È da tempo che desideriamo salire questa cima dal nome così curioso. Il significato lo ricaviamo, come sempre, dai libri di Michelangelo Bruno, grande alpinista e appassionato di storia e cultura del territorio alpino. Cucuja sta per “cima rocciosa isolata e appuntita”. L’escursione si può compiere avendo a disposizione poco più di mezza giornata.

Venerdì 16 maggio 2014. Lasciamo l’auto sul ciglio della strada dalla borgata Chiotti, nei pressi della chiesetta di San Bernardo di Mentone e un’area attrezzata (1508 m). Il punto di partenza, da Cuneo, lo raggiungiamo seguendo la strada fino a Caraglio. Da qui svoltiamo verso la Valle Grana toccando i paesi di Valgrana, Monterosso e Pradleves. Si prosegue ancora fino a Campomolino e infine si arriva alla borgata Chiotti, situata qualche chilometro prima del Santuario di Castelmagno.

Dall’area attrezzata la strada scende verso il torrente Grana che attraversiamo sul ponte in cemento. Seguiamo il percorso che, a serpentina, si innalza dolcemente tra verdissimi prati.

I verdissimi prati iniziali

Lasciata poco dopo a destra una stradina, proseguiamo addentrandoci nella parte più incassata del vallone abbellito da una cascatella alimentata dal rio Lombarda.

Dopo un tornante la strada svolta in direzione nord accentuando maggiormente la pendenza. Durante la salita si hanno belle visuali sul resto della Val Grana, dal Santuario di Castelmagno al Monte Tibert.

Veduta sulla borgata Chiotti, sul Santuario di Castelmagno e sul Tibert

Oltre una curva che piega a sinistra lasciamo in basso alcuni casolari. Più avanti raggiungiamo la grangia Salin (1735 m) e, appena oltre, un casolare isolato.

Verso la grangia Salin

La strada termina qui. Ora svoltiamo a destra per risalire liberamente alcuni praticelli colmi di anemoni.

Cespo di anemoni

Dalla grangia Salin veduta sulla Rocca Cucuja

Al termine pieghiamo verso destra e in diagonale ascendente risaliamo alcuni piccoli nevai per raggiungere, più sopra, un sentiero trasversale che si dirige verso un dosso panoramico.

Piccoli nevai sul sentiero

Arrivo al dosso panoramico

Lo raggiungiamo trovandolo, in questa stagione, disseminato di crocus multicolore. L’erta Rocca è lì davanti a noi, e per raggiungerla seguiamo alcuni tratturi che, a destra, ne tagliano le pendici più ripide. Svoltando poi a sinistra saliamo liberamente la rampa fino alle rocce finali lungo prati colmi di viole dalle tinte più svariate.

Sulla rampa finale

Violette del pensiero

Purtroppo sulla sommità non esistono cippi o croci che ne personalizzino la cima. Bellissimo il panorama che dal vicino Monte Bram (2357 m) prosegue al Viribianc (2470 m), al Viridio (2478 m) fino a raggiungere il Monte Tibert (2648 m). Ad est la parete precipita ripidamente sotto la rocca verso il vallone di rio Grande, mentre a nord lo sguardo si spinge al lontano Colletto e alle piccole frazioni di Valliera e Santa Margherita.

Veduta verso il Colletto e le frazioncine

A sinistra il Monte Gram, a destra la Punta dell’Omo

Veduta verso il fondo della Valle Grana

la Rocca Cucuja e il Monviso

Dalla rocca sguardo verso il vallone di Rio Grande

Dalla cima ci spostiamo per un tratto sulla cresta verso la Punta dell’Omo, ammirando alcune creste di neve sporgenti e il paesaggio intorno a noi.

Più tardi riprendiamo la discesa tornando dapprima al dosso poi, verso destra scendendo un ulteriore tratto per raggiungere la Grangia Salin (con fontana) per il pranzo.

Ritorno tra i crocus del dosso panoramico

Infine la discesa che ci riporta dal ponte del Torrente Grana (1470 m), quindi verso l’ultimo trattino di salita per recuperare l’auto.

Ritorno  al ponte sul Grana

Torrente Grana

Mucche al pascolo

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Rocca Cucuja
Rocca Cucuja (166 kB)

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