È un anello che fin’ora ho percorso a tratti, mai nell’insieme. Fulvio già da tempo me lo proponeva, e con ragione. L’itinerario, se effettuato nel periodo autunnale, diventa un trekking di grande bellezza paesaggistica e naturalistica per l’ambiente  estremamente vario, per la colorazione che stanno assumendo le foglie degli alberi, gli aghi dei larici e anche le rocce di gneiss che, con il sole più basso all’orizzonte, tendono a colorazioni particolari.

Giovedì 17 ottobre 2013. Percorsa la Valle Stura fino a Vinadio deviamo, qualche centinaio di metri più a monte, in direzione del Colle della Lombarda. Al termine della serie dei tornanti iniziali della strada che conduce al Santuario di Sant’Anna, nei pressi della ex dogana, svoltiamo a sinistra sullo stretto bivio che segna l’inizio del vallone di Riofreddo e ne percorriamo gli otto chilometri che ci separano dal punto di partenza.

Oggi sono in compagnia di Gelu, Fulvio e Luciano. Posiamo la macchina al termine della strada asfaltata nel grande parcheggio posto di fronte alla casa del margaro (1500 m circa). Una freschissima fontana sul piazzale ci permette di riempire le borracce alla partenza. Percorriamo il primo tratto, ancora avvolto nell’ombra, sulla carrozzabile sterrata che sale ancora per qualche chilometro verso il rifugio del Malinvern (1840 m).

Non tenendo conto delle due diramazioni verso destra che portano rispettivamente ai laghi Nero, Martel e ai laghi di Aver, poco oltre il Gias La Grotta (1701 m) lasciamo a sinistra il sentiero P13 che, scavalcato il torrente, sale al lago del Malinvern (2122 m) ed a quelli della Paur (2357 m).

Un breve ripido tratto, nuovamente su asfalto, ci conduce nei pressi del rifugio. Qui, abbandonata definitivamente la strada, seguiamo il sentiero P14 (palina) che si infila verso destra tra i larici in pietraia e con una serie di serpentine prosegue la salita addossandosi ad una parete rocciosa.

In salita poco dopo il rifugio Malinvern

Pervenuti più avanti in una conca, sede delle Grange Segnassa (1930 m), superiamo un tratto umido risalendo il declivio verso destra che conduce in alto nei pressi di due grandi larici centenari.

Sul declivio…

… verso il laghetto inferiore di Orgials

Oltre, il percorso volge a sinistra riportandosi nuovamente in vista dell’onnipresente Testa del Malinvern (2939 m), quindi continua l’andamento tra altri grossi larici offrendo, ad est, viste spettacolari su Rocca della Paur e sulle cime di Valrossa.

Tra larici centenari (al fondo il Malinvern)

Dopo un lungo percorso la mulattiera perde quota svoltando a destra nel Vallone di Orgials; adagiato in un’ampia conca raggiungiamo un primo graziosissimo laghetto (2150 m). Contornandolo sulla destra riprendiamo la salita sulla china erbosa che si innalza alle sue spalle.

Arrivo nel vallone di Orgials, dal primo laghetto

In salita verso gli altri laghi

Più sopra, affianchiamo alcune cascatelle che ricevono acqua dai laghetti superiori di Orgials. Uno sbarramento roccioso ci trasferisce sul lato sinistro orografico della valletta superiore dominata, a destra, dall’alta parete rocciosa del Monte della Valletta (2750 m).

Nella conca pietrosa compaiono a lato i due laghetti superiori di Orgials (2291 m), detti anche laghi della Valletta. Dopo una piccola pausa riprendiamo il cammino sulla mulattiera che sale verso le pendici della Cima d’Orgials (2647 m) lasciando, a sinistra, quella che si dirige verso Cima della Lombarda (2801 m).

I laghi di Orgials

Verso il Passo di Orgials. Al fondo, la cima omonima

Sulla bella mulattiera con lo sfondo di Rocca della Paur

Seguendo il percorso che si snoda a serpentina fra rossastre rocce di gneiss raggiungiamo il Passo d’Orgials (2600 m). Questo è un punto spettacolare molto panoramico verso est dove, sull’altro lato del vallone ammiriamo, spruzzate di neve fresca, la Rocca della Paur (2972 m) e la Rocca di Pan Perdù (2870 m); più lontana si intravede anche l’Argentera. Verso destra notiamo la vicina Cima della Lombarda (2801 m).

Arrivo al Passo di Orgials

Dal passo, sguardo verso l’Argentera. A destra, in ombra, Cima della Lombarda (2801 m)

Per godere maggiormente di questa vista spettacolare saliamo ancora ulteriori cinquanta metri sulla pietrosa Cima d’Orgials (2647 m).

Sulla cima di Orgials. Al fondo, il Monte della Valletta

Tornati nuovamente al passo, scolliniamo nel vallone di Sant’Anna lungo la mulattiera che scende in pietraia e, a lunghi tornanti, si dirige sulla strada che dal Santuario di Sant’Anna sale al Colle della Lombarda.

Inizio della discesa dal Passo

Poco prima di raggiungere il tratto asfaltato, svoltiamo a destra (palina) deviando nel vallone che risale tra splendidi praticelli di erba ingiallita al Colle dei Morti.

Superati alcuni laghetti occasionali, formatisi con le ultime piogge, percorriamo la stradina erbosa delimitata lateralmente da una fila di pietre fino a raggiungere, dopo un ultimo tratto più ripido, il Colle dei Morti (2477 m), che separa il Monte di Aver (2745 m) dal Monte della Valletta (2750 m).

In salita al Colle dei Morti

Nel versante opposto affronteremo ora una ripida discesa spostandoci gradualmente sul lato sinistro orografico del Vallone dei Morti.

Nel tratto di discesa dal Colle dei Morti verso il lago di Aver

In discesa verso il lago di Aver Sottano

Più in basso, ritorniamo al centro dell’avvallamento per deviare definitivamente ancora a sinistra sotto i contrafforti del Monte Aver e lì, un po’ nascosto e già in ombra, troviamo il lago di Aver Sottano. Il posto è idilliaco anche se il sole non c’è più.

Lago di Aver Sottano già in ombra

Lo contorniamo sulla sponda est, ci portiamo sull’emissario, poi riprendiamo la discesa verso il boscoso vallone di Aver con splendide vedute tra i larici.

Rocca della Paur imbiancata tra i larici

Incontriamo sul sentiero due escursionisti che stanno scendendo verso il basso con cui scambiamo due parole e in poco tempo raggiungiamo il fondo della pineta e la sterrata che ci riporta al parcheggio.

Colori autunnali…

 

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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