È trascorso un mese da quando abbiamo compiuto questa escursione. La proponiamo solo ora perché è una di quelle mete facili, vicine ed appaganti che può andare bene in qualunque stagione dell’anno.

4 settembre 2013. Abbiamo a disposizione poco più di mezza giornata e per non sprecarla pensiamo ad un’escursione vicino a casa.

L’Alpe di Rittana, che avevo salito tempo fa con le ciastre, ci sembra una meta adatta al caso nostro. Oggi ci ritorneremo per vederla ancora rivestita col manto estivo.

Lasciata la macchina al parcheggio, iniziamo la camminata sulla sterrata che prende a salire a sinistra (ovest) dietro le prime case ristrutturate. Camminiamo avendo costantemente di fronte a noi le gobbe del Monte Tagliarè (1654 m) e della Rocciaia (1621 m).

Le gobbe del Tagliarè (a sinistra) e della Rocciaia

Lungo il percorso affianchiamo altre bellissime baite ma anche vecchi casolari semi diroccati. Dopo un buon tratto, la strada entra nel bosco e, in una curva a gomito, supera su un ponticello un rio.

Il tratto di strada seguente porta alla mitica borgata partigiana di Paralup, descritta ampiamente sui libri di Nuto Revelli.

Tra le case e il museo della borgata di Paralup

Ad inizio borgata la stradina sterrata continua il suo corso verso destra entrando nel vivo del bosco con alcune giravolte e puntando verso l’alto.

Verso il termine del bosco

Superati gli ultimi tratti tra le betulle, usciamo allo scoperto avvicinandoci all’abitazione del margaro.

Abitazione del margaro

Lasciato a destra un sentiero che utilizzeremo al ritorno, seguiamo un percorso ripido e diretto che punta verso la cresta con un sentiero che, dopo le ultime piogge, si è lasciato andare. Corti tornantini ci trasferiscono sulla dorsale, nei pressi di un piloncino (con libro di vetta) ed una grande croce lignea (croce di Rocca Stella – 1636 m), oltre la quale ci affacciamo sulla Valle Grana.

In salita verso l’Alpe

Ultimi metri prima del crinale

Appena più in là ci fa compagnia una mandria di mucche al pascolo.

Arrivo alla croce di Rocca Stella

Dalla croce svoltiamo a sinistra riprendendo la salita lungo il crestone che conduce alla cima, non molto distante, superando due piccole balze.

Salendo verso l’Alpe

La raggiungiamo senza alcuna difficoltà (1796 m – 4,5 km dalla partenza).

Panorama a sud-ovest verso l’Argentera

Sulla cima dell’Alpe. Sguardo verso il Beccas di mezzogiorno

Panoramica su parte delle Marittime

Al centro, veduta dall’Alpe sul ripiano di Rocca Stella

Veduta sul Tagliarè

La posizione defilata di questa modesta cima fa sì che possa offrire una vista grandiosa sulla pianura cuneese e sull’arco delle Alpi Liguri, Marittime e Cozie, spaziando dalla Bisalta al Becco Alto dell’Ischiator.

Oltre la cima, la salita prosegue verso il Beccas di Mezzogiorno. Un po’ di foschia sulla pianura non ci lascia vedere troppo in là. Ripresa più tardi la discesa, la interrompiamo per un veloce spuntino nei pressi della croce di Rocca Stella.

Nel cippo di pietre è inserita una madonnina ed anche il libro di vetta. Riprendiamo più tardi la discesa proseguendo un tratto sulla dorsale.

Ancora vedute dell’Alpe durante la discesa a valle

Poco prima di divallare verso il bosco seguiamo il sentiero , utilizzato spesso dai ciclisti MTB, che svolta a destra che ci riporta nei pressi dell’abitazione del margaro.

Appena prima, dalle vasche abbeveratoio, svoltiamo sul sentiero di sinistra seguendo un dolce e rilassante percorso che si infila inizialmente nel bosco toccando, più avanti, lo spartiacque Stura/Grana. Il sentiero poi si insinua tra verdissimi boschetti colonizzati da betulle; tornato più avanti sul versante Stura, va infine a confluire sulla strada sterrata nei pressi di alcune abitazioni stupendamente ristrutturate.

Da qui ridiscendiamo terminando l’escursione al Chiot Rosa.

Sul bel sentiero di discesa nel bosco

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