morta e del Colletto del Valasco (palina) e continuiamo sulla stradina che, verso destra, si porta verso la bastionata rocciosa. Proseguendo sui tornanti, intorno alla quota di 2000 metri, nei pressi di un grande larice (cartelli –  5,2 km dalla partenza) lasciamo a sinistra il percorso diretto per il rifugio Questa.

Verso nord, dopo essere transitati alla base di una copiosa cascata, abbandoniamo la strada principale per svoltare su una ampia scorciatoia che ci permette di evitare fastidiosi traversi di cammino. Raggiunta nuovamente la strada militare entriamo in una strettoia naturale, inserita tra ferrose rocce di gneiss di colore rosso mattone (da cui trae origine il nome Valscura).

Nella strettoia naturale che precede il lago inferiore di Valscura

Superati alcuni tornanti, nei pressi della deviazione per i laghi di Valrossa, con un pò di attenzione possiamo “léggere” il fenomeno dell’erosione dei ghiacciai su un lungo tratto di rocce levigate. Lasciate alle spalle alcune caserme semidiroccate, raggiungiamo le sponde del bellissimo lago inferiore di Valscura (2274 m) (8 km dalla partenza).

Il lago inferiore di Valscura

Qui ci fermiamo un attimo in compagnia di un gruppo di escursionisti Toscani diretti verso il vallone di Riofreddo. Ignorata la strada che a destra del lago prosegue per il Colletto di Valscura, la Bassa del Druos e il Malinvern e costeggiato invece l’inizio lago verso sinistra, raggiungiamo la mulattiera che si impenna superando un ripido sperone per poi distendersi immediatamente nella valletta retrostante.

In risalita dal lago di Valscura

Approdiamo nella valletta successiva

Ciò che più lascia di stucco l’escursionista è il trovare, poche decine di metri dopo ed a questa quota (siamo oltre i 2300 m), una strada lastricata costruita dagli alpini più di cento anni fa, perfettamente livellata come fosse stata appena tracciata. Fulvio ed io ogni volta che torniamo in questo luogo continuiamo a rimanere stupiti per questa meraviglia che l’uomo è riuscito a fare.

Il tratto di strada lastricata che lascia sempre stupiti

Ancora sul tratto di strada lastricata

Prima di svoltare nell’anfiteatro del Claus

La strada riprende a salire un pochino seguendo l’andamento del terreno per svoltare nell’anfiteatro nascosto dominato dalla Testa del Claus (2889 m). Dopo aver costeggiato numerosi e minuscoli specchi d’acqua, affianchiamo lo spettacolare lago del Claus (2344 m) che racchiude, al suo interno, anche una piccola isoletta.

Laghetti sul nostro cammino. Al fondo, la Val Morta

Il lago del Claus

A fine lago, ad un bivio (cartelli) ignoriamo il sentiero di discesa che riporta al Valasco e risaliamo un lieve tratto (2402 m, massima elevazione dell’escursione) per discendere verso le pietraie che ci separano ancora dall’ormai vicino rifugio Questa (2388 m).

Dopo un sali-scendi siamo in vista del rifugio che rivediamo con molto piacere (10,5 km dalla partenza).

In vicinanza del rifugio Questa

Il lago delle Portette

Scelto un posticino panoramico, ci piazziamo sulle rive del lago delle Portette (2361 m) per consumare il nostro pasto. Bellissimo il panorama sulla Testa di Tablasses, sulle Creste Savoia ma anche verso nord sulla lontana Rocca della Paur ed il Colle est della Paur, Cima di Valmiana e Monte Matto.

Sulle rive del lago delle Portette

Dal rifugio sguardo verso la lontana Valrossa

Più tardi riprendiamo la strada del ritorno che vogliamo percorrere attraverso la Val Morta. Dal rifugio alcuni tornanti ci riportano in basso sulla strada militare. Tralasciando il sentiero diretto che scende al Valasco, proseguiamo dolcemente verso sud-est incrociando una bella cascatella d’acqua. Superati in seguito due tornanti, ci rechiamo al bivio per il vallone del Prefouns.

La tentazione di tornare a rivedere questo selvaggio vallone è troppo grande e poi devo accontentare Fulvio che è innamoratissimo di questo luogo. Deviamo quindi verso destra per alcune centinaia di metri, anche perché vogliamo renderci conto dello stato nevoso al Passo di Prefouns in vista di una prossima escursione da quelle parti.

Testa di Tablasses e il canalone innevato

Tornati sulla strada militare, seguiamo il tratto in discesa fino al centro della Val Morta. Lasciato quindi a destra il percorso che conduce al Colletto del Valasco, svoltiamo verso nord-ovest percorrendo tutto il sentiero di discesa che ci riporta a richiudere l’anello al margine superiore della cascata.

Il tratto di discesa alle Terme di Valdieri prosegue infine sulle orme del percorso del mattino.

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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