Al fondo, il Bric La Piata visto durante la salita a Testa di Garitta Nuova

La base di partenza di quest’escursione è la borgata Danna (1336 m), sinistra orografica della Valle Varaita, raggiungibile da Brossasco dopo aver percorso una strada asfaltata di una decina di chilometri. Nell’avvicinamento si lasciano per strada parecchie frazioncine.

Giovedì 5 dicembre 2013. Lasciamo l’auto in uno spiazzo adiacente la borgata ed iniziamo, tra le case, la salita con le ciastre passando sotto l’arco della Cappella dell’Assunta, chiesa del XVIII secolo, ed il vicino campanile. La strada prosegue senza strappi verso nord-ovest incuneandosi nel vallone tra boschetti di faggi e betulle.

Salita tra vecchi casolari

La salita, facile e tranquilla, segue la sinistra orografica della valle affiancando talvolta alcuni casolari innevati. Dopo aver superato un tratto nel bosco, usciamo allo scoperto affiancando, alla nostra destra, le ripide pendici del Bric La Piata. Verso sinistra, sull’altra sponda, possiamo scorgere la stradina che si dirige verso il Colle del Prete e Becetto.

Circa duecentocinquanta metri prima di raggiungere il Colle di Gilba (Gilba significa “terreno ondulato”) troviamo sulla destra una fontana che scaturisce da un tubo in acciaio.

Verso il Colle di Gilba

Il Colle di Gilba. In alto a sinistra gli impianti sciistici di Pian Munè

Man mano che ci avviciniamo al colle il paesaggio diventa più gradevole anche perché si evidenziano sul retro alcune belle cime innevate della Valle Po tra cui spiccano, da sinistra: il Frioland (2720 m), il Monte Briccas (2436 m) e la Cima Ostanetta (2375 m).

Da sinistra: il Frioland, il Briccas e la Cima Ostanetta

Ancor più a sinistra, in alto, si notano la Testa di Garitta Nuova (2385 m) e gli impianti sciistici del Pian Munè. Il Colle di Gilba (1524 m), che raggiungiamo dopo un po’, divide la Val Varaita dalla Valle Po e sul colle è eretto un piccolo rifugio, restaurato nel 2013, anticamente chiamato “Oratorio di Santa Caterina”, meta di passaggio di tanti pellegrinaggi diretti al Santuario di Becetto e Madonna d’Oriente. Oltre ai pellegrini di qui passavano mercanti e viandanti diretti alle fiere di Paesana, Barge e Sampeyre.

Dal colle, se si sale verso sinistra (ovest) si può raggiungere la Testa di Garitta Nuova. Oggi invece svoltiamo a destra (est) e risaliamo il ripido pendio fino ad un gruppo di larici. Durante la salita, volgendo lo sguardo all’indietro si apre una splendida visuale panoramica sul Monviso.

In salita sul pendio

In salita dal Colle di Gilba

Dai larici proseguiamo verso destra (sud) risalendo l’ultimo pendio fino al punto più alto del bric. Una breve discesa ci porta poi in un punto panoramico rivolto verso la pianura padana.

Verso il punto più alto del Bric

Alle nostre spalle, il Monviso

In alto a sinistra, la Testa di Garitta Nuova

La nostra meta non è ancora questa, perché più distante, ed a sud-ovest, c’è un altro picco che attira il nostro sguardo ed è il Bric Arpiol (1714 m). Scendiamo quindi una paretina di neve che finisce sul Colle dell’Arsep (1688 m) e poi prosegue su un lungo falso piano.

In discesa dalla paretina

Verso la punta di destra

In salita verso il Bric Arpiol

La meta, non molto distante, ci consente un punto di vista migliore verso tutto l’arco alpino e la pianura padana.

Alcuni lastroni di roccia senza neve ci fanno da sedile per il nostro spuntino. Veniamo in seguito raggiunti da tre simpatici escursionisti astigiani.

Il nostro “ristorante” sul Bric Arpiol

È probabile che da questo punto potremmo tornare alla borgata Danna percorrendo un anello. Non avendo con noi una cartina, dimenticata a casa, e non conoscendo bene il percorso riprendiamo la strada del ritorno seguendo a ritroso il tracciato.

Inizio del ritorno

Sulla via del ritorno

Verso la Borgata Danna

Arrivo alla borgata Danna

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Bric La Piata
Bric La Piata (104 kB)

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