Aprile 2014. Con l’auto raggiungiamo Villefranche. Il parcheggio lo troviamo scendendo verso la parte bassa, all’entrata del paese.

Scendendo verso Villefranche…

… e la piazza, punto di partenza

Raggiungiamo la piazzetta sul lungomare (place Pollonnais), e da lì iniziamo la passeggiata entrando un pochino all’interno del paese (rue du Vallon).

Dopo pochi metri svoltiamo a destra sulla stradina trasversale, rue du Poilu, ed al secondo incrocio scendiamo alcuni gradini verso la strada oscura, antica strada del 1260 (lunga 130 metri), divenuta monumento storico, interamente coperta, che percorriamo fino al termine.

Tratto della “strada oscura”

All’uscita continuiamo a seguire la rue du Poilu che salendo verso la stazione si tramuta in “chemin de la Fouan”.

In cammino verso la stazione ferroviaria

Promontorio verso il cap Ferrat

Continuiamo la marcia fino a raggiungere la basse Corniche (Bd Napoléon III) che attraversiamo sul lato opposto immettendoci sul “chemin de la Madone Noire”. Salendo la rampa tra la vegetazione il panorama sulla baia di Villefranche si fa sempre più importante.

Sul chemin de la Madone noire

Ammirando il panorama

Il panorama si amplia sulla rada…

… e verso il mare aperto

Al termine di questo cammino approdiamo sul Boulevard de Suède. (Se si prosegue sul boulevard, a poche centinaia di metri si può raggiungere l’ingresso di villa La Leopolda, appartenuta a Gianni e Marella Agnelli. Appartiene ora all’imprenditore russo Mikhail Prokhorov che l’ha acquistata per una cifra che si aggira intorno ai 500 milioni di euro).

Abbandoniamo per un attimo il nostro anello per andare a raggiungere, a duecento metri di distanza, la piccola chiesetta della Madone Noire del XVII secolo, ora in fase di restauro.

Chiesetta della Madone Noire

All’interno della chiesetta in restauro

Tornati sui nostri passi, proseguiamo verso sinistra il percorso su strada che passa accanto ad alcune serre, poi su scalinata in discesa verso sud-est.

Dalle serre, vista sul Villefranche

Ogni tanto, tra gli alberi e le villette, abbiamo la possibilità di lanciare lo sguardo verso Beaulieu, dove riusciamo ad intravedere la villa greca Kerylos realizzata da un archeologo nel 1902, divenuta monumento storico dal 1966. La discesa ci conduce in fine al semaforo che regola l’ingresso al cap Ferrat.

Sguardo verso Beulieu. A destra la villa greca Kerylos

In discesa sulla scalinata che scende al semaforo del Cap Ferrat

Oltrepassata la strada e superato il ponte sulla ferrovia scendiamo verso destra (Grasseuil). Dopo una cinquantina di metri la villa Espalmador divide la strada.

Villa Espalmador

Proseguiamo a destra a fianco della ferrovia arrivando, dopo circa 150/200 metri, alla villa Nellcôte, resa famosa fin dal 1971, quando Keith Richards dei Rolling Stones e la fidanzata Anita Pallenberg la affittarono per 2400 dollari a settimana risiedendovi per alcuni mesi (ecco alcuni scatti dell’epoca). Proprio in questa villa la band inglese incise gran parte dell’album Exile On Main Street, divenuto pietra miliare.

Cancellata della villa Nellcôte

Scorcio della villa Nellcôte

Poco più avanti, prima di riattraversare il ponte sulla ferrovia, svoltiamo a sinistra sul sentiero di discesa che ci fa approdare ad un grande parcheggio e alla plage des Marinières. Seguendo il lungomare concludiamo il nostro bellissimo percorso ad anello della rada tornando a Villefranche.

Ritorno sul lungomare di Villefranche

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