È da qualche tempo che ho in mente l’idea di questo anello che fin’ora ho sempre percorso solo a tratti. Mi manca ancora il collegamento tra il Vallone Forneris e il Becco Rosso e questa escursione mi darà l’opportunità di compierlo.

Mercoledì 28 agosto 2013. Passate da poco le 7:00 mi metto in marcia seguendo la strada asfaltata che sale verso i Prati del Vallone. Il primo segmento, in mezzo al lariceto, risale alcuni tornanti dell’incassato vallone di Pontebernardo che è racchiuso all’interno dei monti Arpetto e Bassura.

Duecento metri di dislivello mi conducono all’ampia spianata occupata in parte da una mandria di mucche. Poco più in alto, a destra, è posto il rifugio Talarico (1720 m).

Arrivo ai Prati del Vallone


Superate le case di una colonia estiva proseguo oltre scavalcando il rio di Stau. La mulattiera sale in direzione del vallone superiore di Pontebernardo iniziando una più marcata salita. Dopo alcuni tornanti abbandono il sentiero che prosegue in direzione del Rifugio Lausa, deviando a destra sulla sterrata (GTA) che si innalza panoramica sui prati del Vallone. La salita è facile e tranquilla. In un curvone stacca a sinistra (tacche rosse) il sentiero che porta al Colle di Panieris (2683m).

In salita dopo i primi tornanti con veduta sui Prati del Vallone

Proseguo sulla sterrata in ambiente prativo tra cespugli di sorbo raggiungendo una bella baita con fontana, sede del Gias sottano di Stau (2069 m). Alle mie spalle, dalla parte opposta, si evidenzia sempre più il Passo Sottano di Scolettas (2223 m), le cime del Becco Alto del Piz (2912 m) e la Testa dell’Ubac (2991 m).

Nei pressi del Gias sottano di Stau. Al fondo, il Becco Alto del Piz e la Testa dell’Ubac

Aggirato un costone roccioso, i prati cedono il posto alle rocce cambiando e migliorando il paesaggio che diventa finalmente di alta montagna. La sterrata ora si riduce a sentiero innalzandosi con zig-zag verso il centro del vallone. Il ripido tratto mi porta su una balza tra erba e rocce, aprendo una finestra panoramica verso il Colle di Panieris.

Uno sguardo verso il Colle di Panieris

Il percorso prosegue ora in leggera salita su chine di erba e pietre e conduce, in alto verso destra, in direzione di una evidente piramide di roccia, alla cui base è adagiata una ex casermetta militare.

Poco prima, prestando un po’ d’attenzione, si può scorgere un piloncino votivo eretto dagli Alpini nel 1940 (deviazione per il Colle Panieris); si continua a destra verso l’evidente insenatura del Colle. Dopo aver raggiunto una seconda baita molto ben ristrutturata, con abbeveratoio per mucche e fontana, proseguo verso il centro del Vallone di Stau notando ormai vicine le postazioni ex militari che stanno a ridosso del Colle.

La bella baita. La casermetta sotto la piramide rocciosa e il Colle di Stau a destra

Ancora qualche piccolo tornante da affrontare su terreno erboso ed eccomi arrivato al valico di Stau (2500 m – km 7,8 dalla partenza). Sono le 9:15; ovviamente a quest’ora non c’è ancora nessuno nei paraggi.

Ultimo tratto prima del colle

Colle di Stau. Sguardo verso nord-ovest

Colle di Stau. Sguardo a sud

A sud est noto le Cime di Schiantalà e il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m). Molto bella dalla parte opposta anche la vallata verso Ferrere con la visuale che si estende fino alla Bassa del Colombart e all’Enciastraia (2955 m); sul fondo a destra spicca l’Oronaye (3100 m).

Dal Colle di Stau il vallone di discesa che mi porterà al Becco Rosso

La Rocca Verde (2694 m) vista dalle alture a ridosso del colle

Ne approfitto per fare una piccola salita panoramica sulle alture del colle per osservare da vicino il Monte Peiron (2796 m) poi riprendo la discesa nel vallone opposto passando tra due vasche (ex militari) per la raccolta d’acqua.

La discesa si svolge tranquilla nel vallone ancora in ombra. Più in basso approdo ad alcune balze erbose verdeggianti dove scorgo un numeroso branco di camosci tra i larici.

In discesa su una balza erbosa verso il rio Forneris

Scendendo oltre, il sentiero entra nella ripida comba del Pilone, quindi svolta verso destra con un traverso e si porta sulle acque spumeggianti del rio Forneris (1889 m). Lasciato a sinistra quello che, salendo sulla sponda opposta, conduce a Ferrere (palina segnaletica) proseguo, inizialmente in leggera discesa, verso il Becco Rosso.

Il nuovo percorso, molto ben marcato, si snoda sulla parte destra orografica del rio; dopo aver affiancato una forra, si sviluppa sul fianco di una riva in forte pendenza, quindi si sposta verso est offrendo alcune belle immagini sulla borgata di Ferrere e la Bassa di Colombart.

In salita si addentra nel bosco tra alte conifere arrivando più tardi alla radura del Gias Enbrùois (2050 m), ancora con ampi panorami verso Ferrere.

Il sentiero ben marcato che sale tra le conifere in  direzione del Becco Rosso

Veduta su Ferrere. In fondo, al centro, il Monte Enciastraia (2955 m)

Un primo traverso a sinistra fa rientrare il sentiero nel bosco di larici per proseguire infine a tornanti sulla sella panoramica del Becco Rosso (2235 m – km 12,6 dalla partenza).

Arrivo alla sella panoramica del Becco Rosso

Posato lo zaino mi concedo un giretto panoramico sui picchi (2261 m) approfittando della giornata meravigliosa. Sono passate da poco le 11:00 e continuo a non vedere nessuno in giro. Riprendo quindi la discesa verso la borgata di Murenz seguendo la mulattiera che si dirige ad est.

La bella mulattiera che dal Becco Rosso scende verso Murenz

Qualche tornante più in basso trovo finalmente il primo escursionista della giornata che sta salendo al Becco Rosso. Altri tre li incontro a metà strada nei pressi di due bunker.

Bunker sul sentiero di discesa

Panoramica verso il Monte Oserot

Più in basso il sentiero si allarga divenendo strada, andando in ultimo a sfociare su una grande prateria poco sopra la Borgata di Murenz. La percorro al suo interno poi, raggiunte le prime case, mi fermo presso una baita con fontana per lo spuntino del pranzo. Da qui mi sposto sul tratto asfaltato per concludere, qualche minuto dopo, lo splendido anello.

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
Vedi su Amazon →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.