Giovedì 17 aprile 2014. Raggiungiamo Castelmagno e posiamo l’auto alla base del Santuario (1750 m). Una piccola frana blocca il passaggio sulla strada non lasciando proseguire oltre. Il tratto iniziale del percorso si svolge sul nastro d’asfalto che sale verso il vallone di Fauniera, invaso dalla neve solo a tratti alterni. Dopo circa 1,7 km affianchiamo la grangia Borgis.

In partenza da Castelmagno verso il vallone Fauniera

Proseguendo, dopo altri 800 metri abbandoniamo la strada, che continua il suo corso con un giro più ampio, e saliamo verso destra un nevaio in direzione di una grangia sopraelevata.

Poco prima di abbandonare la strada

Dalla grangia

Dopo averla superata torniamo a ricongiungerci alla strada che va a oltrepassare il ponte di pietra e cemento sul torrente Grana.

Sul ponte in pietra che attraversa il torrente Grana

Ora passiamo sulla sponda orografica sinistra

Passati sulla sinistra orografica del vallone, proseguiamo sotto le pendici scoscese della Cima Reina fino al termine di un rettilineo, svoltando a sinistra ad un tornante. Poco oltre abbandoniamo definitivamente la strada rimasta sepolta nella neve salendo verso destra sul ripiano che costeggia il Gias Fauniera (2183 m).

Costeggiando il gias Fauniera

Proseguendo poi (est) a sinistra delle pendici della Rocca Negra ci portiamo in vista del rifugio Trofarello (costruzione in lamiera che d’estate ospita i ragazzi di alcune parrocchie), che andremo a raggiungere.

Dal rifugio Trofarello

Dal rifugio, per salire al colle d’Esischie (2370 m), occorre compiere una deviazione verso destra e guadagnare, con un traversone obliquo su buona neve, l’intaglio che divide la Val Grana dalla Val Maira (km 5,58 da Castelmagno).

Verso il colle d’Esischie

Arrivo al colle

Il Monte La Bianca, nel vallone di Marmora

Dal colle appena salito lo sguardo può spaziare su parte del vallone di Marmora, sulla vicina cima del Monte La Bianca (2744 m) ma anche sulle più lontane della Val Maira.

Sono solamente le 11:00. È ancora presto, così ci consultiamo prendendo la decisione di recarci ancora al Colle dei Morti (o Fauniera) (2481 m). Per non perdere dislivello ci incamminiamo verso sud tagliando le pendici scoscese di Rocce Ciarmetta (2553 m). La neve, col sole, ha perso la compattezza iniziale e concede di eseguire, con cautela, il traverso senza troppi rischi di scivolamento.

Tratti sul traversone che ci porterà al Colle dei Morti (o Colle Fauniera)

Guadagnato il Colle del Vallonetto (2439 m) siamo ormai in vista della cappella della Regina Assunta che spicca più in alto, a destra del Colle Fauniera. La raggiungiamo qualche minuto dopo, rimanendo estasiati dalla splendida visuale che da qui si ha sulle alpi Marittime (km 7,1 da Castelmagno).

Arrivo alla piccola cappella della Regina Assunta

Ancora un’immagine dalla cappella

Il luogo è sempre magnifico, in qualsiasi stagione lo si frequenti, ma con la neve acquista un tocco particolare. Verso ovest spicca in primo piano il Becco Grande (2775 m) e, più distante verso destra, Rocca la Meja (2840 m); a nord si vede Punta Tempesta e Punta la Piovosa.

Rocca la Meja ripresa col teleobiettivo. Si noti la cengia di salita della via normale

Panorama verso ovest (Becco Alto dell’Ischiator e Tenibres)

Panorama a sud (Argentera e Monte Matto)

Pochi metri più in basso è collocato il monumento in marmo nero di Ormea, dedicato allo sfortunato ciclista Pantani, detto “il Pirata”, passato da qui nel 1999 in una memorabile tappa del giro d’Italia, deceduto prematuramente nel 2004.

Il monumento a Pantani

Il posto si presta molto bene per pranzare, la temperatura non è così rigida e poi, con un panorama del genere, non possiamo cercare nient’altro.

Fino a qui siamo venuti con le ciastre nello zaino. Per scendere ci toccherà usarle. La neve si è rammollita e non offre più tanta resistenza. Tornando sui nostri passi ridiscendiamo nuovamente al rifugio Trofarello e poi sulla strada verso Castelmagno.

In discesa verso il Santuario di Castelmagno

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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