Percorso inusuale, poco frequentato con le racchette da neve, ma di grande bellezza. Ecco ciò che abbiamo pensato di fare oggi, 11 marzo 2014. L’itinerario si svolge in prevalenza solcando la vecchia strada, una delle prime aperte, a fine del 1700, al transito dei carri per valicare le Alpi. È la strada (ancora carrozzabile in estate) che dal tunnel di Tenda raggiunge con una cinquantina di tornanti il colle omonimo.

Dal primo tornante dopo il tunnel (1279 m) inizia il tratto di salita a tornanti sulla vecchia carrareccia che nel 1800 collegava Ventimiglia a Cuneo. Il primo tratto di salita, con le ciastre indossate fin dalla partenza, è tranquillo e si svolge sul lato destro orografico del Vallon de la Ca’.

Ci immergiamo fin da subito in una selva di pini silvestri e ginepri che colonizzano buona parte dell’alta Valle Roya e che ci accompagneranno per almeno la metà del percorso. Dopo una ventina di tornanti raggiungiamo una massiccia costruzione in pietra (1,94 km dalla partenza) denominata “la Ca’”, oggi in forte degrado, ultimo rifugio prima del valico che serviva da ricovero per i viaggiatori e dove veniva effettuato il cambio dei cavalli per l’ultimo faticoso tratto di salita al colle. Questo edificio è già menzionato nel 1310 in una bolla di Clemente V come ospizio con annessa chiesetta della S.S. Trinità.

Oltre la Ca’, due tornanti dopo abbandoniamo la strada principale per seguirne una un po’ meno marcata, che prosegue in salita zigzagando a destra nella pineta; più in alto si ricollegherà nuovamente a quella principale.

Zigzagando nella pineta

A questo punto la neve ricopre talmente il fondo stradale da non riuscire più a distinguerlo. Salendo comunque ad istinto verso l’alto raggiungiamo un vecchio casolare semidiroccato (3,19 km dalla partenza), mentre sulla destra, nel vallone adiacente, localizziamo alla stessa altezza la casa del pastore.

Dai pressi del casolare diroccato intravediamo il forte in alto a sinistra

Aggirato il casolare sulla destra proseguiamo in direzione dei lunghissimi traversi che ricompaiono serpeggiando stancamente verso l’intaglio del colle.

Oltre il casolare, verso i lunghi traversi

Mentre la pendenza del terreno aumenta sempre più troviamo in questo tratto neve compatta. Con percorso a stretti zig-zag risaliamo gli ultimi pendii scoscesi che portano in direzione del colle, e su cui bisogna porre molta attenzione in caso di neve dura (utili in questo caso i ramponi).

In salita lungo i pendii scoscesi

Possiamo ora ammirare più da vicino le possenti mura del forte Centrale che vediamo spiccare su un poggio alla nostra destra, mentre sulla sinistra si intravede il fort de la Margherie. Procediamo puntando direttamente all’intaglio del colle che andremo a raggiungere al termine del ripido tratto (4,25 km dalla partenza).

Il forte Centrale, ora più vicino

Ultimi metri prima del colle di Tenda

Arrivo al Colle di Tenda

Un vento gelido, proveniente da nord, ci dà il benvenuto. Questo luogo è anche famoso per le violente bufere che a volte si scatenano per via delle diverse correnti d’aria provenienti dal mare e da nord. Purtroppo la giornata odierna, nuvolosa, appiattisce le cime circostanti. Nonostante ciò riusciamo a distinguere la Rocca d’Abisso (2755 m), Rocca Bastera (2524 m) e il Monte Frisson (2629 m). Più a destra, il Pian Madoro sovrastato dal Passo di Ciotto Mien (2274 m) e dal Monte Creusa.

Verso il forte Centrale

A ovest intravediamo, in lontananza, la Rocca d’Abisso ed il Frisson

Anche il Bric Costa Rossa (2404 m) fa capolino dalle caserme del forte Centrale.

Il Bric Costa Rossa fa capolino a sinistra della caserma

Procedendo ora verso est divalliamo dapprima leggermente su neve ventata, risalendo poi l’ultimo tratto che ci separa dal Forte.

Verso il forte Centrale

Una ventina di metri prima di raggiungerlo, sul divisorio è posta una interessante tavola orientativa con i nomi e direzione dei monti. Il forte Centrale è caratterizzato dalla fortezza vera e propria attorniata dalle retrostanti caserme e stalle (4,92 km dalla partenza).

Nei pressi della tavola orientativa

Alcune caserme che attorniano il forte Centrale

Tornati nuovamente al colle, riprendiamo la discesa per allontanarci dal gelido vento e per cercare un riparo più in basso adatto per uno spuntino.

Ritorno al Colle di Tenda

Dopo i primi metri di discesa dal colle ci spostiamo leggermente sulla sinistra cercando di perdere quota velocemente da questo ripido tratto. Giunti nei tornanti inferiori eseguiamo un traverso verso destra per raggiungere la casa diroccata dove troveremo un po’ di riparo dal vento.

Pausa pranzo alla casa diroccata

Al termine dello spuntino riprendiamo la discesa, ora sulle tracce del mattino, ricollegandoci più in basso sui tranquilli tornanti che ci riporteranno al parcheggio.

Nuovamente in discesa sui tornanti verso la Ca’ che si può notare al centro della foto

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