Il Monte Peiron visto dai pressi del Colle di Panieris

Martedì 1 ottobre 2013. Ci svegliamo mentre, fuori casa, sta scendendo una pioggerella fine fine che non lascia presagire nulla di buono. Mi accordo con Valerio sul da farsi. Vorremmo tornare a letto ma ci fidiamo delle previsioni che ieri sera indicavano tempo nuvoloso su Cuneo e migliore in alta Valle Stura.

Ci mettiamo in moto senza troppe speranze. Giunti a Demonte notiamo qualche strappo nel cielo. Saremmo ancora in tempo per desistere, ma rimaniamo fiduciosi. E facciamo bene! Raggiunto il vallone di Pontebernardo ci accoglie un cielo terso, insperato.

Lasciata l’auto nel parcheggio antisante le case della colonia, iniziamo la marcia di avvicinamento poco dopo le 9:00. Il sentiero che dovremo ora prendere lo conosciamo bene, ed è quello che sale verso il Colle di Stau.

Proseguendo sulla sterrata verso la parte centrale del vallone, risaliamo alcuni tornanti fino al bivio in direzione del rifugio della Lausa (palina). Svoltiamo quindi verso destra. Alcuni stretti tornanti ci accompagnano in quota regalandoci, data l’incombente stagione autunnale, ampie visuali multicolore verso i Prati del Vallone.

In salita dai Prati del Vallone

Ignorato il bivio di salita al Colle Panieris (segno rosso su pietra) continuiamo il nostro cammino verso un Gias (quota 2069 m) con abbeveratoio.

Aggirato un costone roccioso, i prati cedono il posto alle rocce cambiando e migliorando il paesaggio che diventa finalmente di alta montagna. La sterrata ora si riduce a sentiero e va a superare con una lunga serpentina una rampa erbosa.

Poco prima di affrontare la rampa erbosa

Approdiamo su una balza tra erba e rocce mentre, a sinistra, si apre una finestra sul Colle di Panieris. Il percorso prosegue in leggera salita su chine di erba e pietre e conduce in alto verso destra, in direzione di una evidente piramide di roccia, alla cui base è adagiata una ex casermetta militare.

Sotto la piramide rocciosa è adagiata una ex casermetta

Poco prima si può notare a sinistra un piloncino votivo eretto dagli Alpini nel 1940 (seconda deviazione per il Colle Panieris); continuiamo a destra verso l’evidente insenatura del colle. Dopo aver raggiunto una seconda baita molto ben ristrutturata con abbeveratoio e fontana, proseguiamo verso il centro del Vallone di Stau notando le ormai vicine numerose postazioni ex militari che stanno a ridosso del colle.

Giunti nei pressi di una casermetta scoperchiata, abbandoniamo il sentiero che prosegue verso il Colle di Stau e svoltiamo in piano a sinistra verso la lunga ex caserma che avevamo visto dal basso, sotto la piramidale parete rocciosa. A giudicare dalle tante stanze di cui era composta, la caserma doveva ospitare un gran numero di soldati.

Dalla casermetta

Raggiunta la parte sinistra della piazzola antistante, al termine del muretto che delimita la zona militare, seguiamo la traccia (ometto sul muretto) sulla pietraia che ci trasferisce in una valletta superiore nascosta alla vista.

In salita nella valletta superiore. Al fondo si nota il canalino

La traccia, che si mantiene elevata rispetto alla conca, taglia la sinistra orografica e si porta alla base di un erto canalino franoso che dobbiamo risalire zigzagando (ometti) fino al suo termine.

Un tratto di salita nel canalino

Raggiungiamo così un ottimo primo punto panoramico sul vallone di Forneris. Qui ha termine la parte più ostica dell’escursione. Svoltando sulla mulattiera che da qui prosegue in salita verso sinistra ci portiamo, con alcuni zig-zag, su un declivio notando a terra qua e là diversi pali in castagno della linea telegrafica, lì da 80 anni, a testimoniare l’intensa operosità dei nostri militari.

Sguardo sulla Rocca Verde (nord-est)

Proseguendo, la mulattiera si sposta verso sinistra e poi di nuovo a destra, e va a raggiungere un pianoro molto panoramico dal quale appare, solo ora e al fondo, la sagoma  frastagliata del Monte Peiron.

Verso la cima

Dal pianoro superiore, la cima del Peiron

Ultimi metri

Sulla destra della cresta è già possibile notare la presenza di un bunker semidistrutto, ma ciò che più ci fa rimanere impressionati è il vedere, alla sua base, una lunga scala in cemento ancora perfettamente in uso a distanza di tanti anni.

La scala in cemento che porta al bunker

Vien da chiedersi come abbiano potuto portare quassù, a quell’epoca, il materiale da costruzione. Tornati alla base della scala, tagliamo con un diagonale verso sinistra l’ultimo tratto di salita che ci separa dalla cima. Un cippo di pietre è posto sulla sua sommità.

Sulla cima del Peiron

Nei pressi della cima troviamo anche il basamento d’arrivo di una teleferica che è sicuramente servito per la costruzione delle opere militari.

Dalla cima, verso il basso, notiamo il percorso della stradina che conduce alla casermetta collocata sotto le Garbe di Stau ed ai bunker dell’Opera 27 del Colle di Panieris.

Al fondo, le cime di Vens ed il Claï Superiore. In basso, la casermetta sotto le Garbe di Stau

Incredibile, ma da quassù riusciamo a vedere in lontananza la nostra Bisalta. Nell’immediato circondario, oltre al Becco Alto del Piz (2912 m), si intravede la Testa dell’Ubac (2991 m), le Cime di Vens (2952 m), la cima Borgonio (2930 m), il Claï Superiore (2982 m), la Testa del Ferro (2769 m) ecc.

Veduta verso il Colle del Ferro

Verso nord-ovest, a destra del Colle del Ferro notiamo il lago del Gorgion Lungo.

In lontananza, veduta sul lago del Gorgion Lungo

Rimaniamo una buona mezz’ora ad individuare ogni cima ed ogni anfratto del circondario, fin tanto che a Valerio non compaiono i primi morsi della fame. Decidiamo allora di levarci almeno il tratto più impegnativo della discesa, vale a dire il canalino franoso che occorre scendere con un po’ di cautela.

Discesa verso la casermetta

Raggiungiamo infine la lunga casermetta sotto la parete rocciosa e lì ci fermiamo sul muretto panoramico per pranzare.

Veduta da un finestrone della ex casermetta

Più tardi riprendiamo la discesa incontrando, molto più in basso, quattro ragazzi in salita con la MTB, uniche persone viste lungo tutto il percorso.

Riprendiamo la discesa verso i Prati del vallone

Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Monte Peiron
Monte Peiron (231 kB)

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.