Non eravamo più stati quassù fin dai giorni dell’inaugurazione (vedi). Già da tempo ci eravamo proposti di tornare per vederlo spiccare tra la neve.

Sabato 15 marzo 2014. Dopo aver valicato il ponticello seguiamo la stradina immediatamente a destra (indicazioni per Colle del Sautron e sorgenti Pausa) che parte in leggera salita tagliando un lariceto.

Inizio del cammino dal ponte di Saretto. Al fondo si intravede il vallone che percorreremo

Lasciate per strada alcune diramazioni proseguiamo fino al suo termine.

Sulla stradina che taglia il lariceto

La traccia da seguire ora è quella che prosegue verso ovest, in direzione di un grande masso visibile dal basso che precede la sorgente Pausa (1920 m), prestando prima attenzione al tipo e alla quantità di neve presente sul percorso e valutandone i rischi.

Non esistendo con la neve un itinerario obbligato, saliamo alla meglio, zigzagando verso il grande masso che spicca in alto verso destra. Lo superiamo a sinistra mentre l’itinerario, facendosi più ripido e faticoso, va a sbordare sui lunghi tornanti della strada ex militare (sentiero Frassati) che proviene dalle sorgenti Maira.

In salita dopo il grande masso…

… verso i tornanti della strada ex militare

Continuando per un po’ nel taglio dei tornanti ci trasferiamo sul falso piano dove prende inizio un lungo vallone laterale; sul lato destro sono ubicate le grange Pausa (2056 m). Lasciato a destra il percorso che si inoltra verso le pendici del Monte Sautron, seguiamo per un breve tratto la pista che prosegue più a sinistra lungo il vallonasso di Sautron meridionale. In breve ci portiamo alla base di alcune pareti rocciose.

Lungo il vallonasso del Sautron meridionale

Lasciata nei pressi di una fontana la pista che procede verso il lontano Passo della Cavalla (direzione sud), procediamo verso ovest sul pendio che, diventando più ripido, risale alcune brevi balze susseguenti rompendo i tratti di maggior salita.

Arrivo ad una balza

Intanto, verso sinistra, notiamo molto distante la caratteristica mole arrotondata dell’Auto Vallonasso (2885 m).

Al fondo, la caratteristica forma arrotondata dell’Auto Vallonasso

Superate le brevi balze, compare finalmente vicino il bivacco, eretto nei pressi di alcune vecchie casermette.

Nelle vicinanze del bivacco

Arrivo al bivacco

Il luogo è stupendo, attorniato da panorami che la neve rende ancora più belli.

Un po’ di foto ricordo

Oggi non c’è nessuno nei paraggi. Siamo solo noi tre a goderci il panorama di una vista meravigliosa. Il silenzio che regna viene a tratti scalfito dal sibilo del venticello.

Vista a sud

Particolare del bivacco

A destra del bivacco si nota l’ex casermetta

Siamo sotto le pendici del Monte Viraysse (2838 m), della Pointe de la Reculaye (2775 m), de l’Aiguille de Barsin (2683 m) e del Monte Soubeyran (2697) che fotografiamo con teleobiettivo.

Il Monte Soubeyran ripreso col teleobiettivo

Dopo esserci rifocillati nei pressi della struttura, mentre il tempo sta leggermente volgendo al grigio, riprendiamo la via del ritorno seguendo lo stesso percorso dell’andata, contenti ed appagati per questa giornata trascorsa.

Ultimo sguardo al Danilo Sartore prima della discesa

Cartografia indispensabile

Esquiar en Val MairaEsquiar en Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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