Già nel raggiungere Acceglio notiamo che la nebbia sta per impossessarsi delle alte cime della Valle Maira, eppure le previsioni erano per una bella giornata… Ormai siamo lì e raggiungiamo ugualmente Chiappera.

Dal Campo base seguiamo, oltre il ponte, la strada che sale sotto le pendici della Rocca Provenzale. L’asfalto dopo un po’ cede allo sterrato. Nei pressi della confluenza di un rio (1899 m), poco prima delle grange Ciarviera, parcheggiamo l’auto.

Sono le 8:14 del 21 agosto 2013. Seguiamo un tratto della sterrata e, poco dopo, una deviazione sulla destra ci libera di alcuni lunghi tornanti portandoci alla Grangia Collet (2006 m). Poco più avanti molliamo la strada che continua verso est (Colle di Bellino) per iniziare la marcia sul sentiero lastricato denominato “Roberto Cavallero” (T13) nella lunga e verdissima Valle del Maurin.

Il sentiero, sempre ben marcato, sale superando in sequenza alcune balze nel verde. Lo sguardo vigile della Rocca Castello e della Provenzale ci accompagnano alle spalle per lungo tratto. Raggiungiamo e lasciamo dopo un pò alla nostra sinistra il laghetto La Sagna del Colle (2434 m) mentre sulla destra passiamo vicini ad alcuni ruderi di una truna. Subito dopo il sentiero si impenna e passa a destra di un incassato valloncello.

Nel ripiano superiore, (2560 m di quota circa) abbandoniamo il sentiero principale che continua con una semicurva verso sinistra per i Colli Maurin (2637 m) e di Marinet (2785 m) e, nei pressi di un segnale rosso/blu del Sentiero Cavallero posto su una piccola pietra triangolare, svoltiamo a destra su labili tracce che salgono in direzione del Col de Roux (o Col Traverse, 2668 m).

In quest’ultimo tratto, la nebbia che ci ha accompagnato fin qui ci abbandona definitivamente lasciandoci intravedere uno spettacolo fantastico.

Nelle vicinanze del Colle di Roux, finalmente fuori dalla nebbia

Raggiungiamo il colle (km 5,3 dalla partenza) superando un nevaio. È curioso il cippo di confine, in pietra, che porta gli emblemi del simbolo della monarchia, ovvero il giglio di Francia, e la croce del Ducato di Savoia verso la parte italiana. Dal confine svoltiamo subito a destra in territorio francese trovando quasi subito degli ometti che portano in direzione nord-est.

Poco più avanti il percorso si addentra su una lunga pietraia che noi saliamo obliquamente. Il percorso non è difficile e passa alla base dei contrafforti del Cialancion mantenendosi alto nei confronti della valle sottostante costellata dagli innumerevoli laghi di Roure.

Salita in pietraia…

…con un panorama fantastico alle nostre spalle

Troviamo qualche piccolo valloncello ancora con neve dura poi proseguendo oltre si evidenzia in alto a destra la breccia del Passo di Cialancion (2907 m), posto tra il Monte Ciabriera (2969 m) a sinistra, e la Cima Cialancion a destra. Lo raggiungiamo affacciandoci sul ripidissimo versante italiano di Ciabriera.

In salita dal Passo di Cialancion

Svoltando sulla destra seguiamo la traccia che sale su terreno friabile procedendo lungo la cresta dirupata e, nei pressi delle rocce finali, svoltiamo verso sinistra fino alla cima (km 6,8 dalla partenza), arrivando dopo circa due ore e mezza di cammino.

Ecco, al fondo, la nostra cima

Brec de Chambeyron, la Tête  de la Frema, il Ciaslaras, la Tête de l’Homme e l’Aiguille de Chambeyron

Poco prima della cima, sulle roccette è nascosta una Madonnina in un incavo della roccia, accanto al libro di vetta (una stele ne indica il punto esatto).

Rimaniamo incantati dallo splendido panorama che improvvisamente si affaccia di fronte a noi. Anche i ragazzi ne sono entusiasti.

Autoscatto sulla cima (sulla sinistra al fondo, il Monte Maniglia)

I ragazzi se la contano…

Intanto dalla cima si domina l’intero vallone del Maurin, con Rocca Castello e Provenzale al fondo. Volgendo verso destra lo sguardo si posa sul Monte Sautron (3166 m), sul Brec de Chambeyron (3389 m), Tête de la Frema (3142 m), Ciaslaras (3006 m) e l’Aiguille de Chambeyron (3412 m).

Veduta su Torre Castello e Provenzale

Fioritura sulla cima

Verso nord si notano innevate in lontananza le montagne francesi della Barre des Ecrins mentre ad est domina il Monte Maniglia (3177 m).

La giornata così bella, sicura e soleggiata ci convince a rimanere in punta anche per il pranzo. Poco dopo sopraggiungono anche due escursionisti francesi coi quali scambiamo quattro parole.

L’arrivo dei due francesi

Più tardi riprendiamo la discesa fino al Passo di Cialancion; qui troviamo un altro gruppetto di cinque francesi in procinto di salirlo. Dal passo, volgendo verso sinistra, ridiscendiamo sulle pietraie che si abbassano verso il Colle di Roux.

Iniziamo, purtroppo, la discesa

Ancora qualche attimo in contemplazione…

…poi giù verso il Passo di Cialancion

Verso uno dei laghi di Roure

Giunti nelle vicinanze non vogliamo lasciare incompiuta questa escursione senza passare dal bel lago di Roure. Il posto è idilliaco; troviamo ancora numerosi escursionisti intenti a godersi la giornata sulle sue sponde.

Il lago visto dall’alto

Sulle sue rive

Poi risaliamo il breve tratto che ci riporta al Colle di Roux.

Infine la discesa nel vallone del Maurin; questa volta, rispetto all’andata, possiamo finalmente ammirarlo per l’assenza di nebbia.

Discesa nel Vallone del Maurin

Mucche al pascolo sotto la Torre Castello e Provenzale

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Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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