La sveglia che mi butta fuori dal letto mi fa trovare una magnifica giornata di sole. L’escursione non era preventivata ma con un tempo inaspettatamente così bello devo subito cercare un compagno di gita.

Valerio si mostra subito entusiasta dell’idea. L’escursione è breve, ma si rivelerà molto remunerativa dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

Maggio 2014. Per raggiungere la base di partenza da Borgo San Dalmazzo, seguiamo la strada che porta a Valdieri. Dopo il paese percorriamo il tratto di strada che entra in vallata lasciando, a sinistra, la deviazione per Entracque. Superiamo, più avanti, gli abitati di San Lorenzo, di Sant’Anna di Valdieri e di Tetti Gaina (1075 m).

Ottocento metri dopo la sbarra, posiamo l’auto nel primo parcheggio a lato della strada (1104 m). Ci incamminiamo per questa escursione attraversando il ponte sul torrente Gesso (1091 m) seguendo una bella mulattiera che penetra nel bosco lasciando, poco dopo, la deviazione per il bivacco Nicolino Gandolfo (1847 m).

Foto dal ponte della Vagliotta

Con percorso tranquillo e regolare entriamo in una bellissima faggeta che ci accompagnerà per buona parte del tragitto.

tratto nella faggeta

Questa prima parte si svolge sulla destra orografica della Val Gesso poi, più avanti, infilati all’interno del Vallone della Vagliotta (lato sinistro orografico) ci distanziamo dal torrente che scorre impetuoso più in basso.

Numerosi tornanti ci conducono in una strettoia del vallone, occupata più in basso dalla bocca di un nevaio.

La bocca del nevaio

Oltre la strettoia iniziamo a scorgere la parte superiore nascosta del vallone della Vagliotta, con la cima dell’Oriol che spicca al fondo.

Il torrente spumeggiante

Cascata prima del Gias Vagliotta inferiore

Un centinaio di metri dopo, attraversando un ponticello semidistrutto dalle ultime nevicate, passiamo sulla destra orografica ed iniziamo a percorrere i numerosi tornanti che, poco alla volta, conducono sul ripiano dove è posizionato il Gias Vagliotta inferiore (1595 m).

Gias Vagliotta inferiore (1595 m)

Lasciato a sinistra il sentiero che conduce al Bivacco Costi Falchero (2275 m) e al Passo Barra della Vagliotta (2456 m), poche decine di metri dopo superiamo un secondo ponticello in legno, anch’esso semidistrutto dalla neve.

Oltre, svoltiamo verso destra e destreggiandoci tra alcuni massi sul percorso andiamo a superare l’ultimo nevaio che ci porta direttamente sulla rampa di salita verso il bivacco Barbero che ci attende su un poggio molto panoramico (le chiavi del bivacco si possono reperire presso il CAI Cuneo – Via p.ta Mondovì, 5 – Tel. 0171-67998).

Il rifugio Barbero sul poggio panoramico

Genzianelle sul sentiero

Il bivacco, con a lato una fontana, ha una capienza di 10 posti letto ed è posto in buona posizione guardante sia i Valloni della Vagliotta, della Miniera che la Valle Gesso della Valletta. Dal poggio è chiaramente visibile il percorso che conduce al Passo Barra della Vagliotta e alla Cima del Lausetto.

Parte del percorso di salita visto dal bivacco

Bivacco Barbero e la cima dell’Asta alle sue spalle

Nei pressi del rifugio

Dal rifugio, veduta sul Monte Matto (a sinistra)…

…sul Lausetto, all’estrema sinistra, e sul passo Barra della Vagliotta

La discesa si svolge sulle orme dell’andata ripercorrendo a ritroso la mulattiera.

Sul ponte semidistrutto

Nei tornanti inferiori, in una curva del sentiero, quasi mettiamo il piede su una bella vipera aspis riscaldata dal sole e in posizione di attacco.

La vipera incontrata (con un click sulla foto si può notare la caratteristica pupilla verticale)…

…e la testa triangolare

Abbiamo appena il tempo di scattarle alcune foto prima di vederla infilare nel muretto a secco della scarpata.

Più in basso rientriamo nell’ombrosa faggeta seguendo la mulattiera che ci riporterà infine al ponte della Vagliotta ed al parcheggio.

Ritorno in faggeta

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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