Cap Roux visto salendo dalla strada di Anthéor

Le uggiose giornate novembrine di casa nostra ci impongono di cercare itinerari nuovi in altri luoghi. Se il tempo è inclemente nelle nostre vallate, possiamo sempre spostarci nella vicina Valle Roya. Anche la Costa Azzurra, come la Riviera Ligure, può in questi casi rivelarsi un valido ripiego, offrendo una quantità inimmaginabile di percorsi alternativi e interessanti a pochi passi da casa, tutti molto fruibili specialmente nelle stagioni intermedie.

Fin da questa primavera, durante una breve vacanza ad Agay ed al Cap du Dramont, avevamo adocchiato la possibilità di intraprendere qualche bella escursione nella zona dell’Estérel. Colpiti allora favorevolmente dalla conformazione, ma soprattutto dalla colorazione rossastra delle rocce di porfido (riolite), torniamo oggi volentieri ad esplorare questi magnifici luoghi.

Giovedì 14 novembre 2013. Siamo tornati qui con l’intenzione di continuare le nostre esplorazioni su una parte di questa zona. Per iniziare l’escursione che ci siamo proposti esistono diverse possibilità di accesso. Si può partire dal parcheggio della Pointe de l’Observatoire, situato sulla strada costiera che da Agay conduce a Théoule, oppure dall’interno: dal Plateau d’Anthéor o ancora dal Col de l’Evéque.

Noi la vogliamo iniziare dal parcheggio della Ste-Baume che si raggiunge, dalla rotonda di Agay, svoltando verso l’interno. Sottopassato il ponte ferroviario, circa 1,6 km dopo deviamo a destra (indicazione Massif de l’Estérel) per seguire un’ampia strada asfaltata che dopo 5/6 km raggiunge il parcheggio de la Ste-Baume (183 m).

Qui è posto un grande cartellone che invita (con diversi colori) ad una scelta tra vari tipi di percorsi ad anello. Ci interessa il percorso medio, segnato con tacche blu.

Alla partenza dal parcheggio de la Ste-Baume

Percorsi i primi passi su una scalinata in cemento, arriviamo nei pressi di una sorgente di acqua potabile.

“curiosità”:  nei pressi della sorgente, se si segue il percorso che va verso sinistra, poco dopo parte un sentiero a destra – da cercare perché non indicato – che in una decina di minuti di salita piuttosto ripida porta alla Grotta di Saint Honorat, nella quale il Santo ha effettivamente vissuto per vari anni  prima di costruire il monastero sull’isola omonima di fronte a Cannes.

Verso destra, inizia una lieve salita ad ovest, tendente a risalire l’ampio versante ombreggiato. Fin dai primi passi veniamo colpiti dalla varietà di specie botaniche che caratterizzano tutta questa area.

Dopo aver incontrato sul sentiero qualche raro castagno, ci troveremo immersi tra piante di corbezzolo (che qui chiamano “arbousier”) coi frutti che maturano in questa stagione, rosmarini, querce da sughero (chêne-liège), pini marittimi, erica arborea e i bellissimi cespugli di scòtano (cotinus coggygria) particolarmente visibili per la colorazione giallo-rossa che le foglie assumono in autunno.

Nel tratto di sentiero iniziale di salita

Pianta, fiori e frutti maturi di “corbezzolo”

Cespuglio di Scòtano

Raggiunto un bivio, lasciamo a destra il sentiero che conduce al Plateau d’Anthéor e verso sinistra proseguiamo il percorso a zig-zag tagliando alcune pietraie poi, passando sotto enormi roccioni strapiombanti, andiamo a raggiungere, più sopra, il Col du Cap Roux (404 m).

In salita al Col du Cap Roux

Arrivo al colle

Dal colle si ha già una buona visuale verso sud-ovest. Svoltando a sinistra, il sentiero raggiunge in breve la base del picco. Al bivio deviamo, ancora a sinistra, per l’ultimo tratto di un centinaio di metri che va a toccare la vetta del Cap Roux (453 m – km 2,07 dalla partenza).

Sulla cima, molto panoramica, è posta una tavola orientativa con l’indicazione di montagne e città a 360°. Spettacolare è la vista che si ha verso Cannes e le isole Lérins a nord-est e sulle baie di Anthéor e Agay a sud.

Dal Pic du Cap Roux veduta sulla baietta di Anthéor e, in secondo piano, del Cap du Dramont

Dalla cima, veduta sulle isole Lérins

Verso nord spicca il Pic de l’Ours (496 m). Tornati al bivio, iniziamo la discesa scollinando sul versante orientale.

Scollinando sul versante orientale

Tra le pietraie di porfido

Il percorso, ben segnalato, prosegue tenendosi a distanza dalle pareti rocciose tra ampie pietraie immergendosi rapidamente nella vegetazione mediterranea con prevalenza di cespugli di rosmarini e corbezzoli.

Più in basso tra eriche e rosmarini

La discesa, ad ampi zig-zag, termina in basso nei pressi di un trivio segnalato da un cumulo di pietre. (Se si vuol abbreviare il percorso, da qui si può svoltare sul sentiero barrato a sinistra che ritorna in pochi minuti al parcheggio della S.te Baume).

Riprendiamo la salita svoltando a destra (est) incontrando, più avanti, una comitiva di escursionisti formata da una dozzina di persone che marcia in senso inverso. Il tratto successivo ci porta a toccare due angoli acuti del percorso: il primo orientato a nord ed il secondo ad est.

Nel segmento successivo il sentiero tende ad aggirare alcuni torrioni rocciosi, poi si sposta verso sud ed è proprio qui che, dovendo svoltare ad un bivio a destra, perdiamo di vista le tacche blu.

Sotto i picchi del Cap Roux

Convinti di trovarle più avanti proseguiamo la nostra marcia. Tagliando in discesa un versante a mezza costa raggiungiamo un bivio. Vediamo chiaramente che il sentiero di sinistra scende in basso verso la strada costiera; quello di destra (segnato con un grande bollino verde) prosegue nella macchia nella direzione che ci pare più logica.

Lo seguiamo confidando nel nostro senso d’orientamento anche se la traccia intrapresa non si rivelerà troppo visibile.

Tratto sulla traccia secondaria

La deviazione ci conduce, al termine, su una strada forestale asfaltata (km 5,6 dalla partenza). La seguiamo in salita fino ad un colletto che sta alla base del torrione denominato Rocher de St-Barthélemy. Qui è bellissimo il panorama verso la minuscola baia di Anthéor.

Veduta sulla minuscola baietta di Anthéor

Camminando tra le splendide rocce rosse

Abbandonato definitivamente l’asfalto, seguiamo in salita verso destra, tra le pietre, un sentiero (tacche gialle) che compie un semicerchio portandoci su una spalla; poi una lieve discesa seguita da un successivo tratto di salita ci fa approdare al Col du St-Pilon (281 m).

In salita verso il Col du St-Pilon

Tratto successivo

Non ci rimane che proseguire in discesa senza intraprendere altre deviazioni per raggiungere nuovamente il nostro parcheggio.

Cartografia indispensabile

Carta 3544ET, 1:25.000Carta 3544ET, 1:25.000, Fréjus, Saint-Raphaël & Corniche de L’Esterel, Institut Geographique National
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