Salendo la Valle Stura, dopo aver superato Vinadio si raggiunge la borgata di Pianche. Svoltando a sinistra si risale il vallone dei Bagni di Vinadio fino all’omonimo paese. Il nastro d’asfalto prosegue superando le minuscole borgate di Strepeis e Callieri pervenendo a San Bernolfo, base di partenza.

Sabato 26 ottobre 2013. Lasciamo l’auto presso il parcheggio a valle della borgata di San Bernolfo. Tagliamo il primo tratto sui prati e raggiungiamo, poco sopra, la sterrata che sale lungo il vallone omonimo.

Più avanti transitiamo nei pressi della Capanna di Corborant (1885 m) dove, fino a poco tempo fa, sorgeva una struttura metallica e, risalendo il tratto successivo tra mirtilli e rododendri, ci portiamo sul sentiero di partenza (2014 m) alla base di un’ampia china pietrosa iniziando la salita verso ovest con lunghe serpentine.

In salita dal Vallone del Corborant

Sfruttando qualche ripida scorciatoia ci portiamo subito in quota sotto le pendici del Beccas del Corborant (2807 m). Arrivati ad un bivio (2235 m – palina) lasciamo a destra il sentiero che prosegue per i laghi Lausfer (2501 m) e la cima del Corborant (3010 m) e seguiamo a sinistra quello che si dirige nel Vallone di Barbacana.

Oltre il bivio per Barbacana, sotto il Beccas del Corborant

Lunghi traversi, ancora sotto le pareti del Beccas del Corborant, ci trasferiscono a sinistra verso un esteso tavolato dov’è collocato, più in basso, un minuscolo laghetto. Dopo aver superato alcuni rigagnoli d’acqua il sentiero prosegue su pietraia in direzione sud-ovest.

Sul tavolato tra i rigagnoli d’acqua

Poco più avanti, ad un bivio successivo, lasciata a sinistra la mulattiera che svolta verso il vallone dei Dossi e la Cima di Collalunga (indicazioni su un grande masso), ci infiliamo tra enormi massi erratici in uno stretto passaggio molto suggestivo. Poco oltre raggiungiamo la testata del vallone.

Testata del Vallone di Barbacana. Si vede la casermetta e l’omonimo Passo

Suggestivo passaggio tra massi erratici

Sopra di noi ed a metà della rampa di salita, attorniata da un bel gruppo di stambecchi, vediamo la casermetta in cemento armato (2550 m); per raggiungerla dobbiamo percorrere un ripido zig-zag sulla destra.

Giungiamo alla sua altezza evitando di fare movimenti bruschi per non spaventare gli ungulati.

Arrivo alla casermetta abitata da stambecchi

Il tratto seguente verso il passo è su terreno ripido ed un po’ scivoloso. Il Passo di Barbacana (2585 m – 5,4 km dalla partenza) divide la Val Stura dalla Val Tinée, e la Testa de Cimon (2692 m) a sud dalla Testa degli Spagnoli (2653 m) a nord.

Arrivo al Passo di Barbacana

Dal colle scorgiamo in lontananza il paesino francese di Auron. Il nostro cammino ora prosegue verso sinistra su ripido terreno roccioso. Non vedendo alcuna traccia, iniziamo la salita tra pietre e sfasciumi individuando un passaggio che va a superare le asperità di un ripido canalino; più su una labile traccia con qualche ometto ci conferma che siamo nella giusta direzione.

La salita nel ripido canalino

Prima dell’uscita, ad un bivio, ci teniamo a sinistra sbucando direttamente in cresta nei pressi di un grande cippo di pietre. Ora appare ben visibile di fronte a noi la parte del percorso che ci condurrà sulla Cima di Collalunga.

Mantenendoci sul filo di cresta, superiamo alcuni dossi che battezziamo “gobbe di cammello” e ci portiamo verso la pietrosa e rotondeggiante Testa Cimon.

Verso Testa Cimon. Al fondo le “gobbe di cammello”

Una lieve depressione della cresta ci conduce poi sull’ultimo strappo che termina sulla spaziosa Cima di Collalunga (2759 m – km 6,3 dalla partenza).

Ultimo tratto verso Cima di Collalunga

La cima è sormontata da pannelli solari e antenne radio che vengono utilizzate per il soccorso alpino in montagna. Il panorama è molto ampio ed a 360°. Verso sud-est sono ben visibili i laghi di Colle Longue.

Riprendiamo il nostro cammino sul versante opposto. Dopo essere scesi su un ripiano erboso, la traccia ci porta pochi metri più in basso, in vista dell’ampio piazzale occupato per un quarto da una lunga ex caserma, situata in posizione panoramicissima.

Discesa alla Casermetta, poco sotto la Cima di Collalunga

Il posto e l’ora ci convincono a fare qui la pausa pranzo. Dalla posizione in cui siamo spiccano, a nord-est, la Rocca di San Bernolfo (2681 m) e, più verso sinistra, la Guglia omonima (2600 m). Più ad est e distante, rivediamo il Passo del Bue (2603 m). Per il ritorno a San Bernolfo abbiamo la scelta tra diverse opzioni: potremmo scendere ai laghi francesi di Colle Longue e tornare dal vallone omonimo, oppure optare di passare dal Vallone dei Dossi e tornare al parcheggio attraverso la Valle di Barbacana.

Scegliamo invece di scendere al lago di Seccia per poi risalire fino alla Guglia di San Bernolfo (2600 m) e fare la discesa ulteriore dal vallone di Chiot della Roccia. Per fare ciò, dalla garitta posta sul piazzale, seguiamo il ripido sentiero di discesa che dapprima ci porta sulle rive del Lago di Seccia (2493 m) nella conca in basso a sinistra. Il lago è in una posizione stupenda.

Arrivo al Lago di Seccia

Contornandolo a sinistra, riprendiamo il nostro cammino sulla mulattiera che prosegue tra le pietraie scendendo verso nord. Dal punto più basso raggiunto (quota 2420 m circa) riprendiamo una lunga salita a zig-zag sotto le pendici della ripida Rocca di San Bernolfo, con ampi scorci panoramici sul Corborant, sui laghi Lausfer e sulla Punta Gioffredo.

Dalle pendici della Rocca di S.Bernolfo, vista sul vallone di Barbacana

Dalle pendici della Rocca di S.Bernolfo, vista sul Corborant

Dopo numerosi tornanti raggiungiamo il colletto (2555 m) che ci separa dal vallone di discesa. Lasciamo a destra il sentiero che sale alla già vista Rocca di San Bernolfo e deviamo a sinistra per recarci ancora sulla vicina Guglia, (detta anche Magnificat) sulla quale è installata una bella croce (2600 m – km 9,8 dalla partenza).

Verso la Guglia di San Bernolfo

Tornati a quota 2555 riprendiamo la discesa nell’opposto vallone su ripido sentiero. Un traverso a sinistra ci porta per un lungo tratto sotto pinnacoli rocciosi molto pronunciati poi, con una serpentina, si sposta verso destra e raggiunge nella parte bassa del vallone una pietraia ed un bosco di larici.

Inizio della discesa nel Vallone del Chiot della Roccia

Nel tratto mediano

Ulteriori tornanti, in vista del lago di San Bernolfo, ci riportano sulla strada tra il lago e il Rifugio De Alexandris. Svoltando a sinistra ci incamminiamo nella folta pineta per l’ultimo tratto di discesa fino al parcheggio.

Tratto tra rocce e larici

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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