Mercoledì 11 dicembre 2013. Torniamo nuovamente nel vallone di Gilba dopo la piacevole escursione della settimana scorsa al Bric La Piata. Dopo aver risalito con l’auto i 10 km del vallone, superiamo il torrente Gilba su un ponte svoltando a sinistra verso le borgate di Rocchetta e Barra.

Lasciando a destra la deviazione per Rocchetta, ci parcheggiamo poco prima delle case di Barra (1165 m).

Salendo nel borgo, tra le case troviamo verso destra l’indicazione per il Monte Ricordone che ci porta quasi subito nei pressi di una bella chiesa affrescata, dedicata alla Madonna della Neve, a S. Antonio da Padova e S. Giovanni Battista.

Tra le case della borgata Barra

Proseguendo oltre, dopo pochi metri svoltiamo a sinistra (ulteriore cartello segnaletico per Monte Ricordone) e percorriamo un sentiero che si eleva sulle case della borgata.

Salendo oltre la borgata

Nei pressi di una comba il sentiero s’interrompe; non ci rimane che risalire il pendio che si inerpica alla nostra destra e raggiungere, tra arbusti, un camminamento delimitato dalle pietre e da una fila di frassini e betulle. Lo percorriamo per un bel tratto fino ad un avvallamento innevato.

Sul pendio alla ricerca del sentiero

Tratto nel bosco

Proseguiamo superando un poggio che precede un dolce praticello, poi continuiamo superando alcuni avvallamenti che ci portano a raggiungere alcuni casolari di pietra.

Tra gli avvallamenti…

…verso i casolari in pietra

In alto a sinistra il Passo di Malaura

Qui ci mettiamo le ciastre perché la coltre di neve farinosa si sta ispessendo. Da questo punto potremmo deviare verso destra e raggiungere già il Passo di Malaura; preferiamo invece continuare per un buon tratto verso est. In vista di Roccia la Croce, tagliamo verso sud portandoci gradualmente sulla cresta che divide il vallone di Gilba dalla Valle Varaita. Svoltando ancora a destra, tra piante di basso fusto, zigzaghiamo sul glabro versante, divenuto ora più ripido, che ci porterà fino sulla cima del Monte Ricordone.
Dalla sua vetta arrotondata appare subito un ampio panorama che abbraccia tutta la val Varaita a cominciare dal Monte San Bernardo, il Roccerè, i monti Birrone Rastcias e, via via sempre più su, verso le punte più alte delle Alpi Cozie. Alla nostra destra sta l’onnipresente Monviso preceduto dalla Testa di Garitta Nuova e dalla Cima di Crosa. Molto bello anche il panorama sul fondovalle con le sue borgate sparse qua e là. Siamo però impressionati nel vedere verso nord-est, al di là del Bric la Piata e delle colline che ci separano dalla pianura padana, la grigia cappa di smog che fa da spessa coperta su tutto il Piemonte.

Il Bric della Piata, dalla cima Ricordone

La spessa coltre di smog sulla pianura padana

Cima di Crosa e Monviso

Panorama a sud-est

Dalla cima, scendendo un centinaio di metri verso sud, approdiamo alla grande croce di ferro, collocata più in basso rispetto alla vetta. Con il panorama sul fondovalle ci fermiamo nei suoi pressi per uno spuntino.

La grande croce in ferro…

…che spicca nel cielo

Al termine, risaliti nuovamente in cima, cominciamo la discesa sul crinale opposto conducendoci dapprima al Passo di Malaura (1647 m).

Dal Passo di Malaura

La traccia del sentiero che prosegue oltre taglia un ripido versante e, dopo un lungo tratto, scende in direzione della borgata Rocchetta (1359 m). Qui riprendiamo il tratto d’asfalto che ci riporta nel fondovalle. Svoltando a destra risaliamo l’ultimo tratto fino al parcheggio.

Dalla borgata Rocchetta

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