9 settembre 2013. Partiamo da casa senza avere ancora in mente una meta precisa. O meglio, Fulvio ne ha un paio, ed anch’io ho le mie, tutte in Valle Stura. Indirizziamo la macchina verso Demonte e cammin facendo ci chiariamo le idee su dove puntare. La sua proposta, che è la salita al Colle della Guercia e al Passo del Bue, è più interessante e prevale sulle mie, oltretutto offre la possibilità di compiere un magnifico anello. Raggiungiamo la località di San Bernolfo verso le 8:15.

Lasciata l’auto nel parcheggio antistante la borgata (1663 m) e oltrepassato il ponte sul torrente Corborant, ci dirigiamo verso il Colletto del Laus. Dopo pochi passi in discesa, non teniamo conto della diramazione che scende verso Callieri e continuiamo, seguendo più avanti alcune scorciatoie, sulla bella sterrata che si inoltra nella pineta.

Una mezz’oretta di cammino ci porta al Rifugio De Alexandris (1910 m) dove facciamo il pieno d’acqua fresca alla fontana. Proseguiamo poi verso il Colletto del Laus lasciando poco prima, sulla destra, il sentiero che sale alla Rocca di San Bernolfo. Dal Colletto (1950 m) una piccola scorciatoia ci porta in discesa lungo le sponde del bel laghetto del Laus (1913 m) che troviamo ancora in ombra per proseguire sulla sterrata nell’ampio e lungo vallone di Collalunga.

Poco oltre il lago, nei pressi di un grande masso, seguiamo l’indicazione Vallone della Guercia – Sentiero P21. Superando un ponticello in legno sul torrentello passiamo sulla destra orografica del vallone. Di lì a poco il sentiero inizia la salita in direzione sud con una serie di piccoli tornanti, dapprima tra arbusti, larici e rododendri poi, più in alto, su terreno pietroso. Alle nostre spalle, in basso, rimangono sempre ben visibili il lago di San Bernolfo e, più distante, i Monti Laroussa (2905 m) e Saletta (2700 m) divisi dal Passo Laroussa (2471 m).

In basso il lago di San Bernolfo; al fondo, i Monti Laroussa e Saletta

Dopo aver superato un tratto in pietraia entriamo con decisione nel vallone della Guercia.

Nel Vallone della Guercia

Il sentiero ci trasferisce sulla destra orografica tagliando i fianchi occidentali, in alcuni tratti un po’ franati, della Serriera di Pignal per poi distendersi centralmente. Al fondo del vallone si può ora scorgere la casermetta ex militare, locata pochi metri sotto il Colle della Guercia.

Al fondo del vallone, la casermetta e il Colle della Guercia

Proseguiamo ancora per un buon tratto nel vallone pietroso per poterla raggiungere e, solamente quando ci troviamo nei suoi pressi, veniamo colpiti dai primi raggi di sole.

La casermetta, semidiroccata, è situata in un posto magnifico e dominante.

Arrivo alla casermetta

Qualche minuto dopo, risalite le ultime asperità, posiamo i piedi sul Colle della Guercia (2457 m) che comunica con l’opposto transalpino Vallon de Chastillon. Da qui abbiamo l’opportunità di esaminare un tratto del sentiero che ci porterà al Passo del Bue.

Colle della Guercia

Ridiscesi alla casermetta svoltiamo sulla mulattiera che inizia la salita verso est. Alcuni punti esposti, poco prima del passo, fanno sì che questo percorso sia riservato ad escursionisti esperti. Il primo tratto è su pietraia poi, poco oltre, saliamo a stretti zig-zag una ripida paretina esposta che porta, alfine, nell’intaglio roccioso del Passo del Bue (2603 m – 6,1 km dalla partenza).

In salita verso il Passo del Bue

Un tratto esposto

L’intaglio del Passo del Bue

Si estende ora a nord-est l’ampio e splendido vallone denominato Gorgia dei laghi, mentre alla nostra destra spicca l’ammasso roccioso della Testa Rognosa della Guercia (2693 m). Tralasciata a destra la mulattiera che mantenendosi alta taglia a metà le Rocche di Saboulè, conducendo all’omonimo colle, ci dirigiamo in libera discesa verso la parte bassa del vallone.

Dall’alto del passo, veduta sul percorso appena concluso

La Testa Rognosa della Guercia dal Passo del Bue

Il vallone della Gorgia dei Laghi

Concluso un primo tratto su pietraia, approdiamo nei pressi di un lago (2450 m), che in questo momento è povero d’acqua, situato sotto la Serriera di Pignal.

In discesa sul primo tratto di pietraia

Riprendiamo la discesa su terreno erboso misto a rocce in direzione del secondo lago, denominato Lago di Gorgia (2306 m) che intravediamo al fondo della valle.

Verso la parte bassa del vallone

È situato ai piedi di uno sbarramento roccioso. Il posto è talmente incantevole che decidiamo di fermarci per la sosta del pranzo.

Arrivo sulle sponde del Lago di Gorgia (2306 m)

Al termine riprendiamo la discesa sul sentiero che compare sulla parte sinistra del lago. Alcuni tornantini ci portano verso il basso sotto lo sbarramento. Dopo un breve tratto di discesa, abbandoniamo il sentiero che scende nel Vallone di Roccias Lion e la Capanna di Tesina (1947 m) riprendendo la salita su tracce poco visibili con un diagonale ascendente a sinistra che conduce al Passo della Sometta (2209 m).

Poco prima ci imbattiamo in un gregge di duemila pecore, sorvegliato attentamente da cinque grossi cani. Ci soffermiamo un momento a conversare col pastore francese.

Parte del gregge di pecore sul Passo della Sometta

Oltre il Passo della Sometta il sentiero inizia la discesa nel Vallone della Sauma.

Nei pressi della confluenza con il rio, troviamo su un masso l’indicazione per il lago della Sauma (2132 m); questo lago che avevo visitato sei anni fa, incastonato tra le rocce sulla sinistra orografica del vallone, era difficile da individuare; ora invece scopriamo un sentiero ben tracciato e ottimamente segnalato da tacche bianco-rosse. Si tratta di risalire per un breve tratto il vallone verso sud, guadare il torrentello e iniziare la salita tra rododendri e larici che conduce alti sul lago.

Verso il lago della Sauma

Lo spostamento non richiede tanto tempo e completa degnamente questo anello con la bella veduta del lago (9,7 km dalla partenza).

Lago della Sauma

Fatto tutto il periplo ritorniamo sui nostri passi fino al bivio di discesa. Affiancato per un breve tratto il torrente, passiamo sulla sinistra orografica proseguendo sul sentiero marcato che scende in direzione di Callieri.

Molto più in basso, ad un bivio, lasciata a destra la strada di Callieri, proseguiamo concludendo l’anello con una leggera salita verso il parcheggio di San Bernolfo.

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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