Maggio 2014. Dopo circa 1 km di cammino sotto le pendici della Punta Rocciaia tra alberi di frassino e betulle, incrociando alcune volte il rio, arriviamo ad un bivio dove prendiamo a destra verso il gias Fontana Freida (palina) trascurando la deviazione che porta ai Tetti Virutra.

Dopo meno di 200 metri, nei pressi di una seconda palina, la strada termina e si riduce a sentiero (1027 m). Cominciamo a salire in modo più sostenuto addentrandoci in breve in un bel bosco di faggi su un percorso davvero gradevole che sale ripido a zig-zag sulla sinistra orografica del vallone.

Durante la salita si passa sotto le dolomitiche e vertiginose pareti rocciose della Punta del Van (1967 m). Un traverso al termine del lungo percorso in faggeta raggiunge una zona interessata dalla slavina dell’inverno 2012/2013 che ha lasciato sul terreno parecchie decine di tronchi. Ora il tratto percorso dal sentiero è stato ripulito.

Nella zona interessata dalla slavina

Salendo ci affacciamo all’ampia conca del vallone della Freida. La colla Balur rimane ancora un po’ nascosta a sinistra ma fin da subito si nota, al centro, l’omonima erta cima.

Conca del vallone della Freida. Si vede la Cima Balur

Il sentiero si destreggia sulla sinistra orografica, supera qualche nevaio residuo e va a ricongiungersi, più su, ad un’ampia strada che, in discesa, taglia le pendici del Monte Testa e della Punta del Van portando verso il Passo del Van (1761 m). Seguiamo la strada che sale fino al gias Fontana Fredda (1591 m), lasciandolo a destra per proseguire su percorso a tornanti fino alla colla Balur (1780 m).

Ricongiungimento con la strada che porta al Passo del Van

Durante l’avvicinamento una dozzina di caprioli scorrazzano sui prati in prossimità della colla.

Il Monte Balur

Sulla sella è ubicato il rifugio privato del Balur, costruito in pietra con tetto in lamiera; poco distante è collocata una seconda costruzione.

Il rifugio posto sulla colla

Spostandoci lungo il prato verso destra andiamo a scegliere un punto d’attacco per la salita al Monte Balur (1827 m), che si presenta ripido e scivoloso.

Inizio della salita al Monte Balur

La salita tra rododendri

Verso la piccola cima

Aggirandolo leggermente a destra, in ripida salita procediamo a istinto lungo una rampa erbosa, tra rododendri e moltissimi fiori, fino al cippo in pietra che ne segna il punto più alto.

In cima

Grande panorama sul vallone di accesso, sulla vicina cima del Testas (1830 m), sulla Bisalta (2404 m) e, a sud, sui monti Servatun (2277 m) e Bussaia (2451 m); a nord sulla Punta del Van (1969 m).

Dalla cima veduta sulla colla e il rifugio

La cima Bussaia a destra

Dal Monte Balur scendendo sul lato opposto ci ricongiungiamo al sentiero che torna verso il rifugio.

Ritorno sulla verdeggiante colla

Monte Balur visto dal rifugio

Ancora veduta sul Bussaia e il Servatun

Spostandoci poi verso est, attraverso prati verdissimi e infiorati, andiamo a raggiungere l’arrotondata cima del Monte Testas.

Croce di vetta sul Monte Testas

Dalla croce di vetta vediamo in seguito sopraggiungere la nebbia che ha già invaso il vallone della Freida. In pochi minuti ne rimaniamo avvolti ed è proprio un peccato dover abbandonare un luogo così aperto e incantevole.

Veduta dal Monte Testas verso la Colla Balur con la nebbia che inizia a salire

Attendiamo un momento per vedere se si dirada, poi riprendiamo la discesa fino al gias Fontana Fredda trovando un buon posto per la sosta del pranzo. Infine ritorniamo sui nostri passi a Roaschia.

Sulla strada del ritorno

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
Vedi su Amazon →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.